Il Niger rafforza la presenza militare ai confini

Più militari alle frontiere con Nigeria e Benin.
Chiuso anche lo spazio aereo.

Le autorità militari del Niger hanno inviato ulteriori truppe nelle zone di confine con la Nigeria ed il Benin.

I rinforzi, ha riferito il canale televisivo Al Arabiya ripreso da Tgcom24, sono stati inviati in seguito a una decisione del Consiglio nazionale per la salvaguardia della patria (l’autorità centrale dopo il colpo di Stato).

Nel frattempo, domenica, è stato anche imposto il divieto di volo nello spazio aereo nazionale.

Nigeria: senatori rifiutano invasione militare del Niger

Perlopiù la decisione arriva dai senatori del Nord.
La Nigeria è il Paese con più peso nell’Ecowas.

Sono soprattutto gli Stati del nord a frenare il presidente nigeriano Bola Tinubu neI perseguire la via di un intervento militare contro i golpisti nel confinante Niger.

Lo riferisce oggi il sito Nigeria Newspapers Online, citato poi da Ansa, dando conto della riunione a porte chiuse tenuta ieri dai senatori della Nigeria, Stato federale peso massimo dell’Ecowas con 215 milioni di abitanti, un esercito da 135 mila uomini (secondo il Global Fire Power index) e un confine di 1.500 km con il Niger.

Nel titolare “I senatori, in una seduta burrascosa, respingono l’invasione militare del Niger“, il sito scrive che “molti senatori del Nord non erano a favore della richiesta, poiché sostenevano che ciò avrebbe compromesso la pace nella loro regione. Una fonte che era al corrente delle discussioni tra i senatori, che si sono incontrati a porte chiuse, ha detto che i legislatori di sette Stati del Nord, che condividono il confine con la Repubblica del Niger, ovvero Sokoto, Kebbi, Katsina, Zamfara, Jigawa, Yobe e Borno, hanno respinto con veemenza la mossa“.

Il sito Legit sostiene che “almeno il 90% del Senato nigeriano ha respinto la richiesta” di Tinubu “di invadere la Repubblica del Niger“.

La circostanza è rilevante in quanto la Costituzione della Nigeria impone che le forze di sicurezza non possano combattere all’estero senza la preventiva approvazione del Senato, tranne in casi di “rischio o pericolo imminente” per la sicurezza nazionale.

Nord Corea: Kim chiede più produzione di armi

Risposta alle esercitazioni congiunte di Sud Corea ud Usa.
Si punta anche sui veicoli aerei armati senza pilota.

Il leader nordcoreano Kim Jong Un ha visitato questa settimana diverse importanti fabbriche di armi, comprese le strutture che producono motori per missili Cruise strategici e ha chiesto un aumento della produzione.

A riferirlo sono i media statali, ripresi sia dal The Guardian che da Ansa.

L’ispezione di tre giorni delle fabbriche arriva meno di due settimane dopo che Kim ha partecipato a un’importante parata militare con funzionari russi e cinesi, mostrando le armi più recenti della Corea del Nord, inclusi missili balistici intercontinentali e droni spia.

Kim ha visitato una fabbrica che produce motori per veicoli aerei armati senza pilota, nonché quelli per la produzione di proiettili per lanciarazzi multipli di grosso calibro, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa centrale coreana KCNA.

Durante la visita alla fabbrica di motori, Kim ha chiesto di “aumentare costantemente le prestazioni e l’affidabilità del motore” e di “espandere rapidamente la sua capacità produttiva“.

Kim ha anche evidenziato la modernizzazione delle armi leggere come “la questione più importante e urgente per fare i preparativi di guerra… in linea con il mutato aspetto del conflitto“.

Le ispezioni arrivano mentre la Corea del Sud e gli Stati Uniti si preparano per le principali esercitazioni militari congiunte in programma questo mese.

La Corea del Nord considera tali esercitazioni come prove per un’invasione e ha ripetutamente minacciato un’azione “schiacciante” in risposta.

Niger: Senegal pronto ad unirsi per intervento militare

In corso la consultazione dei Capi di Stato maggiore per decidere il modus operandi.

Il Senegal prenderà parte in un possibile intervento militare in Niger se l’Ecowas, l’organizzazione dei Paesi dell’Africa occidentale, decide in questo senso dopo il golpe a Niamey del 26 luglio.

Ad affermarlo, come riporta Notizie.it, è la ministra degli Esteri senegalese Aissata Tall Sall:

L’Ecowas ha pensato che sia ora di mettere una fine a questo. Ora, sì, per rispondere definitivamente alla domanda, l’esercito del Senegal, per tutte queste ragioni, parteciperà. Mentre vi parlo, i capi di Stato maggiore dell’Ecowas si stanno riunendo per vedere quale sarà il modus operandi, una volta che la decisione politica sarà adottata al più alto livello e a livello comunitario. Quindi sì, i nostri soldati andranno, come andranno, è in corso processo di consultazione in merito”.

Nel frattempo, la Nigeria ha interrotto le forniture di energia verso il Niger, che dipende da Abuja per il 70% (approfondimento al link).

Putin-Africa: via gli ostacoli alle esportazioni russe

Grano e fertilizzanti russi nell’accordo.
Chiesto all’Onu di liberare 200 tonnellate di fertilizzante bloccate nei porti dell’Ue.

Il presidente russo Vladimir Putin e i leader di sette Paesi africani hanno chiesto la rimozione delle restrizioni all’esportazione di grano e fertilizzanti dalla Russia che aveva portato la Russia a interrompere l’accordo sui cereali ucraini.

Lo hanno dichiarato i leader in una nota congiunta pubblicata dall’ufficio del presidente sudafricano Cyril Ramaphosa e condivisa dalla Tass, poi ripresa anche da Ansa:

I leader hanno chiesto misure specifiche per rimuovere gli ostacoli alle esportazioni russe di grano e fertilizzanti, consentendo così la ripresa della piena attuazione dell’iniziativa del pacchetto del Mar Nero del Segretario generale delle Nazioni Unite, approvata il 22 luglio 2022 a Istanbul”, si legge nella dichiarazione congiunta in cui si invita l’Onu “a intraprendere le azioni necessarie per liberare 200 mila tonnellate di fertilizzanti russi bloccati nei porti dell’Unione europea per la consegna immediata e gratuita ai Paesi africani“.

Putin e i leader di sette Paesi africani hanno anche concordato di continuare il dialogo sull’iniziativa di pace africana sull’Ucraina durante l’incontro del 28 luglio a San Pietroburgo.

Inoltre, nella dichiarazione congiunta pubblicata dall’ufficio del presidente sudafricano Cyril Ramaphosa e riportata dalla Tass si legge:

I leader hanno concordato di continuare il dialogo sull’iniziativa di pace africana in modo da aprire una porta alla pace“.