La Gran Bretagna accoglierà 20mila rifugiati afghani

5mila quest’anno, poi nel tempo il resto.
Permessi di soggiorno a tempo indeterminato.

(Foto da internet)

La Gran Bretagna offrirà aiuto umanitario per quanto riguarda la situazione afghana.

Il grande caos creato dal frettoloso ritiro delle truppe NATO (approfondimento al link) ha portato i diversi leader ad esprimersi in maniera diversa sul tema (approfondimento al link).

La Gran Bretagna di Boris Johnson, che insieme a Macron chiedeva un G7 d’urgenza, ha deciso che accoglierà 20.000 rifugiati afghani, di cui 5.000 quest’anno ed i restanti 15.000 nel tempo.

Stando a quanto riporta Tgcom24, la priorità verrà data a data a quelli ritenuti maggiormente a rischio, compresi donne, bambini e coloro che potrebbero essere presi di mira dalle persecuzioni dei talebani; riceveranno permessi di soggiorno a tempo indeterminato.

Kabul tra accuse, critiche e nuove strategie

Merkel sostiene che “abbiamo sbagliato tutti”, Biden scarica su Trump.
Johnson e Macron chiedono un G7 d’urgenza, l’Onu invita ad un governo inclusivo.

L’avanzata dei talebani dopo il ritiro delle truppe NATO è stata fulminea. Tanto che si è fatto evacuare i diplomatici in brevissimo tempo e che già si parla di Narco-Stato, addirittura il più grande al mondo, che pronto a produrre il 90% dell’oppio illegale mondiale (approfondimento al link).

Le scene di guerriglia lasciano senza fiato, con civili che si aggrappano disperati agli aerei dei Paesi NATO tornati in Afghanistan per recuperare i proprio diplomatici ed i propri cittadini.

I talebani hanno preso il controllo di Kabul e comandano ormai tutto il Paese, dichiarando di essere pronti ad instaurare un Emirato islamico.

Da Kabul arrivano grida d’aiuto con allarmi come “è partita la caccia ai cristiani” e “i talebani vengono a prenderci porta per porta”.

L’Onu ha chiesto l’immediata cessazione di tutte le ostilità e l’istituzione, attraverso negoziati, di un nuovo governo che sia unito, inclusivo e rappresentativo, anche con la partecipazione piena, equa e significativa delle donne, sottolineando che devono essere garantite la continuità istituzionale e il rispetto degli obblighi internazionali dell’Afghanistan.

Biden, ormai attaccato anche dai Democratici, scarica la colpa su Trump, in quanto il ritiro delle truppe era stato deciso dalla sua amministrazione.

La Merkel ritiene che “abbiamo sbagliato tutti” ed il suo aspirante successore cristiano-democratico alla Cancelleria, Armin Laschet, dice che è “la peggiore disfatta per la Nato dalla sua fondazione”, mentre Johnson e Macron chiedono un G7 d’urgenza.

Nel corso del Consiglio di Sicurezza straordinario che si è tenuto ieri a Palazzo di Vetro per iniziativa di Norvegia ed Estonia, il rappresentante di Londra è stato il più esplicito nel marcare le distanze da Washington. Mentre l’ambasciatrice americana già parlava a nome di una potenza che non intende più avere un ruolo sul terreno in Afghanistan, quello britannico ha usato un linguaggio diretto e concreto: in Afghanistan è in corso una tragedia di cui siamo corresponsabili e non dobbiamo offrire ai talebani, che non mantengono mai le promesse che fanno, il riconoscimento ufficiale che non meritano.

Di Maio, in vacanza, non si ancora espresso sulla questione. Il premier Draghi, invece, dice che l’Italia sta lavorando con l’Ue per la soluzione umanitaria.

In una nota, Silvio Berlusconi ha definito l’accaduto come “20 anni di sacrifici vanificati da un disimpiego frettoloso”.

La questione è sempre la stessa: è corretto lasciare ad ogni Stato la propria gestione interna, o bisogna intervenire su un territorio di non proprietà in difesa dei civili che non vogliono vivere in quelle condizioni?

Il Jerusalem Post, ripreso da Il sole 24 Ore, ricorda che “ovunque gli Usa siano intervenuti, in generale i Paesi sono diventati caotici, poveri, dei disastri hobbesiani“: Libano, Iraq, Siria, Afghanistan, Somalia, Haiti, Panama.

Narco-Stato dei Talebani in Afghanistan: inonderà il mondo

Il ritiro delle truppe Nato voluto dagli Usa ha spianato la strada.
Si stima che l’Afghanistan produca il 90% dell’oppio illegale del mondo.

Dopo vent’anni di presenza sul territorio, avvenuta dopo l’attentato alle Torri Gemelle (Twin Towers), gli Usa hanno deciso il ritiro delle truppe Nato dal Paese, avvenuto in maniera decisamente rapida (approfondimento a link).

Ne è conseguito che i Talebani hanno riconquistato il Paese in un lampo e sono ormai pronti a prendere anche la capitale Kabul, imponendo la shaaria più integralista.

Sotto il loro comando, nasce il Narco-Stato più grande del mondo: moti commentatori internazionali, infatti, stimano che l’Afghanistan produca il 90% dell’oppio illegale mondiale (primato che fino al 2008 era della Birmania) e sia pronto ad inondare il pianeta.

Dall’oppio si ricavano eroina ed altre sostanze stupefacenti e la superficie coltivata in Afghanistan è già oggi superiore a quella dedicata alle piantagioni di cocaina in Sud America.

Marcia dei taleban su Kabul dopo ritiro Nato

Disertano i commando americani; polizia e militari passano dalla parte degli insorti.
I taleban impongono un governo parallelo: vicino il ritorno ad un narco-Stato.

Il ritiro delle truppe Nato dall’Afghanistan si è appena concluso (approfondimento al link) e già i taleban hanno raddoppiato i distretti che controllano.

Italia e Germania avevano ritirato i loro soldati in prima battuti, seguiti poi dagli Usa che hanno accelerato il ritiro sotto l’ordine del presidente Biden. Questo ha dato strada libera ai taleban che, dopo aver già messo a ferro e fuoco le province di Baghlan e Badakhshan, si sono imposti anche nei due distretti della provincia di Kapisa e puntano verso Faizabad con Kunduz ormai pronta a capitolare.

La capitale Kabul dista solo 65 chilometri ed in brevissimo tempo i taleban sono passati dal controllare 73 distretti ad amministrarne oltre 160 sui 407 totali, con altri 157 ormai prossimi a passare sotto il loro controllo.

Hanno disertato anche i “commando” addestrati dagli americani. Non solo: polizia e soldati passano, armi n pugno, dalla parte degli insorti.

Senza uomini sul campo non ci sarà più intelligence accurata, sostiene il Direttore della Cia William Burns:

La capacità di contrastare le minacce si ridurrà.

Nel giro di un anno i campi di oppio sono aumentati del 37% ed ora ricoprono una superficie pari a 224mila ettari: primo segnalo che l’Afghanistan stia tornando ad esse un narco-Stato.

Afghanistan: ritiro delle truppe Nato

Dopo 20 anni le truppe lasciano la strategica base aerea di Bagram.
Italia e Germania hanno già ritirato le loro, Biden anticipa il calendario.

Anche le ultime truppe Nato stanno lasciando la base aerea di Bagram, strategica in Afghanistan.

Dopo che Italia, tra l’altro impegnata nel lasciare anche la base aerea di Al Minhad negli Emirati Arabi Uniti (approfondimento al link), e Germania avevano già ritirato le loro, ora arriva anche il ritiro delle truppe americane con il presidente Biden che anticipa lo sgombero rispetto a quanto previsto da calendario.

L’aeroporto passa sotto il controllo delle forze afgane dopo 20 anni di presenza Nato ed il Paese sembra essere diviso in due tra contenti scontenti: c’è chi lamenta un deterioramento della situazione sul terreno e parla di incertezze per il futuro, mentre altri si dicono soddisfatti della partenza delle truppe occidentali.

Non manca, ovviamente, chi sta a metà mostrando pro e contro:

La loro presenza portava anche lavoro. In tanti adesso si ritrovano senza più niente.

Come segnala Euronews, vi è però un crescente numero di violenze talebane che potrebbe far peggiorare la situazione del Paese aumentando il caos interno.