L’indonesia potrebbe comprare la Giuseppe Garibaldi

Interesse concreto per l’acquisto della portaerei.
Fincantieri, coinvolta nella negoziazione, propone una riconversione della nave per l’impiego di droni navali.

L’Indonesia ha mostrato un interesse concreto per l’acquisto della portaerei italiana Giuseppe Garibaldi, posta in riserva nell’ottobre 2024.

Le trattative tra i governi di Roma e Jakarta sono in corso, con discussioni emerse in particolare durante la fiera Indodefence 2025 (11-14 giugno 2025), dove un modello della Garibaldi è stato presentato come possibile “drone carrier” per la Marina indonesiana.

L’interesse, come riporta Giubbe Rosse citando Scenari Economici, si inserisce nel piano Minimum Essential Force (MEF) dell’Indonesia, che mira a potenziare la flotta con unità avanzate, incluse portaelicotteri e fregate, per rafforzare la capacità aeronavale e contrastare l’influenza cinese nel Mar Cinese Meridionale.

L’accordo potrebbe includere il trasferimento di alcuni caccia AV-8B Harrier II STOVL, anche se ci sono dubbi sulla loro manutenzione e operatività a causa dell’età.

Fincantieri, coinvolta nei negoziati, ha proposto una riconversione della nave per l’impiego di droni navali, come i Bayraktar TB3, in collaborazione con l’azienda turca Baykar e l’indonesiana Republikorp, che produrranno 60 droni TB3 e 9 Akinci per le forze armate indonesiane.

Cina: Usa smettano di armare Taiwan

Pechino ritiene “provocazioni” le manovre americane nel Mar Cinese.
Washington risponde che continuerà per la sua strada.

Washington smetta di armare Taiwan, non ne sostenga l’indipendenza e rispetti il principio di una sola Cina.

A chiederlo, sottolineando che non intende fare “alcuna concessione su questo tema“, è stato il ministero della Difesa cinese nel corso di un incontro di lavoro a Washington tra funzionari dell’Ufficio cinese per la cooperazione militare internazionale e il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti.

Nella stessa occasione i funzionari cinesi hanno espresso alla controparte americana la volontà di mantenere relazioni militari “solide e stabili“.

Gli Stati Uniti hanno ribadito il loro impegno sia rispetto alla politica di “una sola Cina unica” sia in favore della pace e la stabilità nello Stretto di Taiwan.

In una dichiarazione del ministero della Difesa cinese si legge quanto di seguito:

Gli Stati Uniti devono prendere sul serio le preoccupazioni cinesi e fare in modo di contribuire al rafforzamento delle relazioni militari“.

Pechino ha quindi esortato gli Stati Uniti a ridurre la presenza militare e le ‘provocazioni‘ nel Mar Cinese Meridionale, mentre la delegazione statunitense ha sottolineato “l’importanza di rispettare la libertà di navigazione in alto mare” in riferimento alle ultime tensioni da parte di navi cinesi e navi filippine.

Washington, come riporta Adnkronos, ha inoltre affermato che continuerà ad operare i voli e percorrere le rotte marittime “in modo sicuro e responsabile” in conformità con le leggi internazionali.