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Lavoro: anche Whirlpool (Beko) chiude stabilimenti
Chiusi gli stabilimenti di Łódź e Wrocław (Breslavia): 1.800 dipendenti a casa.
Whirlpool aveva comprato lo stabilimento di Łódź dall’italiana Indesit.
Beko Europe ha annunciato all’inizio di settembre la decisione di cessare l’attività dello stabilimento di Łódź, in Polonia, licenziando in totale 1.800 dipendenti.
Stando a quanto riporta Polonia Oggi, mercoledì l’azienda ha infatti annunciato di aver raggiunto un accordo con i rappresentanti dei sindacati operanti nello stabilimento di Łódź.
Il comunicato stampa, più precisamente, riporta quanto di seguito:
“L’accordo si basa su un pacchetto di licenziamento per i lavoratori ed è il risultato dei negoziati Beko con i sindacati”.
Secondo l’accordo, un lavoratore con almeno 8 anni di esperienza riceverà 12 mensilità come indennità di licenziamento risultanti dalle disposizioni del diritto del lavoro.
Inoltre, per ogni anno di esperienza lavorativa oltre i 15 anni, viene erogato un pagamento supplementare pari al salario minimo.
Gli impiegati con un’esperienza lavorativa da 2 a 8 anni possono contare su otto mesi di indennità di licenziamento mentre per le persone con esperienza lavorativa più breve (fino a 2 anni) sono previste cinque mensilità di indennità di licenziamento.
Le discussioni dei sindacalisti con le autorità della società a Łódź sono state precedute da proteste dei dipendenti. Sebastian Grabarczyk, leader del Sindacato Indipendente locale Solidarność, ha dichiarato:
“Dopo trattative difficili e intense, siamo riusciti a raggiungere un accordo con il datore di lavoro. Gli impiegati licenziati nel processo di licenziamento collettivo riceveranno le indennità di licenziamento a livello soddisfacente che gli permetteranno di proteggersi durante questo periodo difficile”.
Beko ha assicurato che l’azienda è coinvolta nella cooperazione con l’Ufficio distrettuale del lavoro di Łódź, le autorità locali e i datori di lavoro nella ricerca di nuovi posti di lavoro per i lavoratori licenziati.
La produzione dello stabilimento di Łódź, più nel dettaglio, finirà entro la fine di aprile dell’anno prossimo.
Non solo. Martedì Beko Europe ha anche annunciato di aver raggiunto un accordo con i sindacati operanti nell’azienda frigorifera di Wrocław.
In relazione alla cessazione della sua attività, circa 700 persone saranno licenziate e riceveranno indennità di licenziamento in base all’anzianità di servizio.
Le attività di Beko Europe a Radomsko e nella fabbrica di fornelli di Wroclaw rimarranno invece invariate.
Gli attuali stabilimenti di produzione di Beko a Łódź erano originariamente di proprietà della società Indesit Company che ha aperto la prima fabbrica di fornelli in questo luogo nel 1999.
Al culmine dell’attività negli stabilimenti lavoravano più di 2,5 mila persone.
Intel taglia il 15% del personale mondiale
17.500 persone perderanno il lavoro.
Tagli per 10 miliardi di dollari nel 2025.
In agosto l’azienda ha informato che intende raggiungere 10 miliardi di dollari di risparmio nel 2025 attraverso la riduzione del personale del 15% in tutto il mondo quindi quest’anno circa 17.500 lavoratori saranno licenziati.
Intel dice che queste decisioni sono necessarie per costruire un più snello e migliore modello dell’organizzazione del lavoro.
La settimana scorsa, come riporta Polonia Oggi, Intel ha annunciato un licenziamento collettivo nello stabilimento di Danzica, in Polonia, a causa di problemi finanziari.
Attualmente non ci sono informazioni precise su quanti lavoratori nella fabbrica di Danzica rischiano il licenziamento ma la società ha inoltre informato che sospenderà la costruzione della fabbrica a Breslavia, dove erano previsti 2.000 nuovi posti di lavoro (approfondimento al link).
Licenziamenti collettivi per i fornitori di Stellantis
Dopo i 500 licenziamenti di Gliwice, ora tocca a MA Poslka.
In totale si potrebbero perdere altri 1.500 posti di lavoro.
MA Polska, noto produttore di componenti in acciaio per la carrozzeria per il gruppo Stellantis, ha annunciato licenziamenti di gruppo che colpiranno 260 dipendenti nelle fabbriche di Kielce e Tychy.
Le riduzioni, come riporta Polonia Oggi, riguarderanno principalmente lattonieri, saldatori, verniciatori, operatori di linea e logistici.
A Tychy i licenziamenti coinvolgeranno 135 dei 879 dipendenti, mentre a Kielce saranno 125 su 631.
Si tratta dei maggiori licenziamenti di gruppo nella capitale della regione di Świętokrzyskie negli ultimi anni ed i licenziamenti derivano dalla cessazione della produzione di alcuni modelli per Stellantis, che ha ridotto drasticamente gli ordini e le condizioni finanziarie di MA Polska.
Da alcuni anni, l’azienda ha cercato di evitare riduzioni di personale introducendo misure di risparmio, come giorni di pausa aggiuntivi, riduzione dei bonus e congelamento degli aumenti.
Tuttavia, la diminuzione degli ordini da parte di Stellantis, che rappresentano il 58% delle vendite, ha costretto l’azienda a procedere con i licenziamenti, analogamente a quanto accaduto nello stabilimento del gruppo a Gliwice, dove in precedenza sono stati ridotti 500 posti di lavoro (approfondimento al link).
Automotive: la crisi potrebbe aggravarsi
L’elettrico non è mai decollato e le vendite sono in continuo calo.
Le norme Ue la mazzata finale per l’industria.
Le modifiche alle norme UE sulle emissioni di gas di scarico, che entreranno in vigore l’anno prossimo, potrebbero causare un aumento significativo dei prezzi delle auto.
Le nuove normative UE sulle emissioni di CO2, che abbassano i limiti da 118 a 94 g/km, impongono sanzioni elevate in caso di superamento, che aumenteranno significativamente i costi di produzione e i prezzi delle auto.
Inoltre, lo sviluppo della mobilità elettrica non sta dando i risultati sperati: nonostante il numero crescente di modelli elettrici, i consumatori europei sono riluttanti ad acquistarli a causa dei prezzi elevati e dei problemi di funzionalità, come l’autonomia limitata e le difficoltà di ricarica.
La quota di auto elettriche nelle vendite di auto nuove diminuisce di anno in anno, confermando la crescente incertezza sul futuro di questo segmento.
A dare l’allarme è in particolare l’industria polacca, in quanto gli aumenti dei prezzi porteranno a un ulteriore calo delle vendite di nuovi veicoli, che colpirà in particolare proprio le fabbriche polacche che producono parti e componenti.
Gli stabilimenti polacchi, infatti, come ripota Polonia Oggi dipendono strettamente dagli ordini provenienti dall’estero, in particolare dalla Germania, che riceve fino a un terzo della produzione degli stabilimenti automobilistici polacchi.
Il rapporto MotoBarometr indica che il numero di manager polacchi del settore che prevedono un calo della produzione è quintuplicato nell’ultimo anno.