Ecco le 10 aziende che fatturano di più al mondo

La classifica di Fortune.
Le migliori aziende al mondo per ricavi.

Ogni anno la rivista “Fortune” elabora la Global 500, la classifica delle maggiori aziende al mondo, ordinate per ricavi.

La classifica non va confusa con la Fortune 500, che invece è il ranking delle sole imprese americane.

Le aziende della Fortune Global 500 2022 sono classificate in base ai ricavi totali per i rispettivi anni fiscali terminati entro il 31 marzo 2022.

Tutte le aziende nell’elenco devono pubblicare dati finanziari e segnalare parte o tutti i dati a un’agenzia governativa.

Le cifre sono quelle riportate dalle imprese e i confronti sono con le cifre dell’anno precedente come originariamente riportate per quell’anno.

Di seguito, la classifica delle migliori 10:

1. Walmart (USA)

2. Amazon.com (USA)

3. State Grid (Cina)

4. China National Petroleum (Cina)

5. Sinopec (Cina)

6. Saudi Aramco (Arabia Saudita)

7. Apple (USA)

8. Volkswagen (Germania)

9. China State Construction Engineering (Cina)

10. CVS Health (USA)

Eni rileva asset gas in Indonesia

La società pronta a rilevare gli asset gas di Chevron.
Il ministro: “sicurezza energetica per i prossimi 10 anni grazie all’accordo”.

Eni ha raggiunto un accordo con Chevron per rilevare la quota in mano alla società statunitense nel progetto Indonesia Deepwater Development.

L’intesa, stando a quanto riporta Reuters, prevede l’acquisizione delle partecipazioni (inclusa l’Operatorship) di Chevron nei blocchi Ganal PSC (Chevron 62%), Rapak PSC (Chevron 62%) e Makassar Straits PSC (Chevron 72%), nel bacino di Kutei, East Kalimantan,nell’offshore dell’Indonesia.

Eni possiede già una quota del 20% come non operatore nei blocchi Ganal e Rapak.

Il ministro dell’Energia indonesiano, Arifin Tasrif, che si attende che Eni continui la seconda fase dello sviluppo del progetto Idd, ha dichiarato quanto di seguito:

L’accordo assicurerà la sicurezza energetica dell’Indonesia per i prossimi dieci anni. Il trasferimento dell’operatorship da Chevron a Eni è cruciale per l’Indonesia“.

Secondo una nota della major petrolifera, l’acquisizione è un passo importante perché permetterà di accelerare lo sviluppo del progetto a gas di Gendalo e Gandang, parte dell’Indonesia Deepwater Development nel Ganal PSC, vicino alla FPU di Jangkrik, con riserve di gas stimate in circa 2TCF.

A ciò si aggiungono il giacimento a gas in produzione di Bangka, le scoperte di Gehem e Ranggas e il significativo potenziale esplorativo compreso anche nella parte settentrionale dell’asset, spiega Eni.

Oltre a Eni, anche la società energetica statale indonesiana Pertamina e al gruppo cinese Sinopec sono partner del progetto.

La chiusura della transazione è soggetta alle approvazioni governative e regolatorie, aggiunge la nota di Eni.

Cina: bloccate vendite di gas liquefatto in vista dell’inverno

Priorità alle forniture interne: garantire case calde in inverno.
Ancora più problemi per l’Europa.

La Cina ha indicato agli operatori del gas di proprietà statale di non rivendere più gas naturale liquefatto ad acquirenti stranieri, europei ed asiatici, al fine di garantirsi le forniture per la stagione invernale.

Lo scrive “Bloomberg”, ripreso da “RaiNews”, citando fonti a conoscenza dei fatti che hanno chiesto di restare anonime dato che l’informazione non è stata ufficialmente resa pubblica.

La Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma, il massimo pianificatore economico cinese, ha infatti chiesto a PetroChinaSinopec e Cnooc di mantenere i carichi invernali per l’uso domestico.

Sebbene il gas cinese abbia generato un certo sollievo agli acquirenti europei, il rapido riempimento degli stoccaggi e l’impennata dei costi di spedizione hanno anche ridotto l’attrattività di mercato di queste forniture.

Né la commissione né gli operatori statali hanno risposto alle domande di Bloomberg.

Sprone di questa decisione di Pechino, che ha preso l’impegno a mantenere le case riscaldate questo inverno, sarebbero state le previsioni di una lieve carenza nelle proprie forniture.

I prezzi del gas in Europa sono scesi di quasi il 60% rispetto al picco toccato ad agosto, sebbene siano ancora molto alti.

Le spedizioni di gas naturale liquefatto nel Vecchio Continente stanno influenzando i prezzi regionali per la spedizione immediata (“prezzi spot“), spingendo alcuni fornitori a prendere in considerazione di reindirizzare le spedizioni verso il mercato asiatico, più vantaggioso.

La Cina detiene ingenti contratti per l’acquisto di gas naturale liquefatto da Stati Uniti e altri esportatori: finora parte di quella fornitura a causa della scarsa domanda interna veniva dirottata verso l’Europa, per la quale questa decisione cinese potrebbe comportare minori invii e di conseguenza peggiorare la crisi energetica, soprattutto nel caso l’inverno fosse particolarmente rigido.