Corte Europea Diritti Uomo obbliga Polonia a riconoscere diritti coppie stesso sesso

Attualmente vi è un vuoto legale.
Il nuovo premier Tusk si impegna a introdurre le unioni civili.


In Polonia continua la lotta per i diritti delle coppie dello stesso sesso, attualmente operanti in un vuoto legale, prive della possibilità di fare dichiarazioni congiunte, di ereditare o di ottenere informazioni sul partner.


La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha emesso una sentenza obbligando la Polonia a riconoscere tali diritti, come riporta Polonia Oggi.


Questo è il risultato della battaglia legale di cinque coppie omosessuali e di organizzazioni non governative che hanno portato il caso davanti alla Corte.


Quest’ultima ha sentenziato che l’assenza di riconoscimento e tutela delle unioni tra persone dello stesso sesso viola l’articolo 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, che sancisce il diritto al rispetto della vita privata e familiare.


Tale sentenza obbliga la Polonia a introdurre le unioni civili e si tratta di un momento cruciale dopo 20 anni di lotta per l’uguaglianza matrimoniale.


Il governo di Donald Tusk si è impegnato a introdurre le unioni civili, mentre la rappresentanza politica delle minoranze sessuali nel governo si prefigge di guidare il nuovo dipartimento per l’uguaglianza.


Danimarca: vietati i roghi del Corano

la legge dopo gli episodi avvenuti n Danimarca e Svezia.
Erano seguite proteste anche violente.

Il parlamento danese ha adottato una legge che proibisce i roghi del Corano.

Come riporta Ansa, la legge criminalizza in generale il “trattamento inappropriato” dei testi “di significativa importanza religiosa per una comunità religiosa riconosciuta“.

Nei mesi scorsi copie del Corano erano state bruciate in alcune città della Danimarca e della Svezia, suscitando la reazione popolare in numerosi Paesi islamici, con proteste anche violente, spesso davanti alle ambasciate dei due Paesi; a quel punto il governo danese, per motivi di sicurezza, ha presentato un progetto di legge contro le profanazioni dei testi sacri di ogni religione.

Ecco la classifica del QI

Italia prima in Europa.
Ecco quali sono le prime 17 nazioni al mondo.

Sviluppato all’inizio del ventesimo secolo come un modo per valutare l’intelligenza umana, i risultati del test del QI sono stati a lungo utilizzati nelle scuole, nella valutazione della disabilità intellettiva e nella valutazione dei candidati al lavoro.

Sebbene i test del QI siano stati contestati negli ultimi anni, la pratica resta ancora popolare.

IQ Research ha raccolto informazioni da diversi paesi e calcolato le loro medie di quoziente intellettivo, con la classifica che StarsInsider ha successivamente condiviso.

Al 17esimo posto si collocano a pari merito Turchia, Kirghizistan, Croazia, Cile, Albani e Bosnia ed Erzegovina con un punteggio di 90.

Al 16esimo posto in classifica, sempre a pari merito, troviamo Thailandia, Sierra Leone, Lituania, Cipro, Macedonia, Cambogia e Brunei con una media QI di 91 punti.

Un punto più in alto, a quota 92 che vale il 15esimo posto, troviamo Malesia, Irlanda e Grecia.

Salendo ancora, a quota 93 punti per la 14esima posizione in classifica, ecco Bulgaria ed Argentina.

13esimi il Vietnam, la Romania, il Kazakistan, la Georgia e l’Armenia con 94 punti.

Poi, a quota 95 punti, Portogallo ed Israele occupano la dodicesima posizione.

Uruguai, Slovenia, Slovacchia e Moldavia totalizzano 96 punti collocandosi 11esime.

Quota 97 e decimo posto in classifica per Ucraina, Russia, Malta e Bielorussia.

Nono posto con 98 punti per Spagna, Lettonia, Ungheria, Francia, Danimarca, Repubblica Ceca, Australia, Andorra e, forse un po’ a sorpresa, Stati Uniti.

99 punti che valgono l’ottavo posto in classifica per Svezia, Polonia, Germania, Finlandia, Estonia, Canada e Belgio.

Toccano la soglia dei 100 punti collocandosi settimi in classifica il Regno Unito, la Norvegia, i Paesi Bassi, il Lussemburgo e l’Austria.

Superano, invece, quota 100 raggiungendo il punteggio di 101 la Svizzera, la Mongolia e l’Islanda che si collocano al sesto posto.

Da sola al quinto posto con un punteggio di media QI pari a 102 punti l’Italia, che risulta anche essere la prima in Europa.

Appena fuori dal podio ecco Taiwan che, con 104 punti si colloca quarta in classifica.

A pari merito al terzo posto con 105 punti troviamo Cina e Giappone.

Al secono posto con 106 punti la Corea del Sud.

Sul gradino più alto del podio con la bellezza di 108 punti, infine, troviamo Singapore e Hong Kong a pari merito.