Gas, Putin: Nord Stream 2 stabilizzerà prezzi

Riunione governativa in diretta tv.
Gasdotto sottomarino presto implementato.

Intervenuto poco tempo fa in merito al prezzo del gas per sostenere che Gazprom sta mantenendo gli accordi di fornitura di lungo periodo e che i problemi del prezzo potrebbero dipendere dalla Germania (approfondimento al link), il presidente russo Vladimir Putin è tonato nuovamente sul tema.

Durante una riunione governativa ripresa dalla tv, come riporta “Reuters”, Putin ha dichiarato che il gasdotto sottomarino Nord Strema 2 servirà a stabilizzare i prezzi del gas in Europa e che presto la seconda linea del collegamento sarà attivata per il trasporto del gas.

Russia verso la chiusura del Memorial vittime staliniane

Tra i fondatori anche il Nobel per la pace Sakharov.
Chiusura probabile già entro la settimana.

La Russia si appresta a chiudere il Memorial.

Stando a quanto riporta “Euronews”, infatti, l’istituzione depositaria della storia delle purghe dell’era staliniana e delle successive persecuzioni politiche fino a quelle contemporanee potrebbe non avere più alcun diritto ad esistere già entro la fine di questa settimana.

Memorial è una delle più antiche ed autorevoli organizzazioni non governative del Paese, fondata nel 1989 da dissidenti sovietici tra cui il premio Noble per la pace Andrei Sakharov.

Putin: Russia non colpevole del prezzo del gas

Gazprom sta rispettando gli obblighi di fornitura.
Colpa della Germania?

Il prezzo del gas è schizzato alle stelle.

Ma la colpa non è della Russia. Almeno è quanto sostiene Vladimir Putin, sottolineando che è ingiusto incolpare Mosca dato che Gazprom, la società fornitrice di gas, sta rispettando tutti gli obblighi di fornitura previsti dagli accordi a lungo termine.

Il presidente russo specifica inoltre che i Paesi che godono di accordi a lungo termine sono forniti prima di soddisfare i mercati spot e ad un prezzo ben inferiore; questo dà loro la possibilità di rivendere il gas agli Stati confinanti ad un prezzo vantaggioso.

Uno dei Paesi che ha accordi a lungo termine con Gazprom sulla fornitura del gas è la Germania e, stando a quanto riporta “Reuters”, Putin sospetta che una parte del gas russo inviato ai tedeschi sia in realtà rivenduto all’Ucraina.

Per questo motivo il presidente russo ritiene che l’Europa sia responsabile dei suoi problemi col gas e debba quindi risolverli autonomamente.

Conference call tra Putin e Xi

Al centro dell’incontro le tensioni in Europa.
Ritenuta aggressiva la retorica Usa e Nato.

Una conference call tra il presidente russo Putin e quello cinese Xi, in programma per domani.

A riportarlo è il Cremlino, aggiungendo che il tema del meeting saranno le tensioni in Europa; il clima tra Occidente ed Oriente è infatti sempre più teso dopo che l’Ucraina, gli Stati Uniti e le capitali occidentali hanno espresso diversi timori a causa della mobilitazione di truppe russe verso il confine ucraino.

Dall’altra parte, invece, si reputa “aggressiva” la retorica degli Usa e della Nato più in generale.

Russia: Usa sblocchi riserve banca centrale afgana

Non farlo agevolerebbe il commercio della droga e delle armi.
Borrell: Ue ha fallito, impari.

Zamir Kabulov, inviato del Cremlino per l’Afghanistan, ha chiesto che gli Usa liberino le riserve monetarie della Banca centrale afghana:

“Se i nostri colleghi occidentali sono davvero preoccupati per la sorte del popolo afghano, non dobbiamo creare loro ulteriori problemi congelando le riserve di oro e valuta estera. sbloccare questi beni per sostenere il corso della moneta al collasso.”

Secondo Kabulov, non farlo, significherebbe incentivare il traffico di oppiacei illegali e la vendita delle armi sul mercato nero, armi tra l’altro abbandonato dall’esercito afghano e dagli Stati Uniti.

Secondo il Fondo Monetario Internazionale, a fine aprile le riserve lorde della Banca centrale afghana ammontavano a 9,4 miliardi di dollari, di cui circa 7 miliardi in una combinazione di contanti, oro, titoli di Stato Usa e altri asset. La maggior parte di questi fondi è detenuta al di fuori dell’Afghanistan.

Da parte degli Stati Uniti i talebani non avranno accesso ai beni detenuti negli Stati Uniti, senza specificare l’importo in questione; in data 18 agosto il governatore in carica della banca centrale fuggito da Kabul, Ajmal Ahmaty, aveva annunciato che le riserve monetarie dell’Afghanistan sono per lo più detenute in conti esteri e non sono state compromesse da quando i talebani hanno preso la capitale:

“Non è stato rubato denaro da nessun conto di riserva. Non riesco a immaginare uno scenario in cui il Tesoro/Ofac possa dare ai talebani accesso a tali fondi.”

Sul tema è intervenuto anche Filippo Grandi, Alto Commissario per i Rifugiati delle Nazioni Unite:

“Il ponte aereo che garantisce l’uscita da Kabul sarà chiuso entro pochi giorni e la tragedia dell’Afghanistan non sarà più sotto i nostri occhi. Ma rimarrà una realtà quotidiana per milioni di afghani. Non dobbiamo voltare la testa da un’altra parte. Questo è solo l’inizio di una crisi umanitaria di proporzioni ancora più ampie.”

Anche Josep Borrell, Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri, ha detto la sua:

“Da quest’esperienza dobbiamo tirare degli insegnamenti. Come europei non siamo stati in grado di mandare 6.000 soldati attorno all’aeroporto per proteggere la zona. Gli americani ci sono riusciti, noi no. L’ue dovrebbe avere una initial entry force di 5.000 soldati che deve essere in grado di mobilitarsi a chiamata rapida.”