In attesa per il tampone, perde la pazienza e sputa sui medici

Stufo di aspettare in coda per il tampone del coronavirus, sputa addosso ai medici e scappa.

Si era stufato di aspettare il proprio turno per effettuare il tampone per il coronavirus ed è andato in escandescenza, provocando una violenta discussione terminata con uno sputo addosso al personale medico presente.

Succede all’ospedale Cotugno di Napoli, dove una persona con sintomi febbrili non voleva più saperne di aspettare in fila il proprio turno ed ha cominciato ad agitarsi: si è tolta la mascherina ed ha sputato addosso ad una dottoressa ed un infermiere che eri intervenuti per provare a calmarlo.

I due medici sono ora in quarantena ed il locale in cui è avvenuto l’atto è stato sottoposto a sanificazione.

Sull’accaduto è intervenuto il direttore generale dell’ospedale, Maurizio Di Mauro:

“Ho perso un medico ed un infermiere validissimi, che adesso devono stare in isolamento e non possono dare il loro prezioso contributo, come hanno fatto finora. Sputare addosso ad una persona, in un momento come questo, quando si hanno tali sintomatologie e febbre, equivale a sparare, non c’è differenza.”

Purtroppo, dell’uomo, si sono perse le tracce.

L’Italia intera è zona rossa: PharmaNutra pronta a donare farmaci per la terapia intensiva

Dichiarato lo stato d’emergenza: l’Italia è interamente zona rossa.
PharamaNutra pronta a donare farmaci per la terapia intensiva.

L’Italia, tutta, è zona rossa.

Lo stato d’emergenza è stato dichiarato dal premier Giuseppe Conte in conferenza stampa, a causa dell’esponenziale evolversi del coronavirus.

Il Bel Paese è ora il secondo al mondo per numero di contagi, dopo la Cina.

Lo scenario sta prendendo pieghe apocalittiche: il governo sembra aver perso completamente la bussola prendendo provvedimenti uguali e contrari nel giro di poco tempo l’uno dall’altro (approfondimento al link), gli ospedali sono al collasso e tutto il personale medico lavora ininterrottamente tra le 12 e le 14 ore al giorno, contro un nemico che di fatto non conosciamo e, di conseguenza, non sappiamo come affrontare.

L’economia tracolla, le aziende chiudono e le partite iva sono lasciate completamente da sole.

Lo Stato, che in situazione di emergenza come questa dovrebbe prontamente intervenire esattamente come ha fatto la Cina che ha stampato 156 miliardi di euro in un giorno (approfondimento al link), non lo fa: non può stampare moneta, avendo ceduto la sovranità monetaria, e deve aspettare i tempi e le concessioni dell’Europa

Allora l’Italia si aggrappa alla sua solita forza di volontà ed al suo senso di solidarietà: chi può, aiuta; senza fiatare né lamentarsi.

È su questa lunghezza d’onda che PharmaNutra decide di dover fare la sua parte e si rende disponibile a fornire gratuitamente i prodotti SiderAL e ApportAL alle terapie intensive delle strutture ospedaliere, alle prese con l’emergenza coronavirus, che ne faranno richiesta.

L’azienda ha poi affermato in una nota:

“L’iniziativa è stata presa nella piena consapevolezza di vivere un’emergenza che può e deve essere superata solo con un forte spirito di solidarietà ed il totale rispetto delle regole emanate dal governo.”

E’ un governo di incapaci!

Gestione pessima sotto tutti i punti di vista.
Sviste, ritardi, inadeguatezza, incoerenza.
Infine, forse, pure una nuova tassa.

Una pioggia di guai, un bagno sangue.

L’emergenza coronavirus è stata gestita in maniera scandalosa sotto tutti i punti di vista, mettendo in luce tutte le lacune e le incapacità di un governo che sembra essere in balìa di sé stesso, visti i provvedimenti adottati.

A cominciare dallo scoppio dell’emergenza, si è notata tutta l’inadeguatezza delle cariche del governo, basti pensare che due cinesi provenienti proprio da Wuhan e positivi al coronavirus giravano liberamente per posti turistici italiani da ben 8 giorni, dopo che (approfondimento al link).

L’accaduto non è bastato a dare la sveglia; le uniche contromisure prese, infatti, sono state il lancio della campagna “#abbracciauncinese” contro il razzismo (campagna nella quale venivano etichettate fasciste, razziste e discriminatorie delle azioni preventive poi applicate, con evidente ritardo, dallo stesso governo che le contestava), il divieto dei voli diretti da e per la Cina che era tranquillamente aggirabile con uno scalo internazionale e gli accordi con twitter e facebook fatti dal Ministro della Salute, il laureato in Scienze Politiche Roberto Speranza, secondo i quali chiunque parli di coronavirus sui social network venga segnalato al ministero (approfondimento al link), come se non parlarne fosse il vaccino.

I bambini cinesi di rientro dalla Cina possono rientrare a scuola liberamente, senza quarantena né controlli; non ci possono invece andare quelli che non si sono sottoposti al vaccino polivalente: decisione curiosa.

Arrivano poi i decreti sulle attività sportive: si decide che le partite che si terranno nelle città a rischio contagio si giocheranno a porte chiuse o saranno rinviate.

Però, i tifosi dell’Atalanta (squadra di Bergamo e, quindi, di una regione indicata ad alto rischio come la Lombardia) possono scendere a Lecce per seguire la partita.

Non è tutto: la serie B, di livello nazionale esattamente come la seria A, non subisce alcuna restrizione. Quindi partite e tifosi si possono muovere liberamente ed ovunque.

Un’incoerenza, questa, che trova conferma nelle manie di grandezza del premier Conte, quando prima scarica le colpe sui medici impegnati in prima linea, poi si scontra con i governatori di alcune regioni che avevano deciso la chiusura delle scuole in via precauzionale: ne impone la riapertura, per poi decretarne personalmente la chiusura due giorni dopo e per un periodo ancora più lungo.

L’Italia, intanto, scala la classifica dei Paesi per numero di contagi superando addirittura Stati confinanti con la Cina (approfondimento al link) ed i sondaggi danno la responsabilità della situazione al governo (approfondimento al link).

Nel frattempo una raffica di Paesi vieta l’ingresso agli italiani, oramai visti come gli untori del mondo (e poi saremmo noi i razzisti). E, nonostante l’allarme lanciato dal direttore dei Centri africani per il controllo delle malattieJohn Nkengason, e dalla Società internazionale per le malattie infettive (approfondimento al link), gli sbarchi continuano ininterrottamente.

Quello che si blocca è la mobilità interna. Oggi, infatti, è arrivato il decreto del governo in cui si indicano le nuove misure, che saranno valide fino al 3 aprile: bloccate l’intera Lombardia e le provincie di Parma, Piacenza, Rimini, Reggio-Emilia, Modena, Pesaro e Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Alessandria, Verbano-Cusio-Ossola, Novara, Vercelli ed Asti.

Il problema è che la bozza del medesimo decreto è stata divulgata prima della sua messa in atto, con la conseguenza che si è generato panico tra la popolazione e molte persone hanno cercato di lasciare la regione, portando con loro il rischio di contagio. L’intenzione di limitare gli spostamenti, ha dunque causato la reazione esattamente opposta.

inoltre, il decreto viene contestato da alcuni governatori delle regioni. Il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, interviene così:

“La bozza del provvedimento del governo sembra andare nella direzione giusta ma non posso non evidenziare che sia a dir poco pasticciata.”

Gli fa eco il governatore dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini:

“Ho chiesto al presidente Conte ed al ministro Speranza, in una logica di leale collaborazione, di poter lavorare ancora alcune ore per addivenire alle soluzioni più coerenti e condivise.”

La ciliegina sulla torta, infine, dopo il problema della salute dei cittadini, il panico ed il blocco dell’economia, arriva dal Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, che ha un dottorato di ricerca in Scienze Storiche.

La sua idea è quella una tassa una tantum, proporzionale al reddito e che prenda il nome di “virus tax“, al fine di fronteggiare economicamente l’emergenza coronavirus.

Insomma: cornuti e mazziati.

(foto da internet)

Zingaretti positivo al coronavirus

Nicola Zingaretti, il segretario del Pd, è risultato positivo ai test medici del coronavirus.

Nicola Zingaretti, segretario del Pd, è risultato positivo al test del coronavirus (Covid-19).

A dichiararlo è lui stesso tramite una diretta facebook:Segue poi l’annuncio dal suo account twitter:

“È arrivato: anche io ho il coronavirus. Ovviamente mi attengo e sarò seguito secondo tutti i protocolli previsti per tutti in questo momento. Sto bene e quindi è stato scelto l’isolamento domiciliare”.

Continua poi il segretario del Pd:

“Sto a casa e continuerò da casa a seguire quello che potrò seguire, anche la mia famiglia sta seguendo i protocolli. La Asl sta contattando le persone che mi sono state in questi giorni più vicine per le verifiche del caso. Ho informato il vicepresidente della Giunta regionale, così come il vicesegretario del Pd Orlando. Ho sempre detto niente panico, combattiamo e quanto mai in questo momento darò il buon esempio seguendo le indicazioni dei medici e combatto come è giusto fare in questo momento per il Paese. A presto.”

Segue poi l’annuncio dal suo profilo twitter:

“I medici mi hanno detto che sono positivo al Covid19. Sto bene ma dovrò rimanere a casa per i prossimi giorni. Da qui continuerò a seguire il lavoro che c’è da fare. Coraggio a tutti e a presto!

Proprio su twitter, i primi commenti di auguri a Zingaretti arrivano Matteo Renzi e Paolo Gentiloni.

Koronawirus, Niemcy: rzeczywistość czy strategia?

Niemcy wydają się w ogóle nie przejmować koronawirusem.
Sytuacja jest prawdziwa, czy może chodzi czystą strategię?

Niemcy zgłosiły 80.000 przypadków zachorowania na grypę.

Z tych 80.000 przypadków 13.000 jest hospitalizowanych, 130 zmarło.

Objawy są zasadniczo takie same: wysoka gorączka, kaszel i przeziębienie powodujące trudności w oddychaniu.

Powyższe liczby odnoszą się bardziej do epidemii koronawirusa niż do zwykłej grypy.

Podejrzenia te podsyca fakt, że oficjalne źródła niemieckie nie zamierzają podawać liczby wymazów pobranych w celu wykrycia przypadków koronawirusa.

Odpowiedzi i komunikaty ograniczają się bardziej do ogólnego “przestrzegamy wszystkich odpowiednich procedur i protokołów“, niż do “monitorujemy sytuację, robiąc wszystko, co trzeba” lub “nie mamy powodu, by ogłosić stan wyjątkowy“.

Należy zrozumieć, czy sytuacja jest prawdziwa, czy też rząd zdecydował się na takie rozwiązanie problemu, tzn. po prostu ich nie zgłaszając.

Pierwszy przypadek koronawirusa został ogłoszony 2 listopada 2019 r., natomiast pod koniec grudnia oficjalnie ogłoszono stan zagrożenia. W międzyczasie ludzie przemieszczali się z każdego miejsca i do każdego miejsca; biorąc pod uwagę, że okres inkubacji wynosi około 2 tygodni, nie dając żadnych objawów, ale będąc nadal nosicielem wirusa, być może teraz nie udało się go zatrzymać.

W związku z tym Niemcy prawdopodobnie uważały, że lepiej nie wywoływać paniki wśród ludzi i nie blokować gospodarki.

Ostatnio, liczba osób zakażonych wzrosła do 240. Liczbę tę podaje Ministerstwo Zdrowia, być może w celu wykazania, że działania nadzorujące są w toku, ale sytuacja jest pod kontrolą.

Najbardziej dotkniętym regionem pozostaje Nadrenia Północna-Westfalia z 111 przypadkami, następnie Bawaria z 48 i Badenia-Wirtembergia z 44. Do 6 wzrosła liczba osób z wynikiem dodatnim na obecność koronawirusa.

W sumie, na ten moment sprawa dotyczy 15 z 16 landów niemieckich

Zgłaszanie ich teraz jest zresztą wygodniejsze dla rządu niemieckiego, ponieważ łatwo można zrzucić winę i odpowiedzialność na Włochy, oskarżając je o to, że w zarządzaniu sytuacją kryzysową (co w każdym razie jest prawdą) wykonały swoją pracę niewłaściwie, nie stawiając przy tym organizacji niemieckiej w złym świetle.