Netanyahu: a Gaza non ci saranno né Hamas né Fatah

Il premier: “non permetterò che Israele ripeta l’errore di Oslo”.
Ma in molti lo accusano della situazione.

Gaza non sarà un Hamastan e nemmeno un Fatahstan“.

Lo ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu, come riporta Ansa, riferendosi al futuro della Striscia e alle “divergenze d’opinione con gli Usa” su questo tema.

Lo stesso ha poi aggiunto quanto di seguito:

Non permetterò che Israele ripeta l’errore di Oslo, non consentirò che dopo l’enorme sacrificio compiuto dai nostri combattenti entri a Gaza chi educa al terrore, chi lo sostiene, chi lo finanzia“.

Proprio su questi temi, però, i media israeliani ritengono lo stesso Netanyhau responsabile per l’attuale situazione, accusandolo di aver promosso la crescita di Hamas per frammentare la Palestina anche tramite l’afflusso di capitali dal Qatar (approfondimento al link); proprio quei finanziamenti che oggi lui attacca.

Media israeliani: ecco le colpe di Netanyahu

Accusato di aver promosso la crescita di Hamas per frammentare la Palestina: “Ha sostenuto per anni Hamas, ora questo ci è esploso in faccia”.

Netanyahu ha grosse colpe su quanto sta accadendo.

Questa è l’opinione dei media israeliani, ripresa anche da Il Sole 24 Ore; più precisamente, l’accusa sarebbe quella di aver utilizzato la strategia del “Dividi et impera.

Per attuare questa strategia, Netanyahu avrebbe alimentato gli islamisti per dividere il fronte palestinese, promuovendo la crescita di Hamas (considerata organizzazione terroristica) ed accentuare la frammentazione dei palestinesi, indebolendo il consolidamento al potere della Cisgiordania dell’Autorità nazionale palestinese, espressione dei tentativi di interlocuzione con Israele consacrati dagli accordi di Oslo del 1993.

Il Times of Israel ricorda l’accusa, nata anni fa, di come Netanyahu abbia consentito, almeno dal 2018, l’ingresso di valigette di denaro qatarino dentro la Striscia di gaza, cosa considerata un approccio ben diverso rispetto alla linea offensiva esercitata sulla Cisgiordania.

Secondo il Jerusalem Post, Israele avrebbe fatto arrivare i soldi del Qatar ad Hamas con l’obiettivo ufficiale di controllare meglio i fondi.

I critici, ora, contestano un esito diverso: Netanyahuha sostenuto per anni Hamas, ora questo ci è esploso in faccia“.

Precipita l’aereo con il testimone del processo a Netanyahu

L’aereo privato è caduto nei pressi dell’isola greca di Samo.
Morto l’ex vicedirettore del ministero delle comunicazioni.

È morto Haim Giron, l’ex vicedirettore del ministero delle comunicazioni che avrebbe dovuto testimoniare al processo contro Benjamin Netanahu, ex premier israeliano.

L’aereo privato è caduto nei pressi dell’isola greca di Samo e nell’incidente è morta anche Ester Giron; entrambi avevano 69 anni.

Sarà aperta un’inchiesta sull’accaduto, mentre Ioannis Kondylis, capo dell’ufficio disastri e sicurezza aerea, ha aggiunto quanto di seguito:

Un pescatore locale ha raccontato che c’è stata una grande esplosione, seguita da una più piccola. Il relitto mostrerà se è così.”

I resti del veivolo si trovano attualmente a 33 metri di profondità, a circa due chilometri dall’aeroporto.

Come riporta “Agi”, al processo Netanyahu è accusato di corruzione, frode ed abuso di fiducia, oltre che di aver concesso favori a magnati dei media in cambio di una copertura mediatica favorevole.

Haim Giron avrebbe dovuto intervenire come testimone contro l’ex premier per quanto la parte normativa. Le due salme sono state trasportate al porto di Pitagora.

(Foto da internet)