Elettrico: Enel X-Way abbandona Usa e Canada

Il gruppo chiudere le attività inerenti alle colonnine di ricarica già dall’11 ottobre.
Le mancate vendite di auto elettriche rendono il business meno sostenibile.

Enel X Way North America ha annunciato la chiusura delle sue attività legate alle colonnine per veicoli elettrici residenziali e commerciali in USA e Canada, con effetto dall’11 ottobre 2024.

Questo stop brusco arriva dopo piani ambiziosi, annunciati nel 2023, di espandere la rete di colonnine rapidi DC in Nord America.

La decisione di Enel di abbandonare questi mercati, come riporta Automoto.it, è dovuta principalmente al fatto che il gruppo non ha un’attività di vendita di elettricità al dettaglio in USA e Canada, e quindi non può offrire pacchetti integrati come fa in altri paesi.

Inoltre, la società ha dichiarato di essere stata influenzata dall’aumento dei tassi di interesse e dalla mancata crescita delle vendite di veicoli elettrici, rendendo il business delle colonnine meno sostenibile.

I dispositivi JuiceBox di Enel X Way continueranno a funzionare, ma l’app che li gestisce sarà rimossa, lasciando gli utenti senza la possibilità di configurare le impostazioni di ricarica.

Questo colpo improvviso ha deluso molti utenti, che ora si trovano con meno flessibilità per gestire il consumo energetico nelle proprie abitazioni.

La situazione per le colonnine commerciali è ancora più critica, poiché senza il supporto software, queste stazioni diventeranno inutilizzabili.

La mancanza di assistenza clienti aggrava ulteriormente il problema, lasciando i gestori di tali stazioni in una situazione di emergenza senza preavviso sufficiente.

Tribù indiana batte Enel: via le pale eoliche

La rimozione costerà 260 milioni di dollari.
Da decidere il risarcimento agli Osage.

Battuta d’arresto in Usa per Enel.

Il colosso elettrico italiano dovrà rimuovere 84 pale eoliche dal territorio della Nazione indiana Osage in Oklahoma con un esborso di circa 260 milioni di dollari.

Lo ha stabilito una corte distrettuale federale dello Stato americano dopo che la tribù indiana aveva citato Enel in Tribunale per non aver chiesto il permesso all’autorità locale indiana per lo sfruttamento del parco eolico.

Secondo quanto riporta il Financial Times, ripreso poi da Il Sole 24 Ore, si tratta di una delle prime sentenze negli Stati Uniti a richiedere la rimozione di un parco eolico in funzione.

Un successivo processo determinerà l’importo che la società pagherà a titolo di risarcimento agli Osage, la tribù protagonista del film di Martin Scorsese Killers of the Flower Moon.

Un portavoce di Enel ha replicato al quotidiano britannico che la società “non è d’accordo” con la recente decisione del tribunale e presenterà ricorso.

La società continuerà in “buona fede” a gestire il progetto eolico fino a quando non si giungerà ad una sentenza definitiva e non intende imporre la propria autorità alla nazione Osage.

Enel: continuano le cessioni “green”

Dopo le vendite inCile ed Australia, ora la Grecia.
A Macquaire il 50% di Enel Green Power Hellas.

Continuano le cessioni del business green da parte di Enel.

La società, tramite la propria controllata al 100% Enel Green Power, ha infatti firmato un accordo con Macquarie Asset Management, tramite Macquarie Green Investment Group Renewable Energy Fund 2, per la cessione del 50% di Enel Green Power Hellas, controllata al 100% di Egp in Grecia, a fronte di un corrispettivo totale di circa 345 milioni di euro, che produrrà un equivalente effetto positivo sull’indebitamento netto consolidato del gruppo.

Alla chiusura dell’operazione, come riporta Ansa, Egp e Macquarie Asset Management stipuleranno uno shareholder agreement che prevede il controllo congiunto di Enel Green Power Hellas.

Le vendite in Grecia sono l’ennesimo disinvestimen to da parte i Enel nel settore green, dopo che poco tempo fa aveva effettuate cessioni prima in Australia (approfondimento al link) e, poi, in Cile (approfondimento al link).

Enel: ceduto il portafoglio fotovoltaico in Cile

Continuano le cessione del gruppo, soprattutto per il settore green.
Cessione a Sonnedix per 550 milioni di dollari.

Continuano le cessioni di Enel.

Dopo la recente vendita Enel Green Power Australia (approfondimento al link), il gruppo procede a cedere parti del suo capitale, in modo particolare liberandosi dei business correlati all’energia verde.

Come riporta First Online, infatti, Enel ha venduto asset in Cile per 550 milioni di dollari.

La multinazionale italiana e la sua controllata quotata Enel Cile hanno firmato un accordo di compravendita di azioni con Sonnedix Chile Arcadia e Sonnedix Chile Arcadia Generación, società entrambe controllate dal produttore internazionale di energia rinnovabile Sonnedix, che prevede la vendita delle intere partecipazioni detenute da Enel (circa 0,009%) e dalla sua controllata (circa 99,991%) nel capitale sociale di Arcadia Generación Solar, azienda cilena proprietaria di un portafoglio di quattro impianti fotovoltaici.

Gli impianti sono situati nelle regioni di Atacama e Antofagasta, nella parte settentrionale del Cile, e hanno circa 416 MW di capacità installata in totale.

La finalizzazione della vendita è soggetta ad alcune condizioni sospensive usuali per questo tipo di operazioni, tra cui l’autorizzazione da parte dell’autorità antitrust cilena Fiscalía Nacional Económica (Fne).

In una nota, la società ha dichiarato quanto di seguito:

“La transazione è in linea con il Piano strategico di Enel Cile, in quanto contribuisce all’obiettivo della creazione di valore attraverso la diversificazione e l’ottimizzazione del capitale e del portafoglio di Enel Cile e delle sue controllate”.

L’accordo prevede che gli acquirenti paghino, per la totalità delle partecipazioni, un corrispettivo complessivo di 550 milioni di dollari (circa 504 milioni di euro), corrispondente al 100% dell’enterprise value concordato dalle parti.

Di conseguenza, si prevede che l’operazione generi un impatto positivo sull’indebitamento netto del Gruppo pari a circa 504 milioni di euro e sull’utile netto di Gruppo reported per il 2023 pari a circa 20 milioni di euro.

Non sono invece previsti impatti dell’operazione sui risultati economici ordinari del Gruppo.

I quattro impianti fotovoltaici che compongono il portafoglio sono: Diego de Almagro (36 MW, operativo dal 2014), Carrera Pinto (97 MW, operativo dal 2016), Pampa Solar Norte (79 MW, operativo dal 2016) e Domeyko (204 MW, operativo dal 2022), che insieme generano circa 1 TWh all’anno di produzione netta.

Enel Geen Power Australia vende il 50%

Operazione da 400 milioni di euro.
Ad acquisire la metà è Inpex Corporation.

Enel, attraverso la sua controllata al 100% Enel Green Power, ha firmato un accordo con Inpex Corporation, per la cessione del 50% delle due società che possiedono tutte le attività del gruppo in Australia, nello specifico Enel Green Power Australia Pty Ltd ed Enel Green Power Australia Trust (insieme: “Enel Green Power Australia“, o “Egpa“), attualmente interamente possedute da Egp, per un corrispettivo complessivo di circa 400 milioni di euro di enterprise value, riferito al 100%, di cui circa 140 milioni di euro in debito.

L’operazione, come spiega la società in una nota, è in linea con l’attuale piano strategico di Enel, che prevede la realizzazione di partnership in alcuni business e aree geografiche per incrementare la creazione di valore.

Al perfezionamento dell’operazione, stando a quanto riporta Ansa, si prevede che Egp e Inpex gestiranno congiuntamente Egpa, supervisionando l’attuale portafoglio di generazione da fonti rinnovabili di quest’ultima e continuando a sviluppare la sua pipeline di progetti, allo scopo di ottenere un incremento della capacità installata di Egpa.

In questo modo, Egpa continuerà a guidare la transizione energetica in corso in Australia, accelerando il suo contributo al raggiungimento dell’obiettivo Net Zero del Paese.

Si prevede che l’operazione complessiva genererà un impatto positivo di circa 87 milioni di euro sull’Ebitda ordinario e reported del gruppo per il 2023.

Inoltre, si prevede che l’operazione genererà un effetto positivo sull’indebitamento netto consolidato del gruppo di circa 145 milioni di euro legato alla quota del 50% ceduta da Egp che sarà contabilizzata nel 2023; tale importo non include circa 203 milioni di euro di indebitamento netto deconsolidati nel 2022, in quanto Egpa era già stata classificata come “held for sale“.

Il perfezionamento della vendita è soggetto ad alcune condizioni preliminari usuali per questo tipo di operazioni, tra cui l’autorizzazione dell’Australian Foreign Investment Review Board e delle autorità antitrust competenti.