Iraq: coalizione a guida Usa è fonte di instabilità

Altro raid americano a Baghdad.
Era già stato richieste il ritiro delle forza Usa.

Le forze armate irachene hanno affermato che la presenza in Iraq della Coalizione globale anti-Isis a guida Usa è “diventata fonte di instabilità” nel Paese e nella regione.

Lo si apprende da un comunicato diffuso dal Comando delle forze armate federali irachene, guidato dal generale Yahya Rasul Abdallah, all’indomani del nuovo raid statunitense a Baghdad e nel quale è stato ucciso, stando a quanto riporta Ansa, anche un comandante di una milizia filo-governativa, sostenuta dall’Iran.

Poco tempo fa l’Iraq aveva già apertamente richiesto il ritiro delle forze Usa (approfondimento al link).

L’Iran triplica la produzione di uranio arricchito

Livello vicino a quello necessario per armi nuclerari.
Teheran smentisce. Gli Usa si dicono preoccupati.

L’Iran ha triplicato la sua produzione di uranio arricchito al 60%, vicino al livello necessario per un’arma nucleare, portandola a nove chilogrammi al mese nelle ultime settimane, invertendo la tendenza al ribasso degli ultimi mesi.

Lo ha annunciato l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea), citata poi da AGI:

Questo rappresenta un aumento rispetto ai circa tre chilogrammi prodotti al mese da giugno, e un ritorno a un tasso mensile di nove chilogrammi durante la prima metà del 2023“.

Il 15 novembre, l’Aiea aveva annunciato che l’Iran disponeva di 128,3 chili di combustibile nucleare al 60%, al di sotto del 90% necessario per la costruzione di un’arma nucleare, ma ben al di sopra del 3,67% massimo imposto dall’accordo del 2015, che gli Stati Uniti hanno abbandonato unilateralmente tre anni dopo.

Gli Stati Uniti sono “fortemente preoccupati” per un rapporto dell’AIEA sull’aumento della produzione di uranio altamente arricchito da parte dell’Iran.

Lo ha detto un portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale della Casa Bianca, dichiarando quanto di seguito:

L’escalation nucleare dell’Iran è ancora più preoccupante in un momento in cui i rappresentanti appoggiati dall’Iran continuano le loro attività pericolose e destabilizzanti nella regione, compreso il recente attacco mortale di droni e altri tentativi di attacchi in Iraq e Siria e gli attacchi Houthi contro navi mercantili in Iran, nel Mar Rosso“.

Non è vero che l’Iran abbia aumentato l’attività di arricchimento dell’uranio, invece, secondo il capo dell’energia atomica iraniana, Mohammad Eslami, che ha smentito quanto sostenuto dall’AIEA in un rapporto diffuso ieri, sostenendo che il rapporto di AIEA non contiene “nulla di nuovo” ed aggiungendo “Non abbiamo fatto nulla di nuovo e stiamo svolgendo le stesse attività secondo le regole“.

Secondo AIEA, invece, l’Iran avrebbe “aumentato la sua produzione di uranio altamente arricchito, invertendo una precedente riduzione della produzione a partire dalla metà del 2023“.

Tentati attacchi via drone a due basi Usa in Siria

Entrambe le basi militari hanno sventato gli attacchi grazie ai sistemi di difesa.
Non si contano danni o feriti.

Una base militare americana nel sud della Siria al confine con Iraq e Giordania è stata presa di mira da un attacco compiuto da due droni lanciati da forze irachene filo-iraniane presenti nella Siria orientale.

Lo riferisce l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria, poi ripreso da Ansa.

L’Osservatorio afferma che i sistemi di difesa della base di Tanf hanno distrutto i droni prima che questi potessero fare vittime o danni all’interno del perimetro del compound.

Nelle ultime 24 ore un’altra base americana in Siria, quella di Tell Baydar nella regione nord-orientale di Hasake, era stata presa di mira da due droni armati; anche in quel caso non si sono registrati vittime o danni.

Khamenei incontra il leader di Hamas

“Crimini sionisti sostenuti da Usa e alcuni governi occidentali”.
Poi invita gli Stati musulmani a dare sostegno pratico alla popolazione di Gaza.

La Guida suprema dell’Iran Ali Khamenei ha incontrato a Teheran il capo dell’ufficio politico di Hamas, Ismail Haniyeh, assieme ad una delegazione.

Lo riporta Ansa, citando quanto ha affermato Khamenei su X a proposito dell’incontro:

La politica permanente della Repubblica islamica dell’Iran è di sostenere le forze della resistenza palestinese contro i sionisti occupanti. I crimini del regime sionista a Gaza sono direttamente sostenuti dagli Usa e da alcuni governi occidentali“.

Durante il colloquio, Khamenei ha sottolineato la necessità da parte dei Paesi islamici e delle istituzioni internazionali di prendere misure urgentemente per fermare gli attacchi di Israele contro la Striscia di Gaza, lanciando un appello agli Stati musulmani per dare un sostegno pratico alla popolazione di Gaza.

Israele: milizia Iran supporta Hezbollah

Truppe impegnate nel sud del Libano.
Milizia spostata dalla Siria verso il nuovo conflitto.

Una milizia iraniana sta aiutando gli Hezbollah a combattere Israele dal sud del Libano.

A dirlo, come riporta Ansa è il portavoce militare israeliano in lingua araba Avihai Adrai, secondo cui la milizia ‘Imam Hussein‘ (che ha operato in Siria negli ultimi anni) è “stata coinvolta nelle frizioni con Israele di queste settimane e prende parte alle attività offensive dentro il territorio israeliano“.