Automotive, crisi Stellantis: Maserati cancella gli ordini

Dopo la napoletana Trasnova, tocca alla giapponese Yazaki: licenziato il 70% del personale di Grugliasco.

A poco più di una settimana dalle dimissioni di Carlos Tavares, la crisi di Stellantis travolge poco per volta anche tutte le aziende dell’indotto.

Dopo Trasnova, azienda di logistica attiva nel Napoletano, tocca a Yazaki, multinazionale giapponese che produce cablaggi per l’auomotive.

Infatti, il gruppo lavora quasi esclusivamente per Maserati, che però ha azzerato tutti gli ordini perché i dati sulle vendite sono troppo bassi.

E così, come riporta Open.online, a poche settimane da Natale, Yazaki ha recapitato una lettera di licenziamento a 52 lavoratori dei 75 che lavorano nella sede di Grugliasco, in provincia di Torino.

Inoltre, come riporta Il Corriere, il magazzino di Yazaki, è stato trasferito dal Torinese al Casertano.

Univendita-Confcommercio: bene emendamenti a DDL delegazione Ue su credito al consumo

Sinatra: bene includere le imprese non finanziarie che erogano dilazioni di pagamento senza interessi.

Accogliamo con favore la presenza di emendamenti alla legge di delegazione europea, in discussione alla commissione Politiche Ue del Senato, che vanno nella direzione da noi auspicata per garantire un fedele recepimento della direttiva europea sul credito al consumo”.

Lo dice Ciro Sinatra, presidente di Univendita, la principale associazione della vendita diretta in Italia, aderente a Confcommercio. 

In particolare, appoggiamo la proposta di modifica del senatore Matera che mantiene la definizione di ‘creditore’ così come previsto dalla direttiva che ci accingiamo a recepire, che include le imprese non finanziarie che erogano dilazioni di pagamento senza interessi, costi e altri gravami, garantendo al tempo stesso una proporzionalità di oneri per gli operatori, grazie alla quale si consentono procedure semplificate a beneficio di quei soggetti, come le nostre associate, che si assumono interamente il rischio di credito senza effettuare valutazioni o indagini patrimoniali sul cliente”, spiega Sinatra.

Adesso non possiamo che auspicare un recepimento aderente alla norma Ue – conclude il presidente di Univendita in modo da dare certezze a un settore come la vendita diretta che fonda il suo successo anche sulla proposta di soluzioni di pagamento flessibili e personalizzate alla clientela”.

Proma Group acquista Recaro

L’azienda italiana salva quella tedesca dal fallimento.
Parte della produzione sarà trasferita in Italia.

A luglio, la storica azienda tedesca Recaro, leader nella produzione di sedili per automobili, ha dichiarato fallimento, ma un’importante svolta è arrivata dall’Italia: il gruppo Proma, con sede in provincia di Caserta, ha annunciato un accordo per rilevare le attività della Recaro, avviando un piano di rilancio operativo a partire da gennaio 2025.

Questo piano prevede la continuità operativa dei reparti Vendite e Tecnologia, che rimarranno nella regione di Stoccarda, mentre la produzione OEM sarà trasferita in Italia, dove inizieranno le prime linee produttive.

Nel frattempo, come riporta Mondo Motori, le attività della Recaro in Nord America e Giappone continueranno senza interruzioni, garantendo i tradizionali standard di qualità.

Il Proma Group, forte di un fatturato di 1,1 miliardi di euro e una presenza globale con 25 impianti in 3 continenti, si prepara a portare nuova linfa alla Recaro.

Questo investimento rappresenta una pietra miliare per Proma, che intende ampliare il suo portafoglio con prodotti di seduta premium e abbracciare soluzioni all’avanguardia per il settore automotive.

La reputazione della Recaro come simbolo della tecnologia tedesca si unisce ora alla capacità manifatturiera italiana, in un sodalizio che promette di creare un nuovo standard di eccellenza sul mercato globale.

Secondo il CEO di Proma, Luca Pino, questa unione rafforzerà ulteriormente l’impegno dell’azienda verso l’innovazione e la qualità.

L’investimento di Proma non rappresenta solo un’opportunità per rilanciare il marchio Recaro, ma anche un significativo passo avanti per l’industria italiana.

Il trasferimento della produzione nel nostro Paese evidenzia l’importanza della capacità manifatturiera italiana e il suo ruolo strategico nel mercato automotive europeo.

Questa transizione punta a garantire continuità operativa e innovazione tecnologica, ponendo le basi per un successo sostenibile nel lungo termine.

L’unione di Proma e Recaro segna così l’inizio di una nuova era per entrambe le aziende.

Imprese, Univendita-Confcommercio: bene senatori finanze su credito al consumo

Sinatra (Univendita): I senatori della Finanze confermano l’importanza che venga mantenuta la definizione di ‘creditore’.

Lo avevamo evidenziato in modo chiaro nelle settimane scorse e siamo lieti che adesso la commissione Finanze del Senato ci dia ragione nel suo parere alla legge di delegazione europea che recepirà nel nostro ordinamento la direttiva Ue sul credito al consumo”.

Lo dichiara Ciro Sinatra, presidente Univendita, la maggiore associazione della vendita diretta, aderente a Confcommercio, in relazione alle osservazioni della sesta commissione sul testo in esame alla commissione Politiche Ue di Palazzo Madama.

I senatori della Finanze confermano l’importanza che, in sede di recepimento, venga mantenuta la definizione di ‘creditore’ contenuta nella direttiva 2023/2225, confermandola nel suo attuale perimetro – spiega Sinatra – e non restringendola a beneficio esclusivo di banche e finanziarie. La dilazione di pagamento senza interessi, costi e spese per il consumatore è infatti uno strumento importantissimo a disposizione delle imprese della vendita diretta, un meccanismo che dà respiro al nostro comparto, favorisce i consumi con proposte di ammortamento flessibili e personalizzate, ma soprattutto, in definitiva, supporta la crescita del sistema economico”.  

Il presidente Univendita conclude:

Ecco perché, forti di un autorevole parere istituzionale che conferma la bontà delle nostre posizioni, chiediamo il mantenimento di questa prerogativa per le aziende diverse da quelle finanziarie, a partire dalle nostre associate, con procedure e adempimenti burocratici semplificati in ragione dell’assenza di indagini patrimoniali e gravami a carico della clientela. Ci auguriamo che la commissione Politiche Ue tenga conto del parere dei colleghi della sesta commissione e auspichiamo un recepimento pienamente aderente alla norma europea”.