Reddito di cittadinanza a rischio senza Green pass

Dall’1 febbraio possibile obbligatorietà.
Anche in questo caso si tratta obbligo indiretto.

Anche il Reddito di cittadinanza potrebbe essere vincolato al possesso del Green pass.

I disoccupati che percepiscono il sussidio, infatti, dall’1 febbraio potrebbero perderne diritto; tra la legge di Bilancio ed il decreto del 7 gennaio emerge la necessità del Green pass per accedere ai centri per l’impiego, in banca ed in posta: tutti posti a cui chi percepisce il sussidio dovrà accedere.

Per accedere ai luoghi sopracitati è sufficiente un tampone con esito negativo, ma l’ultima legge di Bilancio ha stabilito l’obbligo di frequentazione dei centri per l’impiego con l’immediata sospensione del sussidio in caso contrario, cosa che potrebbe creare qualche grattacapo a più di qualcuno.

Come riporta “Signo”, dai dati sulle vaccinazioni si deduce che i percettori del reddito di cittadinanza sprovvisti al momento del super green pass, perché non vaccinati o guariti dal Covid, siano inferiori al 10%; si tratta dunque di una platea di circa 100mila beneficiari su una platea di circa 1,3 milioni di nuclei familiari che ricevono il Reddito di cittadinanza.

Cure mediche: nel 2021 metà delle famiglie ci ha rinunciato

Problemi economici, indisponibilità del servizio ed inadeguatezza dell’offerta.
Saltate il 13,4% delle prestazioni sanitarie rilevanti.

Metà delle famiglie ha dovuto rinunciare a prestazioni sanitarie.

Non stiamo parlando di chissà quanti anni fa o di chissà quale Paese povero ed arretrato; il tutto, infatti, è accaduto nel 2021 in Italia.

Come riporta “Rai News”, i dati Cerved presentati a Roma alla presenza della ministra per le Pari Opportunità e la famiglia Elena Bonetti, hanno messo in luce che precisamente il 50,2% delle famiglie italiane nell’anno appena concluso ha dovuto rinunciare alle cure mediche.

il report, riportando anche che le rinunce alle prestazioni sanitarie sono aumentate del 9,4% rispetto al 2018, mette in luce che le rinunce stesse sono avvenute per motivi economici, per indisponibilità del servizio e/o per inadeguatezza dell’offerta.

Più nel dettaglio, nel 2021 la rinuncia alle prestazioni sanitarie definite “rilevanti” è stata del 13,4%, con effetti potenzialmente significativi sulla salute dei vari componenti. 

La pandemia ha sicuramente accentuato il problema, che in realtà era però già ben radicato dato che il 29% delle famiglie italiane vive in condizioni di debolezza economica.

Non solo. il 58,4% delle famiglie ha rinunciato alle spese per l’assistenza ai bambini ed all’educazione prescolare, il 56,8% alle spese per l’assistenza agli anziani ed il 33,8% alle spese per l’istruzione.

La spesa investita nel welfare dalle famiglie equivale a 136,6 miliardi di euro, mentre quella investita dalle aziende ammonta a 21,2 miliardi di euro; complessivamente, la cifra equivale al 9% del Pil.

Dati che mettono chiaramente in evidenza la difficoltà del momento che le famiglie italiane stanno attraversando ormai da qualche anno e che si accentua sempre di più; un Paese come l’Italia dovrebbe girare su ben altri livelli di qualità della vita: quanto ancora dovrà passare prima si riesca a mettere in discussione l’attuale paradigma economico-sociale?

Esperimento “universo 25”: fine della società post-industriale?

Anche noto come “Fogna del comportamento”, portò Calhoun ad interpretare il collasso sociale nella sociologia urbana e nella psicologia.

L’esperimento “Universo 25, anche noto come “La fogna del comportamento”, o “Fogna comportamentale”, è un’espressione coniata dall’etologo statunitense John Bumpass Calhoun, usata per denotare il collasso di una società a causa di anomalie comportamentali provocate dal sovraffollamento, pur in un ambiente in cui la comunità è tenuta al riparo da avversità atmosferiche o da predatori e si vede garantita abbondanza illimitata di risorse, come cibo e acqua, e pertanto non si trova in una situazione di sovrappopolazione in senso “malthusiano” (cioè uno squilibrio tra popolazione e risorse, con quest’ultime insufficienti al fabbisogno della comunità).

È uno degli esperimenti più terrificanti nella storia della scienza, che, attraverso il comportamento di una colonia di topi, è un tentativo degli scienziati di spiegare le società umane. L’idea di “Universo 25” è venuta dallo scienziato americano John Calhoun, che ha creato un “mondo ideale” in cui centinaia di topi avrebbero vissuto e si sarebbero riprodotti.

Più specificamente, Calhoun costruì il cosiddetto “Paradiso dei topi”, uno spazio appositamente progettato dove i roditori avevano abbondanza di cibo e acqua, nonché un grande spazio abitabile. All’inizio ha piazzato quattro coppie di topi che in poco tempo iniziarono a riprodursi, causando una rapida crescita della popolazione. Tuttavia, dopo 315 giorni la sua riproduzione ha iniziato a diminuire significativamente.

Nel 1962 Calhoun descrisse in questa maniera il comportamento riscontrato negli esperimenti:

“Molti (esemplari femmine) non erano in grado di portare avanti una gravidanza sino al termine, o di sopravvivere al parto se fossero giunte alla fine. Un numero anche maggiore, dopo essere riuscite a partorire, vennero meno alle proprie funzioni materne. Tra i soggetti maschi, le distorsioni comportamentali variarono dal cannibalismo all’iperattività frenetica, all’emergere di un isolamento patologico, a causa del quale gli individui isolati uscivano per mangiare, dormire e muoversi solo quando tutti gli altri membri della comunità stavano dormendo. Anche l’organizzazione sociale degli animali ha mostrato uguale disgregazione. […] L’origine comune di questi disturbi divenne notevolmente manifesta nelle popolazioni della nostra prima serie di tre esperimenti, nei quali abbiamo osservato lo sviluppo di quello che abbiamo chiamato fogna del comportamento. Gli animali si affollavano insieme in grande numero in uno dei quattro nidi di interconnessione sui quali era mantenuta la colonia. Dai 60 agli 80 ratti si assembravano in un solo nido durante il periodo di alimentazione. I ratti singoli raramente avrebbero mangiato se non in compagnia di altri ratti. Come risultato, il nido scelto per mangiare aveva una densità di popolazione estrema, lasciando gli altri tre quasi vuoti. […] Negli esperimenti in cui si era sviluppata una fogna del comportamento, la mortalità infantile raggiunge quote del 96% tra i gruppi più disturbati della popolazione.”

Quando il numero dei roditori è arrivato a 600, si è formata una gerarchia tra loro e poi sono comparsi i cosiddetti “miserabili”. I roditori più grandi iniziarono ad attaccare il gruppo, con il risultato che molti maschi iniziarono a “collassare” psicologicamente. Di conseguenza, le femmine si sono protette e, a loro volta, sono diventate aggressive con i loro piccoli.

Con il passare del tempo, le femmine hanno mostrato comportamenti sempre più aggressivi, elementi di isolamento e mancanza di animo riproduttivo. C’è stato un basso tasso di natalità e allo stesso tempo un aumento della mortalità nei roditori più giovani. Poi è apparso un nuovo tipo di roditori maschi, i cosiddetti “bei topi”. Si sono rifiutati di accoppiarsi con le femmine o di “combattere” per il loro spazio. Gli importava solo mangiare e dormire.

Un tempo i “bei maschi” e le “femmine isolate” costituivano la maggioranza della popolazione. Con il passare del tempo, la mortalità giovanile ha raggiunto il 100% e la riproduzione è arrivata a zero. Tra i topi in via di estinzione si è osservata pansessualità (i topi si accoppiavano indipendentemente dal sesso e dall’età) e, allo stesso tempo, il cannibalismo è aumentato, nonostante ci fosse abbondanza di cibo. Due anni dopo l’inizio dell’esperimento, nacque l’ultimo topo della colonia.

Nel 1973 muore l’ultimo topo dell’universo 25.

John Calhoun ha ripetuto lo stesso esperimento altre 25 volte, e ogni volta il risultato è stato lo stesso. Il lavoro scientifico di Calhoun è stato utilizzato come modello per interpretare il collasso sociale, e la sua ricerca serve come punto focale per lo studio della sociologia urbana.

Per Calhoun non c’erano dubbi: non importa quanto sofisticato l’uomo crede di essere, una volta che il numero di individui in grado di ricoprire un ruolo supera largamente il numero di ruoli disponibili,

“L’inevitabile conseguenza è la distruzione dell’organizzazione sociale. Individui nati in queste circostanze sarebbero così distaccati dalla realtà da essere incapaci persino di alienarsi. I loro comportamenti più complessi diventerebbero frammentati. L’acquisizione, la creazione e l’utilizzo di idee appropriate per il sostentamento della vita in una società post-industriale sarebbe impossibile.”

Si ringrazia il dott. R. S. per la segnalazione.

Podsumowanie wydarzenia ,,Karczma Linkedin”

,,Karczma Linkedin”: wielkim sukcesem.
Będzie jeszcze?

Z wielkim sukcesem zakończyło się pierwsze wydarzenie organizowane w Katowicach pod nazwą ,,Karczma Linkedin” (tutaj więcej informacji) organizowane przez Mariusz Wróbel, Wacław Kowalski i Marcin Adamczyk, trzy niezwykłe osobowości ze Śląska które na przekór sytuacji i wydawałoby się mniejszymi możliwościami medialnymi byli w stanie podjąć się wyzwania i zrealizowali to przedsięwzięcie perfekcjonalnie!

Tutaj trzeba zaznaczyć że panowie zadziałali jak bardzo dobrze funkcjonujący szwajcarski zegarek chociaż stworzony przez tak różnorodne osobowości, w tak krótkim czasie zorganizowali miejsce na wydarzenie, sponsorów -Firme Paul Schockemöhle Logistics Polska z branży TSL, Firmę Bibby Financial Services Polska specjalizująca się w finansowaniu małych i średnich przedsiębiorstw, którym dziękujemy a także całą śląską oprawę.

Tak jak obiecali organizatorzy wydarzenie opiewało w kilka ważnych elementów zaczerpniętych z tradycyjnej Karczmy Śląskiej, było śląskie jedzenie, górnik w stroju galowym który rozpoczął wydarzenie pieśnią na trąbce, ręcznie robione kufle z których goście raczyli się piwem, Sebastian Mierzwa znany prezenter ze Śląska który utrzymywał wysoki poziom taneczny gości nie tylko śląską muzyką i ciekawostka która za pewne wejdzie w tradycje ,,Karczmy Linkedin’’ krótki stand up jednego z organizatorów, który wielu osobą za pewne zostanie na długo w sercach, było gwarnie, tanecznie, wesoło i na bardzo wysokim poziomie, narodziły się nowe kontakty które mogą dać etat, pomysł na rozwój biznesu, osobisty rozwój, promocja Śląskich tradycji. Cały event został uwieczniony przez Profesjonalne studio ,,Szklane Oko Photo’’ reprezentowane przez Monikę Kościółek.

Na pytanie czy będzie to wydarzenie cykliczne? Otrzymałem odpowiedź:

,,Coś co zaczyna się sukcesem nie można świadomie zakończyć porażką, motywacja jest ogromna! marnotrawstwem byłoby porzucenie naszych możliwości i ambicji, ten zespół sam się napędza, tworząc pomysły których nie każdy by się podjął, czy będzie jeszcze…nie wiem? Jeżeli podejmniemy taką decyzję to zapewne będzie to szalony pomysł.”

Concerti accessibili ai disabili: la campagna di Giorgia Righi

L’organizzazione degli eventi è spesso mal gestita.
Mancano strumenti, servizi ed attenzione al tema.

La possibilità di godersi il concerto dei propri cantanti preferiti.

È quanto chiedono delle persone diversamente abili, che già devono privarsi di molte cose nella vita.

Se per molti di noi comprare il biglietto di un concerto può essere una cosa abbastanza facile ed immediata, risolvibile in pochi minuti e con qualche click, per altri può non essere esattamente lo stesso.

A dare voce a questo tema è la dott.ssa Giorgia Righi, scrittrice (il suo libro “Vivere volando” è reperibile al link), blogger (qui il suo blog personale), giudice di nuoto ma soprattutto giovane ragazza 23enne appassionata di musica e che adora andare ai concerti dal vivo, che con la sua campagna intende portare alla luce una problematica che, evidentemente, resta ad oggi in buona parte ancora irrisolta.

Come ci spiega la stessa Giorgia, i problemi possono essere i più vari: i direttori delle piattaforme che gestiscono la partecipazione all’evento non offrono, nell’acquisto del biglietto, la possibilità di un servizio standardizzato con servizi dedicati ai disabili, come invece avviene per i normodotati, ed anche provando a chiedere informazioni ci si imbatte nello scarico di responsabilità tra chi gestisce la struttura ove il concerto avrà luogo e l’agenzia organizzatrice.

Insomma, poche risposte e ben confuse.

Alla fine, spesso, il disabile è costretto a rinunciare con la delusione di non potersi godere i concerti dei suoi beniamini e la tristezza di sentirsi abbandonato.

I tentativi di Giorgia nel portare avanti la sua campagna sono stati molteplici e su canali diversificati, provando a contattare tv, radio, giornali e personaggi politici da circa un anno.

I risultati non sono stati quelli sperati, il che accresce l’amarezza per la poca attenzione riposta verso le esigenze della disabilità, ma dopo mesi di instancabile impegno profuso per tutti coloro che rappresenta e grazie alla sua tenacia, Giorgia sta cominciando a raccogliere dei primi traguardi importanti: domenica 12 dicembre è stata ospite alla trasmissione “O anche no” su Rai2 (la trasmissione andata in onda è reperibile al link, con l’intervento di Giorgia che va dal minuto 1:30 al minuto 5:50).

Di seguito, il video pubblicitario della campagna di Giorgia, che vi chiediamo di divulgare per aiutare lei e tutte le persone di cui si fa portavoce a farsi sentire: