Gsk-Vir e Sobi: arriva l’ok dell’Ema

Approvati i trattamenti anti Covid-19.
Ue rafforza le difese contro la variante Omicron.

L’Agenzia europea per i medicinali (Ema) ha approvato altri due trattamenti anti Covid-19.

L’ok è arrivato per il gruppo farmaceutico svedese Sobi e per il duo britannico-statunitense Gsk-Vir Biotechnology.

Questa scelta va nella direzione della strada imboccata dal blocco dei Paesi dell’Ue nel rafforzare le difese contro la variante Omicron del coronavirus.

Lavoro: 327.000 autonomi in meno da inizio pandemia

Il Covid fa strage di partite Iva.
In forte guadagno invece i colossi big tech.

Una pandemia che non colpisce in modo simmetrico, indistinto.

Questo è quanto risulta dai dati della Cgia di Mestre, nei quali si evidenzia che da febbraio 2020 a settembre 2021 i lavoratori autonomi, gli indipendenti e le partite Iva sono diminuiti di 327.000 unità, facendo registrare un calo pari a -6,3%.

I lavoratori dipendenti, invece, sono aumentati di circa 13.000 unità, registrando un +0,1% sempre nello stesso periodo di tempo.

Se ampliamo lo sguardo, inoltre, vediamo come la pandemia di Covid sia stata un vero affare per i grandi colossi big tech:

Pillola Merck: Ema presenterà decisione prima possibile

Attesa per l’approvazione o meno del farmaco anti-Covid19.
In corso l’analisi dei dati disponibili.

L’Ema, l’Agenzia europea per il farmaco, ha fatto sapere che darà il suo parere in merito alla pillola Merck il prima possibile.

Nel comunicarlo, come riporta “Reuters”, ha precisato che l’analisi dei dati disponibili è in corso e che l’agenzia è impegnata per aiutare gli stati membri prima di una possibile approvazione.

La pillola Merck è un farmaco antivirale contro il Covid-19 sviluppata da Merck & Co. e Ridgeback Biotherapeutics.

Austria: ipotesi lockdown solo per non vaccinati

L’idea nel caso in cui le terapie intensive superino il 25%.
Dal primo novembre green pass per andare al lavoro.

Un lockdown selettivo.

Questa è l’idea dell’Austria nel caso in cui i posti in terapia intensiva superino il 25% circa dei totali, ovvero la soglia di 500 ricoverati su un totale di 224 posti disponibili.

Il premier austriaco, Alexander Schallenberg, stando a quanto riporta Ansa ha infatti sostenuto quanto di seguito:

Non vediamo la pandemia nello specchietto retrovisore, stiamo invece andando verso una pandemia dei non vaccinati; la maggior parte dei pazienti in terapia intensiva non è vaccinata.

Ogni Paese presenta statistiche differenti in merito al numero di vaccinati, di posti occupati in terapia intensiva e delle casistiche dei ricoverati ma l’Austria, nel caso in cui si raggiungesse la sopracitata soglia del 25%, intende far scattare un lockdown per soli non vaccinati.

Questi ultimi non potrebbero più accedere a bar, ristoranti, eventi culturali e strutture sportive o ricreative.

Se i ricoverati gravi toccassero quota 600, i non vaccinati non potrebbero più uscire di casa, fatto salvo però l’andare al lavoro ed i motivi di riconosciuta necessità.

Il premier austriaco ha poi rincarato la dose:

Non è ammissibile che il sistema sanitario venga sovracaricato per colpa di indecisi e attendisti; ai non vaccinati deve essere chiaro che non sono solo responsabili della loro salute, ma anche di quella degli altri.

Da questo punto di vista, il premier viene criticato per il fatto di scaricare la responsabilità su chi ha il diritto di non vaccinarsi, anziché eventualmente farsene carico tramite un operato che preveda l’assunzione di responsabilità da parte del governo.

Al momento l’Austria si trova ancora al primo dei cinque livelli di allerta previsti, ovvero il meno grave, ma nell’ultima settimana i contagi sono aumentati e dal primo novembre, come in Italia, scatterà l’obbligo del green pass anche per accedere ai luoghi di lavoro.