La Cina in cifre

Dall’aspettativa di vita agli indici finanziari, passando per la qualità ecologica ed ambientale.
Le curiosità sul Paese del dragone.

La Cina tra fascino, ombre e misteri.

Ecco i numeri del Paese più popoloso del mondo, riportati da “Il Giornale”.

77,93

Secondo quanto reso noto dalla Commissione sanitaria nazionale cinese, attualmente l’aspettativa media di vita in Cina è aumentata a 77,93 anni, e i principali indicatori di salute sono ai primi posti tra i Paesi a medio e alto reddito.

30%

Nell’entroterra cinese e ad Hong Kong, le percentuali del numero di IPO e della cifra di capitali raccolti sono state rispettivamente del 30% e del 53% dei totali globali. La borsa di Shanghai (Shanghai Stock Exchange) ha il primato mondiale in termine di capitale raccolto, mentre quella di Shenzhen (Shenzhen Stock Exchange) è al primo posto nel mondo per il numero di IPO.

22%

A maggio il saldo dei prestiti per le piccole e micro imprese cinesi è stato di 54200 miliardi di RMB, 20800 dei quali come saldo dei prestiti inclusivi per le piccole e micro imprese, con un aumento del 22%. Nel 2022, al fine di controllare l’epidemia e sviluppare l’economia sociale, la Banca popolare cinese e l’Amministrazione statale della valuta estera hanno rilasciato 23 misure.

1.310 miliardi

Nei primi 5 mesi, le importazioni e le esportazioni della Cina con altri paesi BRICS hanno raggiunto i 1310 miliardi di RMB, registrando un aumento del 12,1%, 3,8 punti percentuali in più rispetto al tasso di crescita complessivo del commercio estero cinese nello stesso periodo.

99,9%

Attualmente la garanzia dell’istruzione obbligatoria della Cina sia stata completamente realizzata. Dal 2012 al 2021, il tasso netto di iscrizione alla scuola primaria in Cina è aumentato dal 99,85% a oltre il 99,9% e il tasso di iscrizione lorda alla scuola media inferiore rimane sempre oltre il 100%.

259,3 trilioni

Alla fine del 2021 il volume delle proprietà delle imprese sottoposte alla vigilanza sui beni demaniali ha raggiunto i 259,3 trilioni di yuan, con un aumento di 15,4% e un aumento di 2,6 volte rispetto alla fine del 2012. In questo decennio, le imprese statali amministrate dal governo centrale hanno istituito oltre 700 piattaforme nazionali di ricerca, 7 comunità d’innovazione, investendo in ricerca 6,2 trilioni di yuan, con una crescita media annua di oltre 10%.

84,6%

Da gennaio a giugno di quest’anno la qualità ecologica e ambientale in Cina ha visto un continuo miglioramento. Il tasso di giornate con buona qualità dell’aria nelle città ha toccato l’84,6%, con un aumento del 0,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre la densità di PM2.5 si è ridotta del 5,9%.

3.000

Il 16 giugno, un’équipe di archeologi del gruppo di ricerca di Sanxingdui ha pubblicato una bella notizia: la figura di bronzo con corpo di serpente, scoperta l’8 giugno, è stata accorpata con successo ai resti di una figura di bronzo con zampe di uccello ritrovata nel 1986. Dopo 3.000 anni di “separazione” le figure si sono finalmente riunite. Gli esperti considerano questo fantasioso e prezioso manufatto, pieno di immaginazioni, come “l’apice della civiltà cinese del bronzo”.

I 25 Paesi più a rischio default

La classifica di Bloomberg per il 2022.
Punteggio basato su quattro metriche.

Il debito sovrano è uno dei problemi attualmente principali.

In particolar modo, il rischio riguarda gli Stati che non hanno sovranità monetaria e/o hanno contratto debiti agganciando la propria valuta a quella estera (come l’Argentina con il dollaro americano).

Di recente è stata la piccola nazione asiatica dello Sri Lanka ad essere entrata ufficialmente in default per non aver pagato i 78 milioni di dollari di interessi dovuti, innescando una crisi senza precedenti.

Con i dati di Bloomberg, è stata elaborata la classifica dei 25 Paesi con il più alto rischio di mancato pagamento. Nei primi posto ci sono El Salvador, il Ghana e la Tunisia.

Il punteggio di vulnerabilità del debito sovrano è una misura composita del rischio di insolvenza di un Paese.

Si basa su quattro metriche: andamento dei titoli di Stato, spread di credito a cinque anni (swap spread), interessi passivi in percentuale del Pil e debito pubblico in percentuale del Pil.

Di seguito la classifica dei 25 Paesi più a rischio default per il 2022:

Russia sospende flusso greggio per problemi nei pagamenti

L’oleodotto in questione è il Druzhba.
Problema confermato da Transneft.

La Russia ha sospeso le esportazioni di petrolio attraverso la tratta meridionale dell’oleodotto Druzhba a partire dall’inizio di agosto, a causa di problemi legati alle tariffe di transito.

Lo hanno riportato due fonti a conoscenza delle operazioni, citate da “Reuters”.

Secondo le fonti, il pagamento da parte di Transneft, gestore che detiene il monopolio russo degli oleodotti, all’operatore ucraino Ukrtransnafta non è andato a buon fine.

Secondo l’agenzia di stampa “Ria Novosti“, Transneft ha confermato la sospensione dei flussi di petrolio dalla Russia attraverso il tratto meridionale dell’oleodotto Druzhba.

Putin: una guerra nucleare non avrebbe vincitori

Il presidente russo sostiene che mai si dovrebbe cominciare una guerra simile.
La Russia possiede la bomba termobarica più potente al mondo.

Nessuno può vincere una guerra nucleare, in quanto non ci sarebbero vincitori ma solo perdenti.

Questo il commento di Vladimir Putin in una lettera ai partecipanti di una conferenza sul Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp).

Più precisamente, stando a quanto riporta “Reuters”, il presidente russo ha dichiarato quanto di seguito:

Partiamo dal fatto che non ci possono essere vincitori in una guerra nucleare e che questa non dovrebbe mai essere scatenata, e che siamo a favore di una sicurezza uguale e indivisibile per tutti i membri della comunità mondiale.

A far preoccupare un po’ tutti erano state le dichiarazioni di Putin all’inizio del conflitto con l’Ucraina:

Chiunque cerchi di ostacolarci deve sapere che la risposta della Russia sarà immediata. E vi porterà a conseguenze che non avete mai visto nella vostra storia.

Proprio la Russia detiene la bomba termobarica più potente al mondo: “tutto ciò che è vivo, semplicemente evapora” (approfondimento al link).

Musk denuncia Twitter

Il social lo aveva denunciato per aver ritirato l’offerta d’acquisto.
Sul piatto 44 miliardi di dollari.

Denuncia e controdenuncia.

È quanto è accaduto tra Twitter ed Elon Musk.

Il patron di Tesla, infatti, passa al contrattacco e presenta una causa contro Twitter, dopo che il social media lo ha denunciato per essersi ritirato dall’offerta di acquisto da 44 miliardi di dollari.

A riportare la notizia è “Reuters”, spiegando che la causa di Musk non è stata ancora pubblicata e quindi non si conoscono i dettagli.

Si sa, però, che i legali di Elon Musk l’hanno presentata poche ore dopo che il tribunale del Delaware ha convocato il processo per il 17 ottobre: un procedimento che Twitter spera costringerà il milionario a concludere l’operazione.