Nord Stream 2: von der Leyen vuole impedirne la riparazione

Reazioni durissime; Weidel: Merz faccia tornare in sè la sua collega di partito.
De Masi: ci obbligherebbe a comprare il gas dagli Usa ad alto costo.

Ursula von der Leyen vuole impedire la possibile riparazione e rimessa in servizio dei gasdotti Nord Stream.

L’Unione europea sta lavorando a un nuovo pacchetto di sanzioni, ha detto venerdì il presidente della Commissione europea in una riunione dei capi di Stato e di governo europei a Tirana, secondo quanto riportato da Reuters.

Questo pacchetto comprenderà, tra l’altro, sanzioni contro il Nord Stream 1 e il Nord Stream 2.

Questa la reazione della co-presidente del gruppo parlamentare AfD, Alice Weidel su X:

Ursula von der Leyen vuole vietare definitivamente la riparazione dei gasdotti NordStream. Questa politica della “terra bruciata” danneggia gli interessi tedeschi. Signor Merz, faccia tornare in sé la sua collega di partito!

Durissimo anche Fabio De Masi, ex parlamentare della BSW:

Viviamo dentro Matrix: se la riparazione del Nord Stream 2 venisse autorizzata, sarebbe di fatto la ricompensa per l’attentato terroristico di Stato alle infrastrutture energetiche. L’UE deciderebbe che alla Germania non sarebbe mai più consentito acquistare gas a basso costo tramite gasdotto (nemmeno dopo la pace in Ucraina) e che sarebbe costretta ad acquistarlo dagli USA! Il vassallaggio è una follia!

Plastic e Sugar Tax: la Coca-Cola lascia l’Italia

Con le nuove tasse green introdotte dal M5S e Pd, la Coca-Cola lascia l’Italia.
Persi 350 posti di lavoro e 995 di indotto.

Arrivano i primi effetti della Plastic e Sugar Tax: la Coca-Cola ha deciso di lasciare l’Italia e di andare a produrre in Albania.

Spinti dall’onda green sulla scia del trend lanciato da Greta Thunberg, il governo giallorosso ha introdotto le due nuove tasse sopracitate.

Probabilmente, però, lo ha fatto senza pensare a tutte le conseguenze o, comunque, a fare un delta dei pro e dei contro che le nuove tassazioni avrebbero portato.

Le nuove mosse del governo vanno a colpire una parte del Paese già tra le più problematiche a livello occupazionale; infatti la Sibeg Coca-Cola, azienda etnea imbottigliatrice delle bevande gassate, ha dichiarato che trasferirà la produzione da Catania a Tirana.

Come riportato sul quotidiano “Libero”, sono intervenuti sulla problematica Nino Marino, segretario generale della Uila Sicilia, ed Alessandro Salamone, componente della Segreteria regionale dell’organizzazione di categoria:

La Sibeg Coca-Cola rappresenta un patrimonio occupazionale e produttivo per Catania e la Sicilia. I lavoratori pagheranno a caro prezzo i due nuovi balzelli governativi – insomma un po’ come l’Ilva -. Con i vertici dell’azienda cittadina abbiamo avviato, già in questi giorni di Natale, un confronto mirato a individuare ogni iniziativa utile a scongiurare un altro effetto-valanga sulla già disastrata economia di questo territorio”.

Le nuove tasse introdotte nella Finanziaria di M5S e Pd, hanno fatto registrare pareri negativi anche da parte di Coldiretti che, attraverso la Coldiretti Sicilia e per voce del presidente di Coldiretti Catania, Andrea Passanisi, dichiara:

Anziché tassare le bevande bisogna aumentare il contenuto di frutta; la sugar tax rischia di penalizzare l’intera filiera agroalimentare. Non possiamo accettare questa situazione che impoverisce l’economia etnea, occorre avviare tutte le azioni perché questo non avvenga”.

Più danni che benefici, insomma, questa moda delle tasse verdi volute dal governo Conte bis: con la delocalizzazione della Sibeg, andranno persi ben 350 posti di lavoro ed altri 995 di indotto. Numeri decisamente importanti, specie appunto per un territorio che è già in sofferenza.