Beirut: errori a 5 Stelle

Enorme esplosione nella capitale del Libano.
Il sottosegretario Di Stefano e la senatrice Pirro, nel tentativo di esprimere solidarietà commettono errori da matita rossa.

Una violentissima esplosione nella zona del porto è avvenuta ieri a Beirut, la capitale del Libano.

Il numero di morti e feriti, purtroppo, continua a salire. Ci sono 300.000 persone sfollate ed il governatore stima danni tra i 3 ed i 5 miliardi di dollari.

L’esplosione, stando alle notizie fornite dall’”AGI”, sarebbe stata scaturita da una saldatura, la quale avrebbe innescato la deflagrazione di 2.700 tonnellate di nitrato di ammonio (video reperibili ai link1 e link2).

Il deposito, secondo fonti israeliane, sarebbe utilizzato da Hezbollah.

Mentre per domani è prevista la visita del presidente francese Macron, anche l’Italia ha provato a mandare i suoi messaggi di solidarietà.

Il tentativo non è andato però a gonfie vele: la senatrice del M5S, Elisa Pirro, scambia il Libano con la Libia, come si può vedere dalla seguente immagine del suo tweet.

Peggio ancora è andata al sottosegretario agli affari esteri, Manlio Di Stefano, anche lui appartenente al M5S. Quest’ultimo, infatti, non solo ha scambiato i libanesi per i libici, ma anche tradotto erroneamente in inglese il nome del Paese, mettendo “#Liban” anziché Lebanon.

Autore: Francesco Puppato

Vive in Polonia dove ricopre il ruolo di Plants Controller per Rosa Europe; parla quattro lingue (italiano, inglese, polacco e francese) ed ha precedentemente lavorato nel dipartimento finanziario della Holding Orange1. Laureato in Economia Aziendale con indirizzo in Management ed Organizzazione presso l'Università degli Studi di Udine, ha anche un Master in "Gestione delle Risorse Umane ed Organizzazione del Lavoro" conseguito presso lo stesso ateneo. Dal 2015 al 2020 ha curato la rubrica "About economy and Social Equity"  per la rivista "Economia - ecaroiundworld", dal 2017 al 2019 ha collaborato con "Wall Street Italia", nel 2019 con "Economista.info" mentre dal 2020 collabora con "Wall Street Cina" e "Gazzetta Italia". Founder di "General Magazine", ha ottenuto, tra gli altri, il patentino Bloomberg, l'Europass Mobilità e l'ECDL.

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