Rapporto decessi: per l’Iss gran parte non sono stati causati dal Covid

Il nuovo rapporto mette in luce un errore clamoroso.
Dalla fine di febbraio 2020 i morti per Covid sarebbero solo il 2,9% di quelli dichiarati fino a poco tempo fa.

Clamoroso.

Il nuovo rapporto dell’Iss (Istituto superiore di sanità), che non veniva aggiornato da luglio 2021, metterebbe in luce degli errori giganteschi nel calcolo dei decessi per Covid finora dichiarati.

Nel campione statistico di cartelle cliniche raccolte dall’istituto, infatti, solo il 2,9% dei decessi registrati dalla fine del mese di febbraio 2020 sarebbe dovuto al Covid-19.

Stando al calcolo, dunque, dei 130.468 decessi registrati dalle statistiche ufficiali al momento della preparazione del nuovo rapporto solo 3.783 sarebbero dovuti alla potenza del virus in sé, in quanto tutti gli altri italiani che hanno perso la vita avevano da una a cinque malattie che secondo l’Iss dunque lasciavano già loro poca speranza.

Non solo. Addirittura il 67,7% di questi avrebbe avuto insieme più di tre malattie contemporanee ed il 18% almeno due.

Più precisamente, come riporta “Il Tempo”, secondo l’Iss il 65,8% degli italiani che non ci sono più dopo essere stati infettati dal Covid era malato di ipertensione arteriosa, e cioè aveva la pressione alta; il 23,5% era anche demente, il 29,3% aggiungeva ai malanni un po’ di diabete, il 24,8% pure fibrillazione atriale. E non basta: il 17,4% aveva già i polmoni ammalati, il 16,3% aveva avuto un cancro negli ultimi 5 anni; il 15,7% soffriva di scompenso cardiaco, il 28% aveva una cardiopatia ischemica, il 24,8% soffriva di fibrillazione atriale, più di uno ogni dieci era anche obeso, più di uno su dieci aveva avuto un ictus ed altri ancora, sia pure in percentuale più ridotta, aveva problemi gravi al fegato, dialisi e malattie auto-immuni.

Ue: stop al tracciamento degli asintomatici

L’Ecdc: passare da sorveglianza d’emergenza a sorveglianza di routine.
Politiche diverse per i test tra Paesi: concentrarsi solo sugli asintomatici.

L’Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione ed il controllo delle malattie, comincia a parlare della fine dell’emergenza sanitaria legata al Covid-19. E lo fa dando precise indicazioni.

Le linee guida sono, infatti, quelle di “passare dalla sorveglianza d’emergenza per il Covid19 alla sorveglianza di routine sui patogeni dell’apparato respiratorio”.

L’altra indicazione è quella di fermare il tracciamento degli asintomatici: i test sulle persone asintomatiche sono davvero troppi ed ora è il momento di concentrarsi “sulla segnalazione di casi sintomatici, ovvero casi che sono stati testati a causa di sintomi compatibili con Covid19, per migliorare la comparabilità della situazione tra Paesi”; la maggior parte dei Paesi Ue ha politiche di test diverse e questo influenza la comparabilità dei dati.

Da parte dell’Ecdc, dunque, la raccomandazione più importante nei confronti dei governi è quella di concentrarsi sulla segnalazione dei casi sintomatici, ovvero casi che sono stati testati a causa di sintomi compatibili con il Covid.

Inoltre, l’individuazione delle varianti deve essere rapida e va potenziato il sequenziamento genomico individuando sottoinsiemi rappresentativi di campioni positivi; i Paesi dovrebbero seguire un attento monitoraggio dell’efficacia del vaccino con studi integrati in sistemi di sorveglianza.

Francia: estensione del green pass fino luglio 2022

Arriva il sì della Camera.
Il terzo ddl in 5 mesi, approvato con soli 10 voti di differenza.

Primo via libera al disegno di legge “Vigilanza sanitaria” in Francia.

Nella notte, infatti, è arrivato il voto favorevole da parte della Camera (L’Assemblea nazionale) al terzo ddl in cinque mesi; come riporta Ansa, il disegno di legge contiene la controversa possibilità di ricorrere al green pass fino al 31 luglio 2022 ed ha raggiunto il “Sì” dopo due giorni di dibattiti con soli 10 voti di differenza: 135 voti favorevoli e 125 contrari.

Il testo approderà al Senato il 28 ottobre.