Russia: operazioni continueranno fino a raggiungimento obiettivi

Shojgu: obiettivo principale proteggersi da minacce Occidente.
Mosca non interessata a occupare territorio ucraino.

La Russia continuerà le operazioni in Ucraina fino al raggiungimento dei propri obiettivi.

Stando a quanto riporta l’agenzia “Interfax” poi citata anche da “Reuters”, lo avrebbe dichiarato il ministro della Difesa russo Sergej Shojgu.

Shojgu, avrebbe anche aggiunto che l’obiettivo principale di Mosca è proteggersi dalle minacce generate dall’Occidente e che la Russia non è interessata ad occupare il territorio ucraino.

Conflitto Russia-Ucraina: in Polonia arrivati circa 350.000 rifugiati

La Russia rende sicure le vie per l’evacuazione dei civili.
In Polonia forte mobilitazione di aiuto alla popolazione.

Con i 100.000 rifugiati arrivati nelle ultime 24 ore, il conto è salito a circa 350.000 rifugiati ucraini in Polonia.

A dirlo è il vice-ministro degli Interni polacco Maciej Wasik, intervenuto all’emittente pubblica Polskie Radio 1 e ripreso anche da “Reuters”.

I primi profughi erano stati accolti dalla Russia quando l’Ucraina aveva attaccato il Donbas, infrangendo gli accordi di Minsk, facendo partire la richiesta di aiuto alla Russia e scatenando l’attuale reazione di Putin.

Dopo che l’esercito russo si era avvicinato a alla capitale ucraina, il ministro della Difesa aveva lanciato l’appello ai residenti di Kiev:

Tutti i civili della città possono lasciare liberamente la capitale dell’Ucraina lungo l’autostrada Kyiv-Vasilkov. Questa direzione è aperta e sicura.

In Polonia, nel frattempo, stanno arrivando sempre più rifugiati provenienti dalle zone più vicine al confine.

La popolazione polacca si sta fortemente movimentando per aiutare i civili con iniziative di vario tipo: dalla raccolta di alimentari e vestiti all’ospitalità, passando per iniziative dei professionisti che preparano gratuitamente la documentazione necessaria ai cittadini Ucraini per entrare in Polonia e quindi nell’Ue.

La Russia ha la bomba termobarica più potente al mondo

Putin ordina l’allerta per il sistema difensivo nucleare.
“Tutto ciò che è vivo, semplicemente evapora”.

Stando a quanto sostiene Putin, tenta di dialogare con l’occidente da circa 15 anni ottenendo come risposta solo ulteriori provocazioni.

Da 7 anni l’Ucraina bombarda il Donbas infrangendo gli accordi di Minsk e nessuno è mai intervenuto, anzi la NATO ha continuamente inviato aiuti economici e militari a Kiev (che non fa parte né della NATO né dell’Ue). L’ultimo attacco al Donbas è stato proprio quello che ha fatto scattare l’attuale reazione della Russia.

Includendo l’Ucraina nella NATO, gli Usa avrebbero la possibilità di piazzare i missili fuori dalla porta di casa sia della Russia che della Cina; insomma, un po’ come se la Russia avesse rifornito di armi Cuba che era sotto embargo da parte degli Usa o avesse spostato le proprie truppe in Messico al confine con gli Stati Uniti: figuratevi cosa sarebbe successo.

Putin, infine, aveva avvisato che chiunque avesse interferito nella situazione tra Russia ed Ucraina avrebbe avuto conseguenze mai viste prima. La risposta della NATO e dell’Ue sono state l’aumento degli aiuti economici e militari a Kiev.

Per questo motivo il presidente russo ha messo in allerta il sistema difensivo nucleare.

Ma non è tutto. Come riporta “Quotidiano.net”, infatti, Putin è in possesso della carta FOAB, “Father of All Bombs” (“padre di tutte le bombe”), o in russo AVBPM, cioè la bomba termobarica più potente al mondo.

La terribile “Aviation Thermobaric Bomb of Increased Power” ha una potenza pari a 44 tonnellate di TNT, che raggiunge con circa 7 tonnellate di un nuovo tipo di esplosivo ad alto potenziale. E’ stata testata l’11 settembre 2007, venendo sganciata da un bombardiere strategico Tupolev Tu-160. Gli effetti sono devastanti: l’esplosione ha distrutto tutto nel raggio di 300 metri, cosa che la rende l’ordigno non nucleare più potente sulla terra.

La AVBPM (“Aviatsionnaya vakuumnaya bomba povyshennoy moshchnosti” traducibile in “Bomba aeromobile di elevata potenza che crea il vuoto“), è stata la risposta russa all’americana MOAB, “Mother Of All Bombs” (“madre di tutte le bombe”), pensata per sostituire diversi tipi di bombe nucleari di piccola taglia o per ottenere effetti simili, ma senza radioattività.

La statunitense “GBU-43 Massive Ordnance Air Blast bomb” però assicura una potenza pari a 11 tonnellate di TNT, quattro volte meno potente della versione russa. Testata nel 2003, è stata utilizzata dagli Stati Uniti la prima volta in Afghanistan nel 2017 per colpire una base dell’Isis nella provincia di Nangarhar.

La micidialità della FOAB è dovuta alla devastante esplosione i cui gas provocano un vuoto che disintegra tutto. Il generale russo Alexander Rukshin disse: “Tutto ciò che è vivo semplicemente evapora”.

Colombia, esplode una miniera: 11 morti e 4 dispersi

Gli incidenti in miniera continuano a decine.
Prolifera l’attività mineraria abusiva.

Sabato sera vi è stata un’esplosione nella miniera di carbone situata nel comune di Tasco, nella provincia di Boyaca, in Colombia.

Ad oggi risultano 11 persone morte ed altre 4 disperse ed i soccorsi continuano le ricerche; a causare l’esplosione pare essere stato un accumulo di gas metano.

Come riporta “Euronews italiano” in Colombia l’anno scorso gli incidenti in miniera sono stati 128 e 148 le vittime. Nel 2022 se ne contano già 19, con 36 vittime.

Nel Paese prolifera l’attività mineraria abusiva e gli incidenti sono frequenti, ma in questo caso le autorità hanno fatto sapere che il sito aveva tutte le autorizzazioni necessarie.

Domenica, il presidente colombiano Iván Duque ha espresso il suo cordoglio su Twitter:

Profondamente addolorato per la morte dei minatori dall’esplosione nella miniera ‘La Chapa’.

I parenti delle vittime hanno dichiarato quanto di seguito:

Mio Dio, è un grande dolore per tutte le famiglie, è straziante vedere così le madri, i figli dei lavoratori. Mi mancano le parole per descrivere questo dolore. Quando si lavora in miniera il problema è sempre questo: si sa quando si entra ma non si può mai sapere se e quando se ne uscirà.

Veronese, Uil: fare di più sulle sanzioni

Invito ad intervenire in maniera pesante, anche senza calcoli sulle ricadute economiche.

Sulle sanzioni alla Russia bisogna fare di più.

Questo il punto di vista di Ivana Veronese, segretaria nazionale della Uil, presente alla manifestazione di Roma contro l’attacco della Russia nei confronti dell’Ucraina.

Come riporta “Notizie.itVeronese ha precisato che le sanzioni vanno inflitte in modo pesante anche senza fare calcoli sulle ricadute economiche.

Più precisamente, le sue parole sono state le seguenti:

Sicuramente sulle sanzioni bisogna fare di più. Dei passi sono stati fatti, comprendo le difficoltà ma con questa Russia, con quello che sta facendo, con questo tentativo di comandare altri paesi bisogna andar giù con la mano pesante, senza forse anche fare calcoli rispetto a quello che succederà a noi un secondo dopo sull’economia. È una guerra nel cuore dell’Europa, ma al di là di questo va fermata. La pace e la convivenza dei popoli è il grande valore che tutti noi dobbiamo difendere.

Rimane da chiedersi, tuttavia, come mai nessuno sia mai intervenuto negli ultimi 7 anni di bombardamenti tra l’Ucraina ed il Donbas, quando sono stati ripetutamente infranti gli accordi di Minsk in ultima sede con il recente attacco al quale Putin ha deciso di reagire con l’attuale scontro; forse si sarebbe potuto scongiurare l’attuale conflitto.