Orrore a Nizza: decapitata una donna nella cattedrale

3 vittime di cui una decapitazione nella cattedrale di Notre Dame.
Torna l’incubo del terrorismo islamico. Aggressore sbarcato a Lampedusa a settembre.

Tre vittime, di cui una decapitata.

Questo il bilancio dell’attentato terroristico avvenuto in Francia, precisamente a Nizza nella cattedrale di Notre Dame.

Dalle prime informazioni che trapelano, la polizia avrebbe fatto irruzione nella cattedrale dopo che una donna di 70 anni sarebbe stata decapitata.

Ucciso a coltellate anche il guardiano della chiesa mentre un’altra donna, che nonostante le ferite era riuscita a sfuggire all’attentatore rifugiandosi in un bar, è morta poco dopo l’arrivo dei soccorsi.

Questo il tragico bilancio dell’attacco di matrice islamica, a poco tempo di distanza dall’orrenda uccisione del professor Samuel Paty e dopo che proprio ieri erano state fatte evacuare le zone dell’Arco di Trionfo e della Tour Eiffel a causa di un allarme bomba, con anche il ritrovamento di una borsa blu pieno di munizioni di diverso tipo (approfondimento al link).

Intervenuto sull’accaduto, il sindaco di Nizza Christian Estrosi si è espresso come di seguito:

“Tutto lascia supporre un attentato terroristico nella basilica di Notre-Dame. Il responsabile dei fatti non ha smesso di ripetere davanti a noi ’Allah Akhbar’, mentre veniva soccorso dai sanitari. Nizza, come la Francia, forse più di altri luoghi, paga un tributo troppo pesante essendo vittima ancora una volta dell’islamofascismo.”

L’aggressore era sbarcato a Lampedusa a settembre.

Allarme bomba in Francia: evacuati Arco di Trionfo e Tour Eiffel

Trovata anche una borsa contenente diversi tipi di munizioni.
Le aree interessate sono state fatte evacuare.

Allarme bomba in Francia.

Le aree interessate sono quelle intorno all’Arco di Trionfo ed alla Tour Eiffel, che sono state fatte evacuare, comprese le linee della metropolitana.

L’annuncio è stato dato da “Reuters”, che a sua volta riporta le fonti ufficiali della polizia locale.

Inoltre, a Campo di Marte (zona Tour Eiffel) è stata ritrovata una borsa riempita con munizioni di diverso tipo. Più precisamente, le foto derivanti dai siti di informazione locali riportano le immagini di una borsa di colore blu.

Proseguono le indagini al fine di capire l’origine ed il fine collegati agli eventi sopracitati, ma la memoria torna immediatamente agli attacchi terroristici di qualche tempo fa.

Eurogruppo: Donohoe la spunta su Calvino e Gramegna

L’irlandese si impone a sorpresa sui concorrenti.
Italia, Francia, Germania e Spagna sostenevano la candidata spagnola.

È il ministro delle finanze irlandese il nuovo presidente dell’Eurogruppo.

Pascal Donohoe ha battuto, contro tutte le previsioni, il rivale lussemburghese Pierre Gramegna e soprattutto la candida spagnola Nadia Calvino.

Quest’ultima, erano proprio il candidato sostenuto dall’Italia, dalla Germania e dalla Francia, oltre ovviamente che dalla Spagna.

Il voto dei ministri delle finanze è segreto, ma per essere riuscito a farsi eleggere in un voto a maggioranza significa che Donohoe ha ricevuto l’appoggio di almeno 10 Stati.

Il suo mandato, che avrà una durata dii due anni e mezzo, inizierà ufficialmente in data lunedì 13 luglio e andrà a sostituire quello dell’attuale portoghese Mario Centeno.

Incontro con Macron: Philippe si dimette

Dimissionario il primo ministro francese dopo il meeting con il presidente.
Se ne va in blocco tutta la squadra sotto la spinta Verde.

A seguito di un incontro con il presidente della repubblica francese, Edourd Philippe ha rassegnato le dimissioni. E con lui se ne va tutta la sua squadra di governo.

L’annuncio arriva dall’Eliseo, aggiungendo che “un nuovo primo ministro sarà nominato nelle prossime ore”.

All’intenso lavoro che Macron deve svolgere per organizzare il percorso che lo porterà alla fine del suo mandato, si è dunque aggiunta la ricerca di un nuovo primo ministro, la cui scelta pare essere ricaduta su Jean Castex, 55enne sindaco di Prades.

È lo stesso che lo scorso aprile era stato scelto per gestire la cosiddetta fase due dopo la fine del lockdown e per il cui operato era stato soprannominato “Monsieur déconfinement”.

Philippe, che all’età di 49 anni ha appena vinto per la terza volta le elezioni a sindaco di Le Havre, non ha voluto rilasciare commenti in merito alle cause che lo abbiano spinto alle dimissioni, ma pare che il rapporto tra i due fosse ormai saturo con il primo ministro che cominciava a mettere troppo in ombra il presidente.

Di sicuro, la forte spinta Verde arrivata dalle ultime elezioni municipali non si sposa bene con il suo passato: dal 2007 al 2010 fu infatti il responsabile delle relazioni istituzionali di Areva, l’allora colosso nucleare pubblico francese.

Macron dovrà ora decidere la composizione di un nuovo Esecutivo.

Renault: 15mila licenziamenti nonostante gli aiuti pubblici

Ingenti licenziamenti della casa automobilistica francese che aveva ricevuto 5 miliardi di aiuti un mese fa.
In vista una riduzione della capacità produttiva globale.

Non è passato un mese da quando Renault ha ricevuto 5 miliardi di euro di aiuti dall’Unione europea (approfondimento al link), che ora si ritrova ad annunciare un piano di riduzione dei costi da due miliardi in tre anni.

Questo comporterà un taglio di 15.000 posti di lavoro sugli attuali 180.000 totali, di cui 4.600 in Francia ed i restanti 10.400 nel resto del mondo.

La nota ufficiale di Renault cita quanto di seguito:

“Le difficoltà incontrate dal gruppo, la grave crisi che sta affrontando l’industria automobilistica e l’urgenza della transizione ecologica sono tutti imperativi che stanno spingendo l’azienda ad accelerare la sua trasformazione.”

Il presidente del consiglio di amministrazione, Jean-Dominique Senard, intervenendo sul tema ha detto che i cambiamenti previsti sono “fondamentali per garantire la sostenibilità dell’azienda ed il suo sviluppo a lungo termine”.

La capacità produttiva globale è stata rivista a ribassa, passando da 4 milioni di veicoli prodotti nel corso del 2019 a 3,3 milioni entro il 2024. Il gruppo francese, infatti, ha annunciato la sospensione dei progetti di aumento di capacità che erano previsti in Marocco ed in Romania.

A questi, si aggiungono l’interruzione delle attività automobilistiche a propulsione a petrolio in Cina e l’intenzione di effettuare un adattamento a ribasso della capacità produttiva anche in Russia.