Polska kontra koronawirus

Koronawirus zbiera swoje żniwo w północnych Włoszech.
Jak Polski rząd się przygotowuje?
Czy jesteśmy gotowy na wirusa, który paraliżuje inne kraje?

Wszystko wskazuje na to, że wirus zbliża się do nas wielkimi krokami.

Polski rząd zapewnia, że sytuacja jest pod kontrolą i przystosował odpowiednio służby. Przesłanki są inne. W szpitalach brakuje maseczek, a personel boi się epidemii i grozi, że podczas zakażenie nie będzie przychodzić do pracy.

Główny Inspektorat Sanitarny w poniedziałek opublikował komunikat z zaleceniami dla osób powracających z północnych Włoch. Z rejonu, w którym gwałtownie rośnie liczbę zakażeń:

Jeśli ktoś był w północnych rejonach Włoch i zaobserwuje podejrzane objawy – powinien powiadomić telefonicznie sanepid lub zgłosić się na oddział zakaźny szpitala. Jeśli nie ma takich objawów – należy przez 14 dni uważnie obserwować swój stan zdrowia.”

Niestety loty do i z Włoch przez linie lotnicze nie są odwołane. Ryzyko zarażenie jest ogromne.

Wiele firm prosi swoich powracających pracowników z zagrożonych miejsc o przebadanie się w szpitalu i zatrzymanie się w domu przez dwa tygodnie.

Objawy zakażenia :

– Kaszel;
– Gorączka;
– Bóle mięśni;
– Zmęczenie;
– Duszności.

Premier Mateusz Morawicki poinformował, że w Polsce maja otworzyć nowe laboratoria wykrywające Koronawirusa, prawdopodobnie ma ich powstać 6. Katowice będą jednym z pierwszych miast, w którym będą działać.

Sytuacja nie wygląda na opanowaną, wszystko wskazuje, że nie ominie nas SARS-Cov-2.

Na pewno trzeba bacznie obserwować, co dzieje się na świecie .

Coronavirus, errore di diagnosi: casi decuplicati in un giorno

La Commissione Sanitaria corregge il metodo di diagnosi: casi decuplicati in un giorno.
Xi Jinping rimuove i capi politici e sanitari.

Cambiano, improvvisamente, i dati ufficiali inerenti all’epidemia di coronavirus.

È accaduto a causa dell’adozione di un nuovo metodo per la classificazione della diagnosi, infatti, che i casi di contagio ufficialmente riconosciuti in data martedì 11 febbraio che si attestavano a 1.638, in data mercoledì 12 febbraio (ovvero il giorno dopo) siano schizzati a 14.840.

La Commissione Sanitaria provinciale, coerentemente al modo in cui altre province classificano i pazienti, anziché limitarsi ai soli casi confermati da un test di laboratorio ha iniziato a conteggiare anche quelli diagnosticati clinicamente.

Il quadro che emerge dai nuovi dati ufficiali del governo lascia dunque trapelare un pericolo ben più esteso di quello dichiarato fino a sole poche ore prima.

Il presidente cinese, Xi Jinping, intanto ha cambiato i vertici del partito nella provincia epicentro dell’epidemia per sanzionare inefficienze, omissioni e ritardi di fronte all’epidemia. Con loro, sono finiti nel mirino anche i funzionari di più alto livello delle autorità sanitarie e della Croce Rossa.

Nel frattempo, la Commissione sanitaria nazionale di Pechino ha reso noto che tra i decessi da coronavirus figurano 6 medici.

Coronavirus: il vaccino del governo è vietare la parola

Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, ha trovato un vaccino alternativo per il coronavirus: vietare che se ne parli sui social network.

Il vaccino contro il coronavirus potrebbe essere pronto tra circa 18 mesi, ovvero un anno e mezzo.

A dichiararlo è stato il direttore generale dell’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) Tedros Adhanom Ghebreyesus, che ha poi aggiunto:

Quindi dobbiamo fare il possibile adesso usando le armi a nostra disposizione”.

Lo stesso ha inoltre detto che il virus prenderà il nome di COVID-19, in modo da evitare uno stigma perché altre definizioni potrebbero non essere accurate.

Questo è quanto riguarda gli aggiornamenti sul vaccino; quello vero.

Perché poi c’è un altro modo per combattere il virus: non parlarne.

Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, ha infatti dichiarato di aver stipulato accordi con Facebook e Twitter per in modo tale che tutte le volte che un post contiene la parola “coronavirus”, con o senza #, questo venga segnalata direttamente al ministero della Salute (qui il video).

Il fine è quello di impedire il diffondere delle notizie sul coronavirus per impedire che gli allarmismi si diffondano, specie dopo che in Italia due cinesi provenienti proprio da Wuhan, epicentro dell’epidemia, contagiati dal virus avevano girato liberamente in Italia per posti turistici, e quindi tradizionalmente molto affollati, per la bellezza di 8 giorni (approfondimento al link), che hanno messo a nudo tutte le lacune del Ministro della Salute Roberto Speranza e del Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese.

Insomma, nonostante le denunce di tutte le fonti internazionali (in primi dell’Oms) sulla gravità della situazione, per il Ministro della Salute italiano basta vietare di parlarne ed il virus sparisce.

Volvo e Geely vicine alla fusione

Prove di fusione tra Volvo e Geely.
I marchi rimarranno distinti e la nuova società quotata in borsa, prima ad Hong kong e poi a Stoccolma.

C’è fermento nel mondo delle case automobilistiche.

Dopo le varie vicissitudini di Renault Nissan Mitsubishi (approfondimento al link), i mancati accordi, le fusioni avvenute ed i contratti di collaborazione che hanno visto interessati FCA, Peugeot, Renault e Foxconn (approfondimento al link), arriva un’altra possibile fusione: quella tra Volvo e Geely.

La casa automobilistica svedese e quella cinese, che tra l’altro è già una controllata della Volvo stessa, avrebbero espresso l’intenzione di fondersi.

La notizia è stata data proprio sul sito ufficiale della Volvo. Più precisamente, si legge nella nota:

Volvo e Geely automobile stanno valutando la possibilità di unire le loro attività per creare un gruppo globale forte, che accelererebbe le sinergie finanziarie e tecnologiche tra le due società”.

Tuttavia, i due marchi rimarrebbero distinti; il piano per la nuova società, poi, sarebbe quello di quotarsi in borsa: prima ad Hong Kong e successivamente a Stoccolma.

Coronavirus: attacco mirato alla Cina?

Emerge la teoria secondo la quale il coronavirus sarebbe un attacco miriato alla Cina: da Soros a Bill Gates le persone coinvolte: al centro la trattativa commerciale Usa-Cina.

Ci sono un sacco di zone ombra dietro al coronavirus; da dove proviene, come si è diffuso, come si combatte, muta o no e con che velocità. Tutto molto incerto.

Da una parte i numeri ufficiali del governo cinese, forse dati in versione limitata per non far diffondere il panico, vengono contraddetti da video virali nei social provenienti dagli staff medici di Wuhan (approfondimento al link), epicentro dell’epidemia. Dall’altra, la quasi totale assenza di controlli medici che si possano considerare seri lascia un po’ stupiti (approfondimento al link).

Vero è, come dicevamo, che non sappiamo ancora come comportarci di fronte al virus e quindi come prevenirlo-identificarlo, ma misurare solamente la febbre non è certo una condizione sufficiente a dichiarare un paziente non infetto.

Tra le varie ipotesi, ci sono ovviamente anche quelle inerenti ad un attacco mirato: proprio a Wuhan si trova il centro-laboratorio per le ricerche virologhe e pare che l’Istituto sia sponsorizzato da Soros (diverse fonti reperibili sul web); non solo, stando al blog “La cruna dell’ago” del noto giornalista Cesare sacchetti, lo stesso Soros poco prima dello scoppio del virus avrebbe detto che “la Cina va punita“.

inoltre, sempre dalla stessa fonte, si percepisce che anche Bill Gates fosse a conoscenza del virus prima che ne venisse lanciato l’allarme.

La teoria è quella seconda la quale, a causa dei recenti problemi diplomatici tra Usa e Cina che potrebbero compromettere l’economia americana, si sia voluto dare un messaggio ai cinesi: le condizioni le detta l’America.

La Cina, per rispondere alla guerra dei dazi, aveva alzato quelli per i prodotti americani del 25%.

La risposta americana, stando a questa teoria, sarebbe stata il coronavirus.

A confermare questa tesi ci sarebbero due punti.

Il primo riguarda il fatto che la Cina abbia recentemente dimezzato le tariffe per i prodotti americani ed abbia accettato di impegnarsi nell’acquistare enormi quantità di energia, agricoltura e servizi dagli Usa (figura come un accordo commerciale di collaborazione, ma si legge come una resa).

Il secondo riguarda un report degli scienziati cinesi, secondo il quale il coronavirus si attacca ai recettori nei polmoni che sono 5 volte più comuni nei maschi asiatici, mentre i bianchi, come razza, sono praticamente immuni al medesimo virus perché hanno l’inibitore “acetilcolinase” (fonte al link).

Questo secondo punto spiegherebbe anche il perché dei bassi controlli in Europa e nel resto del mondo: un attacco mirato alla popolazione asiatica, studiato in laboratorio, che nel 99% dei casi non dà problemi alle altre popolazioni.