Vertice Nato, Rutte: Europa e Canada spendono il 4% in sicurezza e difesa

Tra 2025 e 2026 spesi 280 miliardi dollari in più.
Il Segretario: ora le capitali presentino piani chiari e credibili per raggiungere la soglia del 5%.

Gli alleati l’anno scorso hanno deciso di arrivare al 5% del Pil entro il 2035 e solo dopo un anno vediamo progressi trasformativi all’interno dell’alleanza: ora mi aspetto che le capitali presentino piani chiari e credibili per centrare l’obiettivo“.

Come riportato da Ansa, lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte nel corso della conferenza stampa pre vertice: “I primi segnali sono impressionanti, gli europei e il Canada già spendono in media il 4% in difesa e sicurezza e se guardiamo al 2025 e il 2026 presi insieme hanno speso 280 miliardi di dollari in più“.

Sicurezza sul lavoro: oltre 19 milioni nella formazione

I dati sulla formazione su SSL con il contributo di FondItalia nel periodo 2019/2023.
Lombardia, Puglia e Lazio le regioni più virtuose.

Più di 19 milioni euro di contributi sono stati concessi nel periodo 2019/2023 da FondItalia (Fondo Formazione Italia) a sostegno dei i corsi obbligatori aziendali sulla Sicurezza e la Salute nei luoghi di lavoro. Contributi chehanno interessato una platea di oltre 60mila lavoratori per un totale di quasi 6mila imprese. Di queste, quasi 3mila sono microimprese (fino a 9 dipendenti), poco più di 2mila piccole imprese (da 10 fino a 50 dipendenti) e 634 le grandi aziende con oltre 50 dipendenti. La regione italiana dove si è maggiormente investito in formazione sul tema è stata la Lombardia (più di 4 milioni di euro nel quinquennio), dove hanno preso parte ai corsi di formazione ex lege quasi 20mila lavoratori, per un totale di 2mila imprese. Al secondo posto di questa speciale classifica la Puglia, con quasi 3,5 milioni di euro per progetti finanziati e 557 imprese aderenti per un totale di 8.500 lavoratori e, al terzo, il Lazio con 277 imprese e quasi 5mila lavoratori.

I comparti produttivi che hanno espresso maggiore esigenza di risorse per la formazione obbligatoria sono le “attività manifatturiere” (quasi 5 milioni di euro per circa 1500 imprese e poco meno di 13mila dipendenti), il “commercio all’ingrosso e al dettaglio” (oltre 3 milioni di euro di contributi per più di mille  imprese e oltre 10mila lavoratori) e la “sanità e assistenza sociale” (quasi 2 milioni di contributi per 270 imprese e oltre 7mila dipendenti).

«Il sistema imprenditoriale italiano si è dimostrato molto attento alla formazione obbligatoria in materia di salute e sicurezza sui posti di lavoro –è il commento di Egidio Sangue, vicepresidente e direttore di FondItalia-; ciò nonostante, il nostro Paese paga ancora uno scotto troppo drammatico in termini di incidenti e morti sul lavoro. Certo, la Legge 81 del 2008 ha dato alcuni benefici, ma dobbiamo tutti quanti fare di più. Penso all’aggiornamento che è, ad oggi, obbligatorio ogni cinque anni, ma che dovrebbe essere più stringente. Oppure alla scuola dove bisognerebbe iniziare a parlare di Sicurezza e Salute nei luoghi di Lavoro con particolare attenzione al futuro dei nostri giovani; o ancora ai lavoratori stranieri, che spesso incontrano difficoltà di comprensione linguistica e a cui dobbiamo necessariamente rivolgere un’attenzione differente».

Per Francesco Franco, presidente di FondItalia«la formazione obbligatoria in materia di Salute e Sicurezza nei luoghi di Lavoro rappresenta un caposaldo della normativa italiana che agevola, migliora e rende più sicura la vita professionale dei lavoratori. A tutto ciò, noi di FondItalia consigliamo di accompagnare corsi di perfezionamento più mirati e specifici al fine di rendere ancora più preparati e competenti i lavoratori italiani».