Giappone, preside si versa troppo caffè: licenziato e pensione azzerata

Caffè da 1,12 euro su tazza da 0,68 euro 7 volte in 6 mesi.
Truffa da 3,08 euro che gli è costata lavoro e 124mila euro di pensione.

Un caffè particolarmente amaro per un preside giapponese, che ha perso lavoro e diritti pensionistici per aver rubato la bevanda al self-service del negozio in cui era solito fare colazione.

La storia, raccontata dal giornale nipponico Yomiuri e poi ripresa da Quotidiano.Net, ha dell’incredibile: l’accusa nei confronti del 59enne è quella di essersi versato quotidianamente 180 yen (circa 1,12 euro) di caffè in una tazza da 110 yen (68 centesimi).

Non è chiaro come il provveditorato scolastico sia giunto a sapere dei piccoli furti del preside, ma il Mirror riporta che a segnalare la questione sia stato uno studente, mentre il New York Times afferma che un dipendente del negozio abbia colto in flagrante l’uomo.

Fatto sta che il provveditorato ha chiesto il licenziamento.

Il 59enne ha confessato di “aver fatto il furbo” in sette diverse occasioni tra giugno e dicembre 2023: a suo dire, la prima volta si sarebbe versato più caffè per sbaglio, e non essendo stato ripreso dai dipendenti, ha deciso di reiterare il misfatto: “Potevo procurarmi bevande a un prezzo più conveniente”, ha dichiarato scusandosi.

Il provveditorato ha deciso di non processare l’ormai ex preside, ma ciò non gli ha risparmiato pesanti ripercussioni.

Non solo, quindi, il licenziamento, ma anche la perdita dei 20 milioni di yen (124mila euro) che gli spettavano di pensione.

New York: facoltà di medicina gratis grazie ad una donazione record

I fondi arrivano dalla vedova di un finanziere di Wall Street.
I nuovi medici potranno iniziare la loro carriera senza il fardello del debito.

Una donazione record da un miliardo di dollari renderà una facoltà di medicina di New York gratuita per gli studenti.

A donare la cifra record all’Albert Einstein College of Medicine del Bronx, la municipalità più povera della città, come riporta Ansa, è Ruth Gottesman, 93enne vedova di un finanziere di Wall Street.

I fondi, ha spiegato Gottesman, consentiranno ai nuovi medici di iniziare la loro carriera senza il peso del debito scolastico, che solitamente supera i 200 mila dollari, e di far avvicinare alla professione tutti coloro che finora non potevano permettersi di sostenere le rette da pagare.

Turismo: certificare le competenze aiuta competitività e ambiente

Al via l’edizione 2024 del BTM a Bari, Fiera del Levante.
Saranno presentati i dati sulla piattaforma C+ ideata da FondItalia
per la certificazione delle competenze dei lavoratori del comparto.

Oltre 500 imprese del turismo formate nel 2023, più del 15% del totale. È con questi numeri che FondItalia (Fondo Formazione Italia) partecipa al BTM (Business Tourism Management) di Bari in programma dal 27 al 29 febbraio alla Fiera del Levante, nell’ambito del quale promuove il convegno “C+ lo strumento FondItalia per la profilazione, la valutazione e la messa in trasparenza delle competenze” che si svolgerà mercoledì 28 febbraio alle 10,30 nello spazio BTM for JOB nel nuovo padiglione della Fiera di Bari.

FondItalia, partner BTM, forte dei dati di un settore che, nel corso del 2023, si è rivelato virtuoso, sottolinea come la formazione dei lavoratori sia alla base della sostenibilità di un comparto, quello del Turismo, trainante per il sistema economico del Paese. «Si tratta di un settore molto condizionato dalla stagionalità, che obbliga le imprese a dotarsi di un’organizzazione flessibile, anche per quanto riguarda l’impiego di collaboratori, e che comporta delle criticità sia per le imprese sia per i lavoratori, a partire dall’incontro domanda/offerta» è il commento di Egidio Sangue, direttore di FondItalia.

Nel corso del convegno del 28 febbraio sarà presentato l’innovativo strumento voluto e ideato da FondItalia denominato C+, che garantisce a tutti i lavoratori del comparto turistico, e alle imprese alla ricerca di professionalità specifiche, un aiuto concreto favorendo l’occupabilità del lavoratore e la possibilità, per i datori di lavoro, di dotarsi delle competenze più idonee per una solida presenza sul mercato: «Già con l’istituzione del Fondo Nuove Competenze, nel 2020, in Italia aveva mosso i primi passi una strategia di valorizzazione degli apprendimenti formali, informali e non formali a sostegno dell’occupabilità delle persone –precisa ancora Sangue-. FondItalia ha inteso rafforzare questo percorso, stabilendo, nell’ambito degli Avvisi pubblicati, una premialità anche finanziaria per tutti quegli enti di  formazione che prevedranno una attestazione delle competenze maturate dai lavoratori a seguito della formazione finanziata dal Fondo mediante C+, lo strumento FondItalia per la profilazione, la valutazione e la messa in trasparenza delle competenze».

Oltre il 15% delle imprese coinvolte in attività di formazione finanziate dal Fondo proviene dal multiforme mondo del comparto turistico, che comprende agenzie di viaggio, servizi di alloggio, ristorazione, noleggio, accoglienza ed intrattenimento, fino alla personalizzazione dei servizi, che va dalla cura del corpo alla scoperta dei territori e delle tradizioni enogastronomiche. Le più dinamiche nella formazione dei propri dipendenti sono state quelle legate “all’attività dei servizi di alloggio e ristorazione” (175), seguite dalle imprese legate al “noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese” (134).

L’impegno di FondItalia nel settore turistico ben si allinea al tema portante della BTM 2024 che sarà incentrata sull’invito, per le aziende del settore, a riscrivere insieme nuove regole per un turismo che tenga conto delle radicali trasformazioni sociali, ambientali e tecnologiche che, come conclude il direttore di FondItalia, «non possono e non devono prescindere da una professionalità sempre più al passo dei cambiamenti e che solamente una formazione precisa e costante degli operatori del settore può garantire».

Al via il liceo del Made in Italy

Prime classi attive dall’anno scolastico 2024-25.
Ecco il piano di studi e come iscriversi.

La legge n.206, con le disposizioni organiche per la valorizzazione e la tutela del Made in Italy, è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale.

Più precisamente, all’articolo 18 c’è la descrizione sul nuovo liceo del Made in Italy, che avrà la finalità di promuovere, in vista dell’allineamento tra la domanda e l’offerta di lavoro, le conoscenze, le abilità e le competenze connesse al “fatto in Italia“.

Le prime classi saranno attivate dall’anno scolastico 2024-2025, con la possibilità di iscriversi dalle ore 8:00 del 18 gennaio alle ore 20:00 del 10 febbraio; inoltre, le iscrizioni si potranno inoltrare su Unica, la piattaforma digitale del Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Nel primo biennio sono previste 891 ore totali ed il piano di studi, come riporta Il Sole 24 Ore, sarà composto come di seguito:

  • 132 ore di lingua e letteratura italiana;
  • 99 ore di storia e geografia;
  • 99 di diritto;
  • 99 ore di economia politica;
  • 99 ore di lingua e cultura straniera 1;
  • 99 ore di matematica (con informatica);
  • 66 ore di lingua e cultura straniera 2;
  • 66 ore di scienzenaturali;
  • 66 ore di scienze motorie e sportive;
  • 33 ore di storia dell’arte;
  • 33 ore di religione cattolica o attività alternative.

Fuga dei cervelli: l’Italia ne disincentiva il ritorno

Detassazione dimezzata e valida solo per docenti e ricercatori.
Italia non interessata a riportare in patria i cervelli espatriati.

Cambiano le regole per i lavoratori che vogliono tornare in Italia dall’estero, gli impatriati, ed il regime di tassazione agevolata temporaneo che è riconosciuto ai lavoratori che trasferiscono la residenza in Italia.

Dall’anno prossimo, secondo quanto si legge sul “decreto Anticipi” poi ripreso da La Stampa, spariranno le attuali agevolazioni e si passerà ad un nuovo regime di favore, con una stretta però sui requisiti d’accesso.

Si tratta di una detassazione del 50%, entro un limite di reddito complessivo di 600 mila euro, riservata ai ricercatori e ai docenti che trasferiranno la loro residenza fiscale in Italia dal 2024.

Sono immediatamente partite le polemiche. Sul “Gruppo Controesodo” di Facebook, ad esempio, scrivono quanto di seguito:

Il regime impatriati verrà abrogato e sostituito da un regime depotenziato che sarà di portata inferiore sia nella percentuale (50% contro il 70-90%), che nella durata (5 anni anziché 10), non prevederà un’estensione della durata legata a casa e figli (radicamento) ed è notevolmente più stringente in termini di requisiti per l’accesso (alta qualificazione non meglio specificata)”.

Non solo: “obbliga a una permanenza pari alla durata del regime, pena la decadenza totale con richiesta di restituzione di tutti gli importi più interessi e sanzioni”. Da qui la deduzione che i potenziali beneficiari saranno pochissimi.

Poi si continua:

Lo riteniamo un enorme autogol per il Paese, una iniziativa che manda in fumo anni di durissimo lavoro da parte del nostro gruppo, riuscendo addirittura a peggiorare la prima versione della normativa che si era rivelata totalmente inefficace. Proprio ora che i dati ministeriali avevano iniziato a mostrare un forte aumento dei rientri! Non riusciamo a comprendere come un governo che fa della natalità un cavallo di battaglia vada ad abrogare le norme sul radicamento legate alla presenza dei figli. Non riusciamo altresì a comprendere perché le agevolazioni maggiorate previste per il Mezzogiorno vengano cestinate”.

L’Italia, dunque, non pare molto interessata a riportare in patria i propri cervelli, dato che praticamente va a togliere i benefici per i potenziali rimpatri.