Ue, da Germania e Francia via libera al nuovo MES “light”

L’accordo prevede che superata la crisi dovuta al coronavirus, le regole del Patto di Stabilità torneranno in vigore. Ciò significa che saranno validi anche i vincoli di bilancio e deficit.

(Pubblicato per Wall Street Cina al link)

Francia e Germania hanno trovato l’accordo sul Mes per affrontare il coronavirus.

E la cosa interessa anche l’Italia, visto che è uno dei Paesi tra i più soggetti al rischio di utilizzo del Mes.

Secondo l’agenzia tedesca Dpa, l’accordo dell’asse franco-tedesco si baserebbe su una linea di credito che arrivi fino al 2% del Pil del singolo Stato, con un intervento della Banca europea per gli investimenti (Bei).

Vediamo, innanzitutto, cos’è il Mes

Il Meccanismo europeo di stabilità (appunto, Mes) è anche noto come Fondo salva-Stati ed è un ente inter-governativo dell’Unione Europea nato nel 2012, allo scopo di fornire assistenza economica agli Stati dell’Eurozona in difficoltà finanziaria per salvaguardare la tenuta degli altri Paesi membri. 

Ogni governo contribuisce a formare il tesoretto in base al suo peso economico; la quota più grande è nelle mani della Germania (27,1%), seguita da Francia (20,3%) e Italia (17,9%). L’aiuto economico del Mes viene concesso ai Paesi dell’area Euro a rischio default e consiste in un prestito (l’ammontare della cifra è deciso dal Paese in difficoltà) concesso dopo la presentazione di una lettera d’intenti o un protocollo d’intesa negoziato dallo stesso Paese richiedente e dalla Commissione Ue.

Le aree di intervento sono tre: la prima riguarda il consolidamento fiscale, che va attuato tramite tagli alla spesa pubblica, attuazione di riforme fiscali e privatizzazioni; la seconda è inerente alle riforme strutturali e, la terza, concerne le riforme del settore finanziario, come ad esempio la vigilanza bancaria e l’operato.

Il Mes viene attuato tramite l’utilizzo di prestiti, la ricapitalizzazione diretta od indiretta delle banche, l’istituzione di linee di credito precauzionali e/o l’acquisto di titoli di Stato sul mercato.

Nel caso attuale, il Mes verrebbe applicato in forma “soft”, vale a dire che l’accesso al credito sia sottoposto alla firma dello Stato di un memorandum di intesa in cui si impegna a destinare le risorse prelevate esclusivamente all’emergenza sanitaria ed economica, rispettando il Patto di Stabilità.

Il trucco del Patto di Stabilità

Il Patto di Stabilità era stato sospeso proprio due settimane fa per far fronte alla crisi dovuta al coronavirus; con l’utilizzo del Mes, verrebbe dunque ripristinato, per la felicità dei Paesi come Germania, Austria, Olanda e Finlandia che non volevano assolutamente sentir parlare di coronabond.

Infatti l’accordo prevede una clausola che rappresenta il pezzo da novanta: superata la crisi dovuta al coronavirus, le regole del Patto di Stabilità torneranno in vigore a pieno regime. Ciò significa che saranno validi di nuovo anche i vincoli di bilancio e deficit.

Scomparirebbe invece la Troika, sostituita però da Mes e Commissione europea.

Coronavirus, Quando finirà? Burioni: Pensiamo al presente. E propone Sud Corea come esempio

Quando finirà il coronavirus?
Roberto Burioni sostiene che ci si debba concentrare sul presente e suggerisce un approccio in stile Corea del Sud.

Come riporta l'”HuffPost“, Roberto Burioni è intervenuto al format “I Lunatici” su “Rai Radio 2” (qui il link) sull’attuale tema caldo, ovvero il coronavirus:

“Siamo in un momento decisivo, in un momento in cui dobbiamo continuare a rimanere in casa e a far sì che il virus non si trasmetta. Non si trasmette da solo. E’ l’unico modo che abbiamo per uscire da questa situazione. Per una volta, uno vale uno. Quello che fa ognuno di noi poi si riflette su tutti gli altri.”

La domanda più è in voga è “quando finirà?”

A questa domanda l’esperto risponde così:

“Cosa succederà in estate? Non ha senso fare qualunque previsioni. Non hanno senso previsioni ottimistiche, ma nemmeno quelle pessimistiche. Dobbiamo pensare al presente. L’estate è nelle nostre mani. Dobbiamo restare a casa. Ciò che accadrà d’estate dipenderà da quello che facciamo noi adesso. Se continuiamo a stare in giro a fregarcene, il virus non si fermerà. Se invece adesso continuiamo con un sacrificio, fermiamo parte grossa dell’epidemia e poi piano piano ricominciamo, non sono così pessimista. Comunque è impossibile ora fare previsioni. Viviamo alla giornata, fare programmi alla distanza non ha senso.”

Quando gli viene poi chiesta una disamina in generale, risponde così:

“Nessuno ha già gli anticorpi, tutti possono infettarsi. A prescindere dalla nazionalità. Qualcuno ha conseguenze gravi, qualcuno più fortunato ha conseguenze più lievi. Gli anziani vanno incontro a conseguenze più gravi, i bambini sono protetti e gli uomini si ammalano più delle donne. Tutti vengono infettati, tutti possono trasmettere il virus. Dobbiamo stare a casa per non infettarci e non infettare.

Trump? E’ molto ottimista, gli auguro di avere ragione, tutto qui. L’immunità di gregge di cui parlano in Gran Bretagna? Non si è mai raggiunta se non grazie a un vaccino, per nessuna malattia virale nella storia dell’uomo.”

Un approccio, quindi, totalmente diverso da quello espresso dal dott. Montanari nell’intervista rilasciataci (reperibile qui) e per le quali opinioni, espresse in diverse trasmissioni tv, è stato anche denunciato dall’associazione “Patto per la Scienza” (approfondimento al link).

Sul come secondo lui sia meglio affrontare la situazione, attraverso un tweet dal suo profilo il professore suggerisce un approccio in stile Corea del Sud (come citato sempre dall'”HuffPost” a questo link):

“La strada per tornare a una vita normale è questa. Molti test, tracciamento digitale dei contatti, isolamento rigoroso dei malati e dei sospetti.”

La Corea del Sud ha infatti attuato un enorme lavoro di smart tracking ed ha sviluppato una sorta di “cabina telefonica” dove poter testare in sicurezza le persone per il coronavirus in soli 7 minuti.

Il lavoro di smart tracking, in Italia, per essere attuato avrebbe probabilmente dei vincoli legati alla privacy delle persone.

(Foto da internet priva di copyright)