Riforma tributaria, Cartabia: entro il 2022

Seguire le linee europee apporterebbe un +1,7% di Pil.
Si pensa ad una legge precettiva non delega.

Marta Cartabia, titolare di via Arenula, è tornata a parlare della riforma della giustizia tributaria in Commissione giustizia.

Come riporta “La Stampa”, lo ha fatto annunciando che intende portarla a termine entro il 2022:

Un capitolo che ci impegnerà moltissimo nel 2022 è la riforma della giustizia tributaria, deve essere portata a termine entro quest’anno. Dovrà essere presentata in Parlamento in tempi abbastanza brevi: l’idea è di una legge immediatamente precettiva non delega, perché altrimenti non ci sarebbe il tempo.

Non solo. La ministra della Giustizia ha anche aggiunto:

La piena realizzazione degli obiettivi che ci chiede l’Europa in materia di giustizia determinerebbe un aumento del pil fino all’ 1,7%.

Tradotto, significa più tasse?

Riforma giustizia: sarà più conveniente delinquere

Gratteri: “Il 50% dei processi sarà improcedibile”.
I termini della riforma agevolano la prescrizione: delinquere sarà più conveniente.

Più danni che benefici dalla riforma Cartabia?

La nuova riforma della giustizia agevola la prescrizione con la conseguenza che buona parte dei processi finirà in un nulla di fatto; questa la posizione del procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, che ha aggiunto “E temo che i sette maxi processi contro la ‘ndrangheta che si stanno celebrando nel distretto di Catanzaro saranno dichiarati tutti improcedibili in appello. Un problema che non riguarda solo i i processi di mafia ma anche i reati contro la pubblica amministrazione“.

Davanti alla Commissione Giustizia alla Camera, Gratteri ha poi proseguito come seguito:

Rischiamo la diminuzione del livello di sicurezza per la Nazione, perché con questa riforma converrà ancora di più delinquere.

Le nuove norme della ministra Cartabia prevedono l’improcedibilità se il processo di appello e quello in Cassazione non terminano rispettivamente entro due e un anno. Continua, dunque, il procuratore:

Fissare una tagliola con un termine così ristretto annullerà la qualità del lavoro dei magistrati e comporterà un aumento dei ricorsi in appello. Se prima qualcuno non presentava impugnazioni, con questa riforma lo faranno tutti, con l’obiettivo di giungere all’improcedibilità. A questo sarebbe meglio tornare alla prescrizione del reato come era prima della riforma Bonafede, provocherebbe meno danni.

In risposta, arriva il tweet di Enrico Costa di Azione:

I sette processi per ‘ndrangheta non saranno improcedibili, perché la riforma Cartabia si applica solamente ai fatti successivi al 1 gennaio 2020.

Il problema rimarrebbe però quindi per il futuro. Infatti, a rimarca quanto detto da Gratteri, arrivano anche le parole del procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, Federico Cafiero De Raho:

La riforma della prescrizione con la norma sull’improcedibilità mina la sicurezza del Paese. E, senza risorse aggiuntive, con tempi così brevi si prospettano conseguenze molto gravi nella lotta alla mafia e al terrorismo.