Cina: Usa smettano di armare Taiwan

Pechino ritiene “provocazioni” le manovre americane nel Mar Cinese.
Washington risponde che continuerà per la sua strada.

Washington smetta di armare Taiwan, non ne sostenga l’indipendenza e rispetti il principio di una sola Cina.

A chiederlo, sottolineando che non intende fare “alcuna concessione su questo tema“, è stato il ministero della Difesa cinese nel corso di un incontro di lavoro a Washington tra funzionari dell’Ufficio cinese per la cooperazione militare internazionale e il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti.

Nella stessa occasione i funzionari cinesi hanno espresso alla controparte americana la volontà di mantenere relazioni militari “solide e stabili“.

Gli Stati Uniti hanno ribadito il loro impegno sia rispetto alla politica di “una sola Cina unica” sia in favore della pace e la stabilità nello Stretto di Taiwan.

In una dichiarazione del ministero della Difesa cinese si legge quanto di seguito:

Gli Stati Uniti devono prendere sul serio le preoccupazioni cinesi e fare in modo di contribuire al rafforzamento delle relazioni militari“.

Pechino ha quindi esortato gli Stati Uniti a ridurre la presenza militare e le ‘provocazioni‘ nel Mar Cinese Meridionale, mentre la delegazione statunitense ha sottolineato “l’importanza di rispettare la libertà di navigazione in alto mare” in riferimento alle ultime tensioni da parte di navi cinesi e navi filippine.

Washington, come riporta Adnkronos, ha inoltre affermato che continuerà ad operare i voli e percorrere le rotte marittime “in modo sicuro e responsabile” in conformità con le leggi internazionali.

“Israele commette genocidio”: al via l’udienza all’Aja

A dirlo è il Sudafrica.
Il Qatar avanza la sua proposta.

La guerra in Medioriente giunge al giorno 97 ed il Consiglio di Sicurezza dell’Onu approva una bozza di risoluzione che condanna gli attacchi da parte dei ribelli Houthi dello Yemen contro navi mercantili nel Mar Rosso.

Il premier Netanyahu, nel frattempo, sostiene che Israelenon intende occupare Gaza in modo permanente, né sfollare la sua popolazione civile“.

Intanto, oggi all’Aja ci sarà l’udienza per l’accusa ad Israele di commettere genocidio, stando a quanto riporta Tgcom24.

Il Qatar, da parte sua, ha elaborato una nuova proposta per la liberazione degli ostaggi israeliani a Gaza che includerebbe l’esilio da Gaza per alcuni dirigenti di Hamas.

Israele: l’Onu non ha ragione di esistere

Organizzazione incolpata di insistere sul cessate il fuoco.
Gilad Erdan: Israele continuerà a lottare per difendersi.

Nuovo durissimo attacco di Israele all’Onu.

L’ambasciatore Gilad Erdan in Assemblea Generale ha parlato del bimbo israeliano Kfir, ostaggio di Hamas, che ha festeggiato il suo primo compleanno in prigionia.

Come riporta Ansa, promettendo che il suo Paese continuerà a lottare per difendersi, ha urlato quanto di seguito:

E voi preferite discutere del cessate il fuoco? Un’organizzazione che non prende posizione quando un bambino di un anno è preso in ostaggio è complice dei terroristi e non ha ragione di esistere“.

Infine, puntando ancora il dito contro l’Onu, ha detto che l’organizzazione “continua a concentrarsi sul cessate il fuoco a Gaza e sugli aiuti e non sugli ostaggi”.

Gaza: bombe su ospedali a Khan Yunis e Deir al-Balah

Volantini israeliani ordinano ai palestinesi di evacuare nei rifugi.
Gruppi di assistenza medica annunciano il proprio ritiro.


Media arabi affermano che droni israeliani hanno bombardato stanotte due ospedali nella Striscia di Gaza, quello Europeo della città meridionale di Khan
Yunis
e lo Shuhada al-Aqsa nella centrale Deir al-Balah.


Stando a quanto riportato da Ansa, ieri sera due gruppi di assistenza medica citati dalla Cnn hanno annunciato il loro ritiro proprio dal nosocomio di al-Aqsa, dopo che l’esercito israeliano aveva lanciato volantini ordinando ai palestinesi di evacuare nei “rifugi” della zona.

Netanyahu a Hezbollah: “Guardate la lezione data ad Hamas”

Il premier israeliano: “Nessun terrorista è immune”.
Sui suoi piani: “Se potremo lo faremo per via diplomatica. Altrimenti useremo altre vie”.

All’indomani dei duri bombardamenti dal territorio libanese verso la Galilea, il premier Benyamin Netanyahu ha lanciato, aprendo il consiglio dei ministri, un avvertimento agli Hezbollah: “Dovrebbero imparare quanto Hamas ha già appreso negli ultimi mesi. Nessun terrorista è immune“.

Israele, ha aggiunto, intende consentire agli abitanti del nord, sfollati per i bombardamenti, di tornare alle loro case in condizioni di sicurezza.

Stando a quanto riporta Ansa, Netanyahu ha concluso come di seguito:

Questo è il nostro obiettivo comune e operiamo con responsabilità per conseguirlo. Se potremo, lo faremo per via diplomatica. Altrimenti useremo altre vie“.