Gela-Tunisia: scoperta tratta di migranti

11 tunisini e 7 italiani.
Ecco gli esiti dell’operazione “Mare aperto”.

Scoperta l’ennesima tratta di migranti.

Già nel recente passato erano stati sgominati traffici di immigranti via potenti gommoni oceanici (approfondimento al link) ed addirittura jet (approfondimento al link), ora un’altra rete di scafisti è stata scovata.

Stando a quanto riporta “Ansa”, imbarcazioni di scafisti sarebbero partite dal porto di Gela o dalle coste dell’Agrigentino per raggiungere la Tunisia e far immediato rientro con il “carico” di migranti.

Il tutto è emerso dall’operazione “Mare aperto” della polizia di Caltanissetta che ha sgominato la banda eseguendo 18 misure cautelari per associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

I destinatori del provvedimento sono undici tunisini e sette italiani: il Gip ha disposto il carcere per 12 di loro e gli arresti domiciliari per gli altri 6.

De Benedetti: disastro Letta, Pd ora appoggi Moratti

Pd partito di Baroni: “imbullonati al governo senza aver mai vinto un’elezione”.
L’editore: “Pd appoggi Moratti: se la Lega perde la Lombardia, cade il governo”.

Carlo De Benedetti attacca l’operato di Letta e fa una disamina della situazione, avanzando i suoi consigli.

Il Partito democratico, dice a “Il Corriere della Sera“, “ha conquistato la borghesia e perso il popolo”, è “un partito di baroni” ma  “lo scopo tattico di un partito all’opposizione è mettere in difficoltà il governo” e “la Lombardia è una partita decisiva” perché “se la Lega perde la Lombardia, cade Salvini, e se cade Salvini cade il governo“.

L’imprenditore ed editore, inoltre, invita il Pd ad appoggiare Letizia Moratti (candidata dai nemici Renzi e Calenda) alla prossime elezioni regionali in Lombardia in programma nei primi mesi del 2023.

De Benedetti le riconosce “professionalità, capacità, onestà, passione, ambizione: tutte qualità. Il Pd in Lombardia non ha mai toccato palla. Ha sempre vinto la Lega. La Moratti ha avviato una profonda revisione del suo passato berlusconiano. Oggi non c’è più il centrodestra; c’è una destra dura, antieuropea, di matrice postfascista“.

Continua De Benedett:

Le democrazie moderne sono minate da due mali che le divorano da dentro: le crescenti disuguaglianze e la distruzione del Pianeta. Un partito progressista che non mette in cima al suo programma questi due punti non serve a niente, e infatti fa la fine del Pd; che ha conquistato la borghesia e ha perso il popolo”.

L’editore conclude, infine, come di seguito:

Il Pd resta un partito di baroni imbullonati da dieci anni al governo senza aver mai vinto un’elezione. La segreteria Letta è stata un disastro perché in campagna elettorale non ha saputo indicare una sola ragione per cui si dovesse votare il Pd, ma solo ragioni per non votare gli altri. Per la sua arroganza e supponenza il Pd ha corso da solo e ha determinato la vittoria della destra, che alla luce dei risultati non era affatto scontata”.

Ong su Macron: “Non ci ha offerto un porto sicuro”

L’ipocrisia francese incrina i rapporti con l’Italia.
43 richieste di porto sicuro e nessun Paese ha risposto.

La retorica buonista della Francia era stata subito smontata da quanto accade a Ventimiglia e ora a smascherare ulteriormente Parigi ci ha pensato la portavoce della Sos Mediterranée Italia.

Si tratta di Elisa Brivio, che ha spiegato nel dettaglio quanto accaduto nell’ambito della vicenda Ocean Viking: alla fine la nave ha attraccato al porto di Tolone e i 230 migranti sono stati fatti scendere. Ma davvero la Francia è nelle condizioni di impartire lezioni all’Italia? Non proprio, alla luce anche del racconto arrivato dalla Organizzazione non governativa (Ong) al timone della nave.

La portavoce della Sos Mediterranée Italia, nell’intervista rilasciata a “La Stampa“, ha voluto porre l’attenzione sul significato esatto che caratterizza un vero porto sicuro: per “pof” (ovvero “place of safety“), si intende un porto in cui le persone salvate in mare possono non solo sbarcare ma anche “esercitare i loro diritti, a partire da quello di richiedere asilo”.

E quello offerto dalla Francia sarebbe perfettamente coerente con questa definizione?

Non a caso Elisa Brivio ha sottolineato che Tolone giovedì ha concesso un porto “in via eccezionale, non un porto sicuro“.

Poi, rispondendo a precisa domanda, ha aggiunto: “Quindi la Francia non ha mai offerto un porto sicuro? A noi mai“. Ed ha parlato di un “colossale equivoco” che successivamente ha inasprito i rapporti tra il nostro Paese e la Francia.

Nelle 43 richieste di porto sicuro erano state coinvolte l’Italia e Malta, considerati “i Paesi più vicini” in cui “bisogna sbarcare“.

Non solo: a Francia, Grecia e Spagna era stato rivolto un appello per “un supporto” affinché “si trovasse una soluzione“. Il risultato? “Nessuno aveva mai risposto, né gli uni né gli altri“.

In questi giorni Parigi ha usato toni molto duri, minacciando ritorsioni contro il nostro Paese per il caso Ocean Viking; il che, tra le altre cose, si è tradotto nello stop all’accoglienza di 3.500 rifugiati dall’Italia.

Con il passare delle ore non si è placata la serie di reazioni scomposte dalla tanto solidale e accogliente Francia che, nel frattempo, ha respinto le domande di asilo di 44 dei 230 migranti soccorsi e si sta preparando a procedere all’espulsione nel loro Paese di origine.

L’ipocrisia francese è stata denunciata anche da Marine Le Pen, che al Corriere della Sera ha ricordato un precedente che ha coinvolto proprio Parigi: ora il governo francese si affretta a denunciare la gestione italiana e a evocare ragioni umanitarie, “ma nel 2018 la nave Aquarius venne rifiutata dalla Francia e fu costretta a navigare fino a Valencia“.

Senza dimenticare che sul sito Oxfam nel 2018 venivano criticati i respingimenti di minori non accompagnati da parte della Francia, “in palese violazione del diritto europeo e interno“.

Si parlava di “minori non accompagnati anche di 12 anni” che “continuano a essere vittime di abusi, detenzioni e respingimenti illegali“.

Ecco perché le lezioncine di Parigi lasciano il tempo che trovano.

Ex Ilva stacca la spina 145 aziende e 2.000 lavoratori a rischio

Sospesi i servizi ritenuti “non essenziali”.
Governo chiede risposte immediate.

Ansia per ditte e lavoratori.

Nel frattempo, il governo attende “risposte immediate” da Acciaierie d’Italia dopo la disposizione dell’azienda che a Taranto ieri ha comunicato la sospensione delle attività di 145 ditte dell’indotto che svolgono lavoro ritenuti non essenziali.

Mentre i lavoratori interessati dallo stop, circa duemila, sottolineano il rischio che si vada “verso situazioni incontrollabili dove non regna più la ragione ma la disperazione“.

Anche Confindustria esprime “preoccupazione” per “l’improvvisa sospensione dell’operatività di 145 imprese appaltatrici da parte di Acciaierie d’Italia, ex Ilva” che deve essere considerata “una priorità” tanto che diventa “strategico accelerare la piena difesa del ciclo integrale a caldo per l’Italia intera“.

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha concordato con il governatore pugliese Michele Emiliano un incontro a Roma giovedì prossimo.

Sempre il 17 il ministro riceverà i rappresentanti dei sindacati nazionali di categoria, che avevano sollecitato un confronto urgente.

Urso invita Acciaierie a fornire “risposte concrete per l’indotto e per i lavoratori, a fronte di una decisione che ha suscitato giustamente sconcerto, tanto più per le modalità con cui è stata annunciata, assolutamente inaccettabili“.

Come riporta “Huffpost”, la società ha chiesto alle ditte di liberare entro oggi i cantieri all’interno dello stabilimento siderurgico di Taranto, legando la decisione a “sopraggiunte e superiori circostanze“.

Vita aliena al ponte del Diavolo?

Cosa si nasconde al confine tra Italia e Svizzera?
Sotto studio organismi e microbi.

Cosa si nasconde vicino al ponte del Diavolo, nel confine tra Italia e Svizzera? Forse una vita aliena?

Gli scienziati di mezzo mondo sanno bene che, per scavare nel passato del nostro Pianeta bisogna guardare in profondità là dove laghi, mari e montagne hanno coperto in migliaia di anni la crosta terrestre.

Per questo, stando a quanto riporta “LolNews”, la geobiologa Cara Magnabosco ha deciso di raccogliere campioni di acqua sotterranea che scorre sotto al passo del San Gottardo, nel tunnel del Bedretto e nelle gallerie scavate nella roccia di granito, tra il Cantone Ticino e il Cantone Url.

In questa zona sorge anche il suggestivo ponte del Diavolo.

A queste profondità, l’acqua contiene microrganismi diversi e che potrebbero essere simili a quelli presenti sulla Terra più di 3,5 miliardi di anni fa.

Magnabosco ha spiegato:

Vogliamo capire come sono arrivati gli organismi, come si sono evoluti e come continuano a sopravvivere“.

Questi microbi, isolati per così tanto tempo dalla luce solare, si sono evoluti senza alcun contatto con la superficie e potrebbero rappresentare una sorta di vita aliena e “alternativa” sotto le Alpi.