Figliuolo, piano terza dose: 400.000 somministrazioni al giorno

Mentre Moderna manifesta dubbi sull’efficacia contro Omicron, l’Italia marcia verso la terza dose.
Previste 4,6 milioni di terze dosi in 12 giorni.

Una media di 400 mila somministrazioni al giorno per un totale di circa 4,6 milioni di terze dosi dall’1 al 12 dicembre.

Questo il piano di Francesco Paolo Figliuolo, commissario straordinario all’emergenza, stando a quanto riporta Notizie.it che indica anche dati giornalieri più dettagliati: 400.000 somministrazioni al giorno dall’1 al 3 dicembre, 350.000 il 4 dicembre, 300.000 il 5 dicembre, 450.000 il 6 ed il 7 dicembre, 300.000 l’8 dicembre, 450.000 il 9 ed il 10 dicembre, 350.000 l’11 dicembre ed infine 300.000 il 12 dicembre.

Questa la tabella di marcia che il Generale Figliuolo avrebbe inviato alle Regioni nella circolare contenente il piano per la somministrazione della terza dose di vaccino anti Covid, indicando nel provvedimento il numero minimo di inoculazioni giornaliere che si ritiene auspicabile raggiungere nei primi giorni di dicembre, precisando che il tutto “tenuto conto dell’attuale quadro epidemiologico e considerando che sussiste un’ampia disponibilità di dosi il cui impiego va inteso in senso bilanciato tra le due tipologie di vaccini mRna al momento in distribuzione”.

Lo stesso Figliulo ha colto l’occasione per ribadire la massima priorità da garantire a favore delle categorie più vulnerabili al Covid per età e/o elevata fragilità e di quelle per le quali sussiste l’obbligo di vaccinazione.

Nel frattempo, però, mentre l’Italia marcia spedita verso la terza dose, l’Oms dichiara che il pericolo è la nuova variante Omicron, per la quale Moderna ha manifestato dubbi in termini di efficacia data dagli attuali vaccini (approfondimento al link).

Moderna: vaccini meno efficaci contro Omicron. Crollo nei mercati

A dirlo è il Ceo di Moderna, Stéphane Bancel.
Timori sul prolungarsi della pandemia.

Credo che non esista uno scenario in cui (l’efficacia) è agli stessi livelli che abbiamo visto con Delta”.

A dirlo è Stéphane Bancel, Ceo di Moderna, parlando dell’efficacia dei vaccini rispetto alla nuova variante Omicron in un’intervista rilasciata al Financial Times.

Dichiarazioni che hanno generato più risvolti. Da un lato alimentando i timori di un prolungamento della pandemia, con una resistenza ai vaccini che potrebbe aumentare i contagi e i ricoveri; dall’altro il crollo sui mercati finanziari, con particolare riferimento ai futures sul greggio che hanno perso oltre un dollaro.

Il dollaro australiano ha toccato i minimi di un anno ed anche il Nikkei ha perso terreno.

Stando a quanto riporta Reuters, Bancel ha poi aggiunto:

Ritengo che ci sarà un calo rilevante. Semplicemente non so di quanto, poiché dobbiamo attendere i dati. Tuttavia, ogni scienziato con cui ho parlato ha detto qualcosa di simile: “non promette bene”.”

Secondo l’Oms la variante Omicron comporta un rischio “molto elevato” di un picco di contagi.

Super green pass: varrà anche nelle zone bianche

Emerge l’intenzione di applicare il provvedimento in tutta Italia, indipendentemente dal colore della regione.
Previsto un crollo economico.

Se ne parla da qualche tempo, con Letta e Brunetta in prima linea a spingere per il provvedimento (approfondimento al link).

Il super green pass, ovvero l’interpretazione in chiave ancora più restrittiva dell’attuale green pass, sembrerebbe andare verso un’applicazione uniforme in tutto il territorio nazionale.

Con il nuovo provvedimento si impedirebbe a chi è in possesso del green pass tramite un tampone di non poter più andare al ristorante, al cinema, a teatro, allo stadio eccetera, insomma, di partecipare alla vita sociale.

All’inizio il medesimo provvedimento sembrava interessare solo le regioni che si fossero trovate in zona rossa o, al massimo, anche quelle in zona arancione; ora, invece, l’intenzione pare quella di applicare il super green pass uniformemente in tutta Italia indipendentemente dalla situazione in cui versa la regione e, quindi, dal colore che le viene attribuito.

A riferirlo è “Italia Oggi” che, citando fonti di governo che hanno partecipato all’incontro sul super green pass da poco terminato a palazzo Chigi, sostiene che la cabina di regia avrebbe visto il premier Draghi, i capi delegazione della maggioranza e gli esperti del Cts puntare verso la decisione sopracitata.

Alle 13.30 la cabina di regia è stata estesa a Upi, Anci e Conferenza delle regioni.

È inevitabile che l’eventuale estensione del super green pass anche alle regioni in zona bianca e gialla non darà pochi grattacapi dal punto di vista economico, sia per le attività commerciali che per gli obiettivi in termini di Pil che il governo si era preposto di raggiungere.

Pfizer: tempi troppo corti per studiare eventi avversi. FDA chiede di secretare i dati per 55 anni

La casa farmaceutica ritiene troppo piccolo il tempo di studio.
La FDA chiede ai giudici di secretare i documenti fino al 2076: e la trasparenza?

Colpo di scena.

Pfizer, in un documento consegnato al comitato consultivo dell’FDA per l’approvazione della vaccinazione Covid per la fascia d’età dai 5 ai 12 anni, dichiara che il gruppo di studio è troppo piccolo per capire i rischi e gli eventuali eventi avversi.

Non solo. Nello stesso documento aggiunge anche che gli eventuali danni a lungo termine li conosceremo nello studio durante i prossimi 5 anni.

Di seguito la parte appena riportata:

L’intero documento è reperibile al link.

Nel frattempo, proprio la FDA, ha chiesto ai giudici di secretare i documenti di approvazione del vaccino Pfizer fino al 2076, ovvero per altri 55 anni.

A riportarlo è il The Epoc Time (articolo reperibile al link) e viene da chiedersi dove finisca la trasparenza e come sia possibile che non sorgano dubbi sul vaccino e la gestione in generale della pandemia.

Super green pass: Letta e Brunetta favorevoli

Permetterebbe a vaccinati e guariti di muoversi anche in regioni rosse.
Le restrizioni sarebbero solo per chi fa tamponi.

Arriva l’idea del “super green pass”.

Si tratta di un certificato che consentirebbe a vaccinati e guariti di poter andare liberamente al ristorante, allo stadio, al cinema, al teatro eccetera, anche nel caso in cui la regione di residenza fosse in uno stato di colore arancione o addirittura rosso.

È quanto propongono gli amministratori, chiedendo invece che chi possiede il certificato tramite tampone, sia sottoposto alle restrizioni previste per le due zone (appunto arancione e rossa).

Subito favorevoli alla proposta, come riporta Notizie.it, il segretario del Pd Enrico Letta ed il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta. In particolare, quest’ultimo si è espresso come di seguito:

L’idea di applicare restrizioni solamente ai non vaccinati in caso di cambiamenti di colore mi sembra di buon senso: mi impegnerò ad affermarla in Consiglio dei Ministri.

Non è chiaro però, alla luce dei dati, perché un vaccinato dovrebbe essere ritenuto un non veicolo di trasmissione del virus, mentre chi fa il tampone, dovendolo ripetere ogni 48 ore, risulta addirittura più monitorato in quanto evita le situazioni di positività asintomatica.