Il disegno fa parte di una collezione che l’autore ha messo in vendita al fine di raccogliere fondi per un progetto di beneficenza.
Chi fosse interessato ad acquistare l’opera può contattare la Redazione.
Disegno della collezione per il progetto di beneficenza.
Il disegno fa parte di una collezione che l’autore ha messo in vendita al fine di raccogliere fondi per un progetto di beneficenza.
Chi fosse interessato ad acquistare l’opera può contattare la Redazione.
Mia madre…in Duomo
Oggi splende un
sole improvviso…
filtra discreto
tra i colori trasparenti
del Duomo!
tra persone sconosciute.
e penso a te…
che prima di iniziare
a lavorare
ti fermavi qui
e cercavi
protezione…pace.
Nessun controllo…nessuna fila!
Era la tua chiesa
Maestosa …Importante …
Oggi torno
e guardo
con i tuoi occhi
le colonne di marmo
sembrano alberi di una
foresta gotica
con la luce obliqua
del nord
e le vetrate immense
raccontano
storie lontane
e penso al freddo
che provavi …..
in cerca di speranze…
ma seduta
su queste
panche di legno
pregiato
trovavi la forza
per il nuovo
faticoso
giorno
di vita.
11 tunisini e 7 italiani.
Ecco gli esiti dell’operazione “Mare aperto”.
Scoperta l’ennesima tratta di migranti.
Già nel recente passato erano stati sgominati traffici di immigranti via potenti gommoni oceanici (approfondimento al link) ed addirittura jet (approfondimento al link), ora un’altra rete di scafisti è stata scovata.
Stando a quanto riporta “Ansa”, imbarcazioni di scafisti sarebbero partite dal porto di Gela o dalle coste dell’Agrigentino per raggiungere la Tunisia e far immediato rientro con il “carico” di migranti.
Il tutto è emerso dall’operazione “Mare aperto” della polizia di Caltanissetta che ha sgominato la banda eseguendo 18 misure cautelari per associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
I destinatori del provvedimento sono undici tunisini e sette italiani: il Gip ha disposto il carcere per 12 di loro e gli arresti domiciliari per gli altri 6.
Pd partito di Baroni: “imbullonati al governo senza aver mai vinto un’elezione”.
L’editore: “Pd appoggi Moratti: se la Lega perde la Lombardia, cade il governo”.
Carlo De Benedetti attacca l’operato di Letta e fa una disamina della situazione, avanzando i suoi consigli.
Il Partito democratico, dice a “Il Corriere della Sera“, “ha conquistato la borghesia e perso il popolo”, è “un partito di baroni” ma “lo scopo tattico di un partito all’opposizione è mettere in difficoltà il governo” e “la Lombardia è una partita decisiva” perché “se la Lega perde la Lombardia, cade Salvini, e se cade Salvini cade il governo“.
L’imprenditore ed editore, inoltre, invita il Pd ad appoggiare Letizia Moratti (candidata dai nemici Renzi e Calenda) alla prossime elezioni regionali in Lombardia in programma nei primi mesi del 2023.
De Benedetti le riconosce “professionalità, capacità, onestà, passione, ambizione: tutte qualità. Il Pd in Lombardia non ha mai toccato palla. Ha sempre vinto la Lega. La Moratti ha avviato una profonda revisione del suo passato berlusconiano. Oggi non c’è più il centrodestra; c’è una destra dura, antieuropea, di matrice postfascista“.
Continua De Benedett:
“Le democrazie moderne sono minate da due mali che le divorano da dentro: le crescenti disuguaglianze e la distruzione del Pianeta. Un partito progressista che non mette in cima al suo programma questi due punti non serve a niente, e infatti fa la fine del Pd; che ha conquistato la borghesia e ha perso il popolo”.
L’editore conclude, infine, come di seguito:
“Il Pd resta un partito di baroni imbullonati da dieci anni al governo senza aver mai vinto un’elezione. La segreteria Letta è stata un disastro perché in campagna elettorale non ha saputo indicare una sola ragione per cui si dovesse votare il Pd, ma solo ragioni per non votare gli altri. Per la sua arroganza e supponenza il Pd ha corso da solo e ha determinato la vittoria della destra, che alla luce dei risultati non era affatto scontata”.
L’ipocrisia francese incrina i rapporti con l’Italia.
43 richieste di porto sicuro e nessun Paese ha risposto.
La retorica buonista della Francia era stata subito smontata da quanto accade a Ventimiglia e ora a smascherare ulteriormente Parigi ci ha pensato la portavoce della Sos Mediterranée Italia.
Si tratta di Elisa Brivio, che ha spiegato nel dettaglio quanto accaduto nell’ambito della vicenda Ocean Viking: alla fine la nave ha attraccato al porto di Tolone e i 230 migranti sono stati fatti scendere. Ma davvero la Francia è nelle condizioni di impartire lezioni all’Italia? Non proprio, alla luce anche del racconto arrivato dalla Organizzazione non governativa (Ong) al timone della nave.
La portavoce della Sos Mediterranée Italia, nell’intervista rilasciata a “La Stampa“, ha voluto porre l’attenzione sul significato esatto che caratterizza un vero porto sicuro: per “pof” (ovvero “place of safety“), si intende un porto in cui le persone salvate in mare possono non solo sbarcare ma anche “esercitare i loro diritti, a partire da quello di richiedere asilo”.
E quello offerto dalla Francia sarebbe perfettamente coerente con questa definizione?
Non a caso Elisa Brivio ha sottolineato che Tolone giovedì ha concesso un porto “in via eccezionale, non un porto sicuro“.
Poi, rispondendo a precisa domanda, ha aggiunto: “Quindi la Francia non ha mai offerto un porto sicuro? A noi mai“. Ed ha parlato di un “colossale equivoco” che successivamente ha inasprito i rapporti tra il nostro Paese e la Francia.
Nelle 43 richieste di porto sicuro erano state coinvolte l’Italia e Malta, considerati “i Paesi più vicini” in cui “bisogna sbarcare“.
Non solo: a Francia, Grecia e Spagna era stato rivolto un appello per “un supporto” affinché “si trovasse una soluzione“. Il risultato? “Nessuno aveva mai risposto, né gli uni né gli altri“.
In questi giorni Parigi ha usato toni molto duri, minacciando ritorsioni contro il nostro Paese per il caso Ocean Viking; il che, tra le altre cose, si è tradotto nello stop all’accoglienza di 3.500 rifugiati dall’Italia.
Con il passare delle ore non si è placata la serie di reazioni scomposte dalla tanto solidale e accogliente Francia che, nel frattempo, ha respinto le domande di asilo di 44 dei 230 migranti soccorsi e si sta preparando a procedere all’espulsione nel loro Paese di origine.
L’ipocrisia francese è stata denunciata anche da Marine Le Pen, che al Corriere della Sera ha ricordato un precedente che ha coinvolto proprio Parigi: ora il governo francese si affretta a denunciare la gestione italiana e a evocare ragioni umanitarie, “ma nel 2018 la nave Aquarius venne rifiutata dalla Francia e fu costretta a navigare fino a Valencia“.
Senza dimenticare che sul sito Oxfam nel 2018 venivano criticati i respingimenti di minori non accompagnati da parte della Francia, “in palese violazione del diritto europeo e interno“.
Si parlava di “minori non accompagnati anche di 12 anni” che “continuano a essere vittime di abusi, detenzioni e respingimenti illegali“.
Ecco perché le lezioncine di Parigi lasciano il tempo che trovano.