Albertis (Atlantia) acquisisce i tunnel di Elizabeth River Crossings

La controllata di Atlantia, in consorzio con Manulife Investment Management, ha comprato il 100% della società concessionaria. Operazione da 1 miliardo di euro.

Il 100% del capitale fino al 2070, per 1 miliardo di euro.

Questa l’operazione compiuta da Albertis, controllata da Atlantia (la società della famiglia Benetton al centro delle cronache per le vicende inerenti al Ponte Morandi e per la gestione di Autostrade per l’Italia), che in consorzio con Manulife Investment Management ha acquistato la società concessionaria dei tunnel di Elizabeth River Crossings, in Virginia.

Più precisamente, nel consorzio, Albertis Infrastructuras deterrà una quota compresa tra il 51% ed il 68% del capitale, inglobando integralmente la Elizabeth River Crossing nel suo bilancio.

Si prevede che l’operazione porterà un aumento di circa il 13% dell’ebitda di Albertis.

Macron: rivedere Schengen per contrastare il terrorismo

Il premier francese è in visita al confine con la Spagna.
Rivedere a fondo la libera circolazione per potenziare i controlli.

Il premier francese, Emmanuel Macron, è in visita al confine franco-spagnolo in un viaggio dedicato al “rafforzamento dei controlli alle frontiere”. La Spagna è una delle principali porte di accesso per gli immigrati clandestini in Francia, che arrivano dalla costa dal Nord Africa.

Ad accompagnarlo ci sono il ministro dell’Interno, Gerald Darmanin, ed il segretario di Stato per gli Affari europei, Clement Beaune.

Il premier visiterà il valico per i veicoli che entrano in territorio francese ed il Centro per la cooperazione di polizia e dogane.

Dopo i recenti accadimenti inerenti all’allarme bomba nelle zone della Tour Eiffel e dell’Arco di Trionfo (approfondimento al link) a cui hanno fatto seguito l’attentato di Nizza (approfondimento al link) e quello di Vienna (approfondimento al link), c’è tensione nell’aria. A dimostrarlo, anche le recenti manifestazioni di protesta insorte in Bangladesh, Afghanistan e Pakistan contro lo stesso Macron (approfondimento al link).

Il presidente francese ha annunciato il raddoppio delle forze di sicurezza al controllo delle frontiere della Franciaa causa dell’intensificazione della minaccia”, che passeranno dunque dagli attuali 2.400 agenti a 4.800.

Non solo. Macron ha anche detto di essere favorevole a riformare in profondità il trattato di Schengen, prevedente la libera circolazione di persone e merci all’interno dell’Ue, al fine di contrastare il terrorismo.

Pescatori sequestrati in Libia: Mattarella telefona al sindaco Di Mazara del Vallo

Da mesi 18 pescatori italiani sono sequestrati in Libia.
Il Capo dello Stato dice di seguire la vicenda da vicino.

Ci sono 18 pescatori italiani sequestrati in Libia da mesi. Precisamente dalla sera del primo settembre di quest’anno (approfondimento al link).

La vicenda ancora non si è smossa, ma Sergio Mattarella ha telefonato al sindaco di Mazara del Vallo (Città di origine dei pescatori sequestrati) per esprimergli la sua vicinanza.

A raccontare la chiamata del Capo dello Stato è stato lo stesso sindaco, Salvatore Quinci, dichiarando quanto di seguito:

Ho ricevuto la telefonata di Sergio Mattarella che mi ha rappresentato la sua vicinanza ai familiari dei 18 pescatori di Mazara del Vallo ancora trattenuti in Libia. Mi ha riferito di seguire la vicenda da vicino con aggiornamenti quotidiani e mi ha chiesto di riportare parole di conforto e di speranza a tutta la comunità dei pescatori della nostra città.

Attentato a Vienna: la matrice è islamica

Il terrorista è un giovane austriaco di origini albanesi che voleva arruolarsi nell’Isis.
4 vittime e 22 feriti. Il premier austriaco: “Attacco islamista”.

È un giovane austriaco di origini albanesi, il terrorista ucciso a Vienna dopo gli attacchi in centro.

Il suo nome è Fejzulai Kurtin, è nato nel 2000 a Vienna ed aveva già scontato 22 mesi di carcere per aver tentato di andare in Siria, dove voleva arruolarsi e combattere con l’Isis, uscendo di galera il 5 dicembre del 2019, con anticipo (in quanto giovane adulto, rientrava in un regime privilegiato previsto dalla legge a tutela dei giovani).

Il terrorista era pesantemente armato e dotato di cintura esplosiva: il bilancio è di 4 vittime e 22 feriti, di cui almeno 6 sarebbero gravi. Non si esclude che ci possano essere altri complici e si presume che ci sia almeno un sospetto in fuga.

La polizia è al lavoro per far chiarezza sull’accaduto; come riferisce il ministro dell’Interno, Karl Nehammer, nella notte ci sono stati quattordici fermi ed altri tre arresti, di cui due a St. Poelten (circa un’ora di distanza dalla capitale) ed uno a Linz.

Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Vienna, Michael Ludwig, precisando che l’attentatore era equipaggiato di pistola a canna lunga, un’ulteriore arma da fuoco ed un machete e dichiarando che “Si era preparato molto bene per questo attacco”.

Sull’accaduto, il premier austriaco Sebastian Kurz ha dichiarato quanto di seguito:

Un attentato islamista, dettato dell’odio, dall’odio per il nostro modello di vita, dall’odio per la nostra democrazia, ma è chiaro che non ci lasceremo spaventare.

Dopo quello accaduto a Nizza (approfondimento al link), seguito all’allarme bomba nei pressi della Tour Eiffel (approfondimento al link), è il secondo attentato di matrice islamica nel giro di pochissimi giorni.

In seguito a quest’ultimo attentato, mentre in altri Paesi musulmani insorgono le manifestazioni contro al Francia (approfondimento al link), il ministro dell’Interno italiano, Luciana Lamorgese, ha convocato il Comitato nazionale per l’ordine pubblico e la sicurezza; nel frattempo, però, gli sbarchi continuano ininterrottamente (1.600 migranti in 48 ore) alimentando due grandi rischi: i contagi da Covid-19 e le infiltrazioni terroristiche.

Vignette su Maometto: Pakistan, Bangladesh e Afghanistan contro la Francia

Bruciate bandiere francesi e immagini di Macron.
Manifestanti diretti verso l’ambasciata francese al grido di “cacciare il cane francese”.

Seconda grande ondata di protesta in Bangladesh nell’arco di 5 giorni.

Dopo la preghiera del venerdì, le proteste sono insorte in tutto il Paese e davanti a centinaia di moschee, aggiungendo anche nuovi appelli a boicottare i prodotti francesi.

Lo stesso vale per le proteste che sono tornate ad infiammarsi anche in Pakistan, sempre a causa delle vignette su Maometto, dove decine di migliaia di persone sono scese in strada nel giorno dell’Eid Milad-un-Nab, in cui si celebra il compleanno di Maometto stesso.

Nel corso delle proteste sono state bruciate bandiere francesi ed immagini del presidente Macron.

La polizia parla di circa 12.000 persone coinvolte nelle manifestazioni, ma osservatori indipendenti ne contano addirittura 40.000.

Ad Islamabad migliaia di persone hanno tentato di raggiungere l’ambasciata francese spinti dal grido “cacciare il cane francese”. Le accuse sono dirette ad Emmanuel Macron, reo secondo i manifestanti di aver difeso la libertà di pubblicare vignette sul profeta, in nome della laicità dello Stato e della libertà d’espressione.

Infine, anche in Afghanistan si sono svolte manifestazioni anti-francesi, dove in migliaia sono scesi in strada ad Herat.

Giorni di grande tensione dopo i recenti accadimenti a Parigi (approfondimento al link) e Nizza (approfondimento al link).