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Opening of the exhibition “Motion of a Nation” curated by Antonio Arévalo

Saturday, May 31, 5 p.m. at SPUMA-Space for the Arts, Giudecca, Venice.
The occasion will feature performances by Filippo Riniolo, Gaston Ramirez Feltrin and the Escuela Moderna/Ateneo Libertario Collective.

(Versione italiana al link)

Artists from different backgrounds and nationalities tell, through their works, the ills, distortions and interpretations of a symbol that, while an element of recognition, can also represent vacuity, borders and limits to freedom. The exhibition is not only a journey through different images and techniques – from photography to video, from painting to drawing – but also an introspective journey that invites reflection on the sense of belonging, the notion of nationhood and the borders that often generate conflicts and divisions.

“Motion of a Nation,” An exhibition documenting a singular journey through not only one of the symbols of iconographic tradition, but also the nation, the notion of nation, which are also belonging, but also meaningless rags. A symbol of recognition, but also sometimes of vacuity. Nations as such are a limit to freedom, a constraint, a prison, a limit, a boundary, a justification, a pretext for generating political, economic conflicts, endless wars. 

As curator Antonio Arevalo states, “Motion of a Nation is not presented as a simple archive of images, but as a bold and ironic journey through the contemporary arts scene, where art becomes an instrument of resistance and cultural proposal.“

The exhibition, involving 31 artists and a collective, aims to offer a key to recreating a primordial space of creative freedom, where new visions can emerge and challenge conventions. A unique opportunity to explore how symbols and nations are also tools of social critique, memory and artistic experimentation.

The exhibition will be held at Venice SPUMA-Space for the Arts (Giudecca, Fondamenta san Biagio 800R) and will be open free of charge from May 31 to July 31, Wednesday to Sunday, 11 a.m. to 7 p.m. / in July on appointment only.

Mostra “Motion of a Nation” a cura di Antonio Arévalo

Fino al 31 luglio 2025 a SPUMA-Space for the Arts alla Giudecca (Venezia).
Per l’occasione avranno luogo le performance di Filippo Riniolo, Gaston Ramirez Feltrin e del Collettivo Escuela Moderna/Ateneo Libertario.

(English version at the link)

Artisti di diversa provenienza e nazionalità raccontano, attraverso le loro opere, i mali, le distorsioni e le interpretazioni di un simbolo che, pur essendo un elemento di riconoscimento, può anche rappresentare vacuità, confini e limiti alla libertà.

La mostra non è solo un viaggio tra immagini e tecniche diverse — dalla fotografia al video, dalla pittura al disegno — ma anche un percorso introspettivo che invita a riflettere sul senso di appartenenza, sulla nozione di nazione e sui confini che spesso generano conflitti e divisioni.

“Motion of a Nation”, Una mostra che documenta un percorso singolare attraverso non soltanto uno dei simboli della tradizione iconografica, ma anche la nazione, la nozione di nazione, che sono anche appartenenza, ma anche stracci senza significati. Un simbolo di riconoscimento, ma talvolta anche di vacuità.

Le nazioni in quanto tali sono un limite alla libertà, un vincolo, una prigione, un limite, un confine, una giustificazione, un pretesto per generare conflitti politici, economici, guerre senza fine. 

Come dichiara il curatore Antonio Arevalo “Motion of a Nation non si presenta come un semplice archivio di immagini, ma come un viaggio audace e ironico nel panorama delle arti contemporanee, dove l’arte diventa strumento di resistenza e proposta culturale”.

L’esposizione, che coinvolge 31 artisti e un collettivo, si propone di offrire una chiave di lettura per ricreare uno spazio primordiale di libertà creativa, in cui nuove visioni possano emergere e sfidare le convenzioni. Un’occasione unica per esplorare come simboli e nazioni siano anche strumenti di critica sociale, di memoria e di sperimentazione artistica.

La mostra si terrà a Venezia SPUMA-Space for the Arts (Giudecca, Fondamenta san Biagio 800R) 

Dal 31 maggio al 31 luglio, dal mercoledì alla domenica, dalle 11:00 alle 19:00, a luglio solo su appuntamento.

Israele: serve sostegno Usa per distruggere programma nucleare iraniano

Israele chiede un “massiccio supporto” americano.
E aggiunge: è qualcosa che Israele non può fare da solo.

“Per distruggere il programma nucleare iraniano, abbiamo bisogno di un massiccio supporto da parte degli Stati Uniti. È qualcosa che Israele non può fare da solo.“

Questo è quanto riporta Kann News, citando un alto funzionario della difesa israeliano.

Arabia Saudita: tutto il mondo islamico è al fianco dell’Iran

Il principe ereditario conferma il sostegno dell’Arabia Saudita all’Iran.
Poi aggiunge: tutto il mondo islamico è al vostro fianco.

In una telefonata con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, il principe ereditario saudita ha dichiarato, come riporta Al Mayadeen, ha detto quanto di seguito:

“L’Arabia Saudita è al fianco dei suoi fratelli in Iran e non risparmierà alcuno sforzo per sostenerli; tutto il mondo islamico è unito nel sostenere l’Iran“.

Germania elogia attacco israeliano. El Baradei: non sa che viola Convenzioni Ginevra?

Kiesewetter spinge anche per usare i Taurus tedeschi contro la Russia.
L’ex presidente IAEA: forse dovrebbero familiarizzare con le basi del diritto internazionale.

“L’Iran ha missili che possono raggiungere l’Europa. L’attacco preventivo ci renderà più sicuri e ci farà guadagnare tempo. Grazie, Israele!“

Così Roderich Kiesewetter (CDU), lo stesso che da tempo spinge per usare i Taurus tedeschi contro il Cremlino, commentava l’attacco israeliano ai danni dell’Iran.

Anche il ministro degli Esteri tedesco, Wadephul, si dichiara sulla stessa lunghezza d’onda di Kiesewetter ed a loro ha risposto Mohamed El Baradei, diplomatico e funzionario internazionale egiziano, che ha ricoperto la carica di Direttore Generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (IAEA) dal 1997 al 2009:

“Nessuno le ha mai detto, signore, che gli “attacchi mirati contro impianti nucleari” sono proibiti dall’articolo 56 del protocollo aggiuntivo alle Convenzioni di Ginevra di cui la Germania fa parte, e che l’uso della forza nelle relazioni internazionali è generalmente proibito dall’articolo 2 (4) della Carta dell’ONU ad eccezione del diritto all’autodifesa in caso di attacco armato o su autorizzazione del Consiglio di sicurezza in caso di azione di sicurezza collettiva. Forse lei dovrebbe familiarizzare con i principi fondamentali del diritto internazionale…“