Microsoft: 11.000 licenziamenti in vista

I tagli sarebbero pari al 5% della forza lavoro
Dopo Amazon e Meta, ora tocca ad un altro colosso.

Microsoft si appresta ad annunciare la riduzione di migliaia di posti di lavoro.

Secondo le indiscrezioni riportate da Sky News e poi riportate anche da Il Sole 24 Ore, il taglio sarebbe del 5% della forza lavoro, ovvero circa 11mila posti.

I licenziamenti previsti sarebbero gli ultimi nel settore tecnologico statunitense, dove anche altre grandi aziende come Amazon e Meta hanno annunciato tagli di personale in risposta al rallentamento della domanda e al peggioramento delle prospettive economiche globali.

Amazon cede ad Alibaba: in Cina chiude Kindle

La chiusura sarà effettiva dal 2023.
Il gruppo non motiva la decisione.

Amazon si arrende ad Alibaba.

Dal 2023, infatti, il gruppo Amazon chiuderà in Cina la sua libreria digitale Kindle.

Il colosso americano aveva già chiuso la sua piattaforma di e-commerce nel Paese asiatico nel 2019, dove ha dovuto affrontare la concorrenza di rivali potenti e affermati come Alibaba e JD.com e si è limitata a dare l’annuncio sul social network Weibo:

Amazon, che ha lanciato il suo servizio Kindle in Cina nel 2013 e da allora ha venduto nel Paese milioni di e-reader Kindle, non ha dunque fornito una motivazione per la sua decisione ma, come riporta “Il Corriere della Sera”, questa sorta di dismissione in terra cinese richiama alla mente l’annuncio fatto da Apple nei giorni scorsi, ovvero l’intenzione di spostare parte della sua produzione fuori dalla Cina.

L’occhio è puntato su Vietnam e India, dove il colosso di Cupertino già vi ospita una piccola parte della sua produzione globale.

Accordo Amazon-corrieri: salvato il black Friday

Revocato lo sciopero del 26 novembre.
I lavoratori valuteranno la nuova proposta entro metà dicembre.

Il black friday è salvo.

I corrieri hanno infatti revocato lo sciopero in programma per il 26 novembre, dopo che è arrivata la firma dell’ipotesi di accordo tra le imprese associate ad Assoespressi che effettuano le consegne per conto Amazon Italia Transport e Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, contenente una serie di elementi migliorativi delle condizioni di lavoro e della parte economica.

A riportare i dettagli è Il Sole 24 Ore, indicando che l’orario per i drivers passerò da 44 a 42 ore settimanali e che, nel caso di cambio appalto o contratto di trasporto, i corrieri manterranno la continuità occupazionale e quindi diritti, tutele ed aspetti economici.

Quanto all’aspetto più prettamente economico, viene poi introdotto un premio di risultato pari a 1.100 euro annui e verrà aumentata l’indennità di trasferta.

Secondo i sindacati, infine, la condivisione del rispetto della normativa sulla privacy farà sì che “non ci potranno essere implicazioni disciplinari per i lavoratori attraverso il ricorso agli strumenti di lavoro ed ai dati”.

Ora la palla passa ai corrieri: le assemblee dei lavoratori scioglieranno la riserva entro metà dicembre, ma nel frattempo si è deciso di revocare lo sciopero che era stato programmato in vista del black Friday.

TV: crollano gli ascolti

In Italia -40% dal prime time.
2,5 milioni di ascolti in meno nella fascia serale.

Crollano gli ascolti televisivi.

Sono 2,5 milioni gli italiani che ad ottobre hanno smesso di guardare la tv nella fascia 20:30-22:30, ovvero il 40% in meno rispetto all’anno scorso.

La media è stata di 23,1 milioni di utenti e rappresenta la soglia più bassa degli ultimi 18 anni.

La perdita è registrata da parte di tutti gli editori, che vedono in diminuzione anche chi investe anche l’intera giornata: 9,5 milioni, 1 milione in meno su ottobre 2020: da questo punto di vista, dal 2010 non si scendeva sotto i 10 milioni.

A rilevarlo sono le elaborazioni dei dati Auditel dello Studio Frasi, che segnalano aumenti solo nei top player del settore: Netflix, Amazon Prime e Disney+.

Che il pubblico abbia cominciato a stufarsi di ciò che si viene trasmesso in TV?

Amazon: aumento retributivo per la logistica

Retribuzione d’ingresso a 1.680 euro lordi: l’8% in più del Ccnl.
In media più di 1.000 posti di lavoro a tempo indeterminato in 10 anni.

Ha fatto molto discutere in passato, Amazon, per il modo in cui trattava i propri dipendenti.

Erano usciti articoli in cui si metteva in luce che ai lavoratori veniva misurato anche il tempo per poter andar in bagno, ad esempio.

Ora, invece, l’azienda si mette in luce per una bella notizia, che va anche in controtendenza rispetto all’andamento del mercato del lavoro: i futuri dipendenti della logistica riceveranno un aumento.

Infatti, per via della revisione periodica degli stipendi appartenente alla politica retributiva realizzata da Amazon, a partire dal 1 ottobre di quest’anno, la retribuzione d’ingresso ammonterà a 1.680 euro lordi al mese, ovvero l’8% in più rispetto al Ccnl.

Amazon, in Italia, ha creato 12.500 posti di lavoro a tempo indeterminato negli ultimi 10 anni, con una media quindi pari ad oltre 1.000 posti di lavoro a tempo indeterminato all’anno.

Con 40 sedi dislocate sul territorio italiano, la società ha investito in Italia 5,8 miliardi di euro dal 2010, anno in cui ha aperto la sua prima sede.