Tolto il blocco dei licenziamenti: 152 licenziati con una mail

La Gianetti Fad Wheel annuncia la chiusura e manda a casa i dipendenti.
Comunicazione via mail; protesta della Cgil.

Appena il tempo di togliere il blocco dei licenziamenti, varato pochi giorni fa dal governo, che iniziano ad arrivare le prime conseguenze negative.

Accade a Ceriano Laghetto (Monza), dove la Gianetti Fad Wheel ha annunciato la chiusura dello stabilimento e, con esso, il licenziamento di 152 lavoratori.

Ma non è tutto. Stando a quanto riportato da Tgcom24, infatti, i dipendenti hanno ricevuto la notizia via mail.

Sul tema è intervenuto il segretario generale della Fiom Cgil, Pietro Occhiuto, come di seguito:

Decisione assolutamente collegata allo sblocco dei licenziamenti. Siamo alla barbarie, difenderemo i posti di lavoro.

Ad Hong Kong primo processo senza giuria

La legge è stata voluta da Pechino per “sicurezza nazionale”.
A processo Tong Ying-kit per l’episodio di luglio 2020.

Svolta nell’evoluzione del sistema giuridico ad Hong Kong dove, per la prima volta, si è aperto un processo senza giuria.

Tong Ying-kit è il 24enne che nel luglio del 2020 investì con la sua moto un gruppo di agenti, ferendone tre.

Il giovane è accusato di terrorismo, guida pericolosa ed incitamento alla secessione. Il suo processo sarà, appunto, il primo nell’ex colonia britannica ad avvenire senza una giuria; questo perché la nuova legge voluta da Pechino in ambito di sicurezza nazionale prevede l’assenza di una giuria.

Morgan Stanley: tutti in ufficio entro settembre

Gorman: “Se potete andare in un ristorante, potete anche venire in ufficio”.
Annunciate conseguenze in caso di smart working prolungato.

Si torna in ufficio.

A distanza di poco tempo dopo il caso Apple (approfondimento al link), arriva anche il diktat della Morgan Stanley: entro settembre tutti in ufficio.

A dare il messaggio è proprio il Ceo, James Gorman, che ad inizio settimana durante l’incontro annuale dedicato agli investimenti.

Le sue parole, più precisamente, sono state le seguenti:

Se potete andare in un ristorante, potete anche venire in ufficio. E noi vi vogliamo in ufficio.”

Per dare maggiore effetto al discorso, Gorman ha tenuto a sottolineare che si stava connettendo dal suo ufficio (non da casa) ed in abito lavorativo (non da smart working), ovvero nel classico giacca e cravatta (non in mutante e ciabatte dalla vita in giù).

Ad onor del vero, diversi dipendenti hanno già iniziato a tornare in ufficio per almeno due giorni alla settimana; la cosa non è però sufficiente per James Gorman che vuole vedere pieni gli uffici al 1585 Broadway di Times Square che, per rafforzare il concetto, ha continuato il suo intervento dicendo:

Se entro il Labor Day le persone non saranno tornate in ufficio, sarò molto deluso e allora dovremo rivedere un po’ di cose. Se si vuole essere pagati a New York, si lavora a New York.

Per attenuare il clima e non incombere in rischi, come riporta la Cnn, Gorman ha anche aggiunto che in azienda non inizierà un clima “dittatoriale” e che comunque si cercherà di mantenere una politica lavorativa flessibile, in particolar modo per chi ha figli e per chi viene da fuori New York.

Il messaggio, infatti, non riguarda ad esempio i circa 10 mila lavoratori impiegati in India dove la situazione è particolarmente sotto pressione dal punto di vista pandemico.

Gorman, tuttavia, batte sul fatto che “ben oltre il 90%” dei dipendenti americani ha già ricevuto il vaccino anti Covid-19 e che la percentuale salirà al 98-99%, quindi niente scuse per loro.

General Magazine – Giubbe Rosse: è partnership!

Avviata la collaborazione con il canale Telegram.
Sinergie per fornire un’informazione più completa e che incentivi il confronto aperto.

Siamo lieti di annunciare la collaborazione con il canale Telegram di “Giubbe Rosse“, reperibile al link.

L’intento è quello di creare sinergie volte a fornire un’informazione più completa, indipendente e che coinvolga sempre più utenti verso un dibattito aperto su tutti i temi trattati.

Di seguito potete trovare la descrizione del canale “Giubbe Rosse“:

Giubbe Rosse è un canale Telegram nato lo scorso novembre su iniziativa di una dozzina di redattori indipendenti, completamente gratuito e, ad oggi, senza pubblicità, nato con il preciso obiettivo di raccontare quello che ormai è sempre più difficile raccontare sulle reti sociali. Siamo un canale generalista che tratta argomenti di politica interna e internazionale, Europa, economia, geopolitica, Covid, sviluppi nella pandemia, nuove tecnologie, difesa e argomenti militari. Da qualche mese, per venire incontro alle richieste dei nostri iscritti, abbiamo aperto anche un canale chat. Da noi vige il principio della libertà di parola e di espressione, tuttavia la chat è moderata: non sono ammessi turpiloquio, attacchi personali, provocazioni gratuite (troll e simili).”

CAI e Barilla: accordo per salvare 3 milioni di api

Il 3% dei campi di grano tenero verrà dedicato ai fiori.
“Se le api morissero, avremmo 4 anni di vita” (A. Einstein).

Le api sono animali tanto preziosi quanto sempre più a rischio.

L’allarme denunciato ormai da anni, è stato raccolto anche da CAI (Consorzi Agrari d’Italia) e dal Gruppo Barilla che, tramite la controllata Mulino Bianco, hanno deciso di impegnarsi nell’accordo denominato “Carta del Mulino”.

Si prevede di dedicare dodici ettari di campi fioriti al fine di ospitare 52 arnie per un totale di 3 milioni di api ed un “insect hotel”, ovvero una struttura dedicata ad altri insetti impollinatori come sirfidi e lepidotteri.

Le aziende agricole aderenti al progetto avranno l’obbligo di destinare a fiori il 3% dei campi di grano tenero; questo, al fine di proteggere l’habitat naturale promuovendo la proliferazione di api ed altri insetti impollinatori e di favorire la biodiversità.

La sopracitata “Carta del Mulino” prevede 10 regole che puntano a supportare il lavoro degli agricoltori, a favorire l’habitat naturale riducendo l’uso di sostanze chimiche e portando, di conseguenza, qualità nei prodotti.

Per capire l’importanza delle api, ci basti ricordare le parole di Einstein:

Se le api morissero, avremmo 4 anni di vita”.

Questa frase trova radici sotto diversi punti di visti. Va infatti ricordato che le api sono responsabili dell’impollinazione di almeno 95 specie di frutta e verdura e da esse si traggono anche prodotti farmaceutici, prodotti cosmetici, prodotti per l’igiene e la pulizia, che impatterebbero nella vita dell’uomo.

Ancora più importante da ricordare, però, è il fatto che quel che distrugge le api non è un meccanismo diretto valido solo per gli insetti, ma un processo indiretto che va a toccare ciò che l’uomo ha in comune con le apri: il sistema immunitario.
La considerazione è il “sottoprodotto” di una ricerca condotta dalle Università di Udine, Bologna, Napoli e finanziato dal Mipaaf, pubblicato sulla rivista scientifica internazionale “Pnas” dell’Accademia nazionale delle scienze degli Stati Uniti.

Secondo la ricerca, l’esposizione delle api a insetticidi neonicotinoidi, tra i più utilizzati in agricoltura, indebolisce il sistema immunitario degli insetti favorendo la progressione di infezioni di virus che normalmente sono tenuti sotto controllo dalle difese innate delle api.
Lo studio, in particolare, spiega l’azione di un insetticida neonicotinoide molto usato (il clothianidin), che ha il potere di alterare l’equilibrio tra il sistema immunitario delle api e virus patogeni presenti in forma latente, come il “virus delle ali deformi”, rendendo liberi questi ultimi di minare la salute degli insetti.

Quindi il perché le api spariscano sembra chiarito e la frase di Albert Einstein potrebbe significare che quando i veleni sparsi per il Mondo avranno compromesso il sistema immunitario degli insetti, anche quello degli uomini avrà poco tempo prima di collassare.