Si dimette il consigliere di Zelenski

La decisione dopo aver suggerito che la granata su Dnipro è stata abbattuta dall’Ucraina.
Peskov: Mosca non attacca mai obiettivi civili.

Il consigliere presidenziale ucraino Oleksiy Arestovich ha annunciato le sue dimissioni.

Il tutto, come riporta News 360, è accaduto martedì dopo aver suggerito che la granata che ha colpito un edificio residenziale nella città di Dnipro era stata abbattuta dai sistemi di difesa aerea dell’Ucraina, un’affermazione che ha descritto come “un errore fondamentale”.

Più precisamente, dal suo account Facebook, dopo aver riconosciuto un “grave errore” nelle sue dichiarazioni, ha dichiarato:

Ho scritto una lettera di dimissioni. Voglio mostrare un esempio di comportamento civile. Un errore fondamentale, le dimissioni. Mi scuso sinceramente con le vittime e le loro famiglie, con i residenti di Dnipro e con tutti coloro che sono stati profondamente feriti da una versione prematura ed errata del motivo dell’attacco missilistico russo contro un edificio residenziale“.

Inoltre, ha aggiunto che le sue parole “non hanno causato alcuna conseguenza legale o reputazionale per l’Ucraina” e si è rammaricato che “coloro che hanno usato questo argomento hanno obiettivi specifici. Mosca cerca di indebolire l’influenza informativa dell’Ucraina, anche sui russi“.

L’attacco all’edificio ha provocato la morte di 44 persone, ha confermato martedì il Servizio di Emergenza Statale (SES), precisando che le operazioni di ricerca e soccorso nell’area sono state completate.

L’Ucraina ha citato il bombardamento come esempio degli abusi commessi dalla Russia durante il conflitto, e anche i suoi principali partner internazionali hanno condiviso il suo rammarico.

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha invece negato lunedì che il crollo sia dovuto a un missile russo, affermando che Mosca non attacca mai obiettivi civili.

Tim, dimissioni Puyfontaine: titolo sale

Dimissioni dal Cda di cui faceva parte dal 2015.
Richiesta di discontinuità nel board di Vivendi.

Arnaud de Puyfontaine si è dimesso dal Consiglio di amministrazione di Tim in cui sedeva dal 2015.

Il passo indietro del numero uno della francese Vivendi ha effetto immediato e sarebbe legato a una richiesta di discontinuità nel board.

Nel dettaglio, in Vivendi, primo azionista di Tim con una quota vicina al 24%, c’è insoddisfazione rispetto alla presidenza di Salvatore Rossi, giudicato non imparziale.

Dopo la notizia delle dimissioni, il titolo Tim sale a Piazza Affari segnando un rialzo di oltre il 2% con un massimo toccato a 0,2555 euro, sui massimi da luglio 2021.

De Puyfontaine, si legge nella nota della società, ha sottolineato come “in questa fase di dialogo costruttivo fra i principali azionisti di Tim e le istituzioni sotto la guida del nuovo Governo, sia fondamentale che tutte le parti siano libere di lavorare in maniera costruttiva e trasparente nell’interesse della società e di tutti i suoi azionisti“.

Per questo motivo il manager “ritiene opportuno dedicarsi, come Chief Executive Officer di Vivendi, a ristabilire per Tim un percorso di crescita e ad assicurare che il valore reale del Gruppo e della rete, nella sua unicità, siano correttamente riconosciuti“.

Il manager ha confermato che Tim e l’Italia restano centrali nei piani di investimento di Vivendi; svicolandosi dal De Puyfontaine potrebbe poi puntare ad avere maggiore libertà nel dialogo con il Governo sul dossier rete.

Per Vivendi l’obiettivo resta sempre quello di far emergere il valore di Tim, che ancora non è apparso in modo risolutivo secondo la società.

PSG vicino alla bancarotta

La voce arriva dalla Francia.
Peggio solo il Barcellona del 2021-22 che aveva chiuso con una perdita di 481 milioni.

L’edizione odierna del Corriere dello Sport riporta oggi le dichiarazioni Antonio Di Cianni, direttore dell’economia e strategia del calcio del dipartimento di Football Benchmark, secondo le quali il PSG sarebbe vicino a dichiarare bancarotta.

Più precisamente, come riporta anche Sports City, le parole di Di Cianni sono state le seguenti:

È uno dei peggiori risultati netti della storia del calcio, superato solo dall’imbattibile FC Barcelona del 2020-2021, che aveva registrato 481 milioni di euro di perdite“.

Al momento, le perdite del club francese sembrano attorno ai 369 milioni di euro netti nella stagione 2021/2022.

Disavanzo incredibile tra entrate e uscite, unite a ingaggi da capogiro, avrebbero fatto precipitare la società in una crisi economica pesantissima.