Polonia: Corte Costituzionale respinge Corte Ue

Respinto il pronunciamento sulla giustizia polacca.
“Non vincolanti ed in conflitto con la Costituzione polacca”.

La Corte Costituzionale polacca ha respinto il pronunciamento della Corte Ue, le cui ordinanze temporanee sulla giustizia polacca sono state ritenute “non vincolanti ed in contrasto con la Costituzione” da parte della polacca.

Subito sono partiti i commenti da parte Ue nel ritenere la decisione mossa da pareri del governo polacco di destra; a tal proposito, l’europarlamentare olandese Jeroen Lenaers ha commentato come di seguito:

Il rifiuto di applicare decisioni della Corte di giustizia europea in Polonia è un chiaro passo verso il portare la Polonia fuori dall’Unione europea: temiamo che il governo polacco stia andando verso la Polexit.

Recovery: fondi a rischio per norme su dissesto

Il Recovery fund è legato al rispetto di centinaia di clausole.
I fondi per il dissesto potrebbero essere bloccati per le modifiche introdotte alla Camera.

Si fa presto a dire Recovery fund. Si fa meno presto a riceverlo.

Sono centinaia le clausole da rispettare per poterlo utilizzare e, per quanto riguarda i fondi inerenti al dissesto idrogeologico, potrebbe già esserci qualcosa che blocca l’erogazione per il Piano nazionale di ripresa e resilienza.

L’imprevisto sarebbe rappresentato dalle modifiche introdotte alla Camera che chiedono un passaggio con le Regioni per individuare gli interventi da effettuare.

A dirlo è il ministro della Transizione ecologica che, stando a quanto riporta Tgcom24, teme un rallentamento della programmazione degli interventi e la conseguente perdita delle risorse a causa del subemendamento approvato nonostante il no del governo.

Riforma giustizia: sarà più conveniente delinquere

Gratteri: “Il 50% dei processi sarà improcedibile”.
I termini della riforma agevolano la prescrizione: delinquere sarà più conveniente.

Più danni che benefici dalla riforma Cartabia?

La nuova riforma della giustizia agevola la prescrizione con la conseguenza che buona parte dei processi finirà in un nulla di fatto; questa la posizione del procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, che ha aggiunto “E temo che i sette maxi processi contro la ‘ndrangheta che si stanno celebrando nel distretto di Catanzaro saranno dichiarati tutti improcedibili in appello. Un problema che non riguarda solo i i processi di mafia ma anche i reati contro la pubblica amministrazione“.

Davanti alla Commissione Giustizia alla Camera, Gratteri ha poi proseguito come seguito:

Rischiamo la diminuzione del livello di sicurezza per la Nazione, perché con questa riforma converrà ancora di più delinquere.

Le nuove norme della ministra Cartabia prevedono l’improcedibilità se il processo di appello e quello in Cassazione non terminano rispettivamente entro due e un anno. Continua, dunque, il procuratore:

Fissare una tagliola con un termine così ristretto annullerà la qualità del lavoro dei magistrati e comporterà un aumento dei ricorsi in appello. Se prima qualcuno non presentava impugnazioni, con questa riforma lo faranno tutti, con l’obiettivo di giungere all’improcedibilità. A questo sarebbe meglio tornare alla prescrizione del reato come era prima della riforma Bonafede, provocherebbe meno danni.

In risposta, arriva il tweet di Enrico Costa di Azione:

I sette processi per ‘ndrangheta non saranno improcedibili, perché la riforma Cartabia si applica solamente ai fatti successivi al 1 gennaio 2020.

Il problema rimarrebbe però quindi per il futuro. Infatti, a rimarca quanto detto da Gratteri, arrivano anche le parole del procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, Federico Cafiero De Raho:

La riforma della prescrizione con la norma sull’improcedibilità mina la sicurezza del Paese. E, senza risorse aggiuntive, con tempi così brevi si prospettano conseguenze molto gravi nella lotta alla mafia e al terrorismo.

Covid, Baudet: tutto perfettamente descritto dal report Rockefeller

Il leader di FvD porta al parlamento olandese l’inquietante report e si chiede: a quando il risveglio delle coscienze?

(Foto da internet)

Grazie ai nostri lettori, in particolare a M. C. sia per quanto riguarda la segnalazione che la traduzione, anche nel maggio dello scorso anno avevamo pubblicato un documento della Rockefeller Foundation, pubblicato addirittura nel maggio del 2010 ed in cui si prevedeva esattamente ciò che sta accadendo nell’attuale pandemia (approfondimento al link).

A rimarcare quel report è anche Thierry Baudet, leader del partito FvD (Forum voor Democratie) e membro della Camera dei Rappresentanti, che lo ha riportato al parlamento olandese.

Nel suo intervento, Baudet riporta in sintesi i punti descritti nel report facendone un chiaro confronto con quanto stia accadendo durante questa pandemia e finisce col chiedersi cosa e quanto ci voglio per risvegliare le coscienze.

Di seguito il video completo del suo intervento: