In Polonia il primo intervento chirurgico anti-Alzheimer

L’intervento punta a fermare il progredire della malattia; interventi simili anche per il Parkinson.
Altri centri specializzati negli Usa, in Cina, Corea del Sud e Taiwan.

La prima operazione in Polonia a supporto delle cure contro l’Alzheimer sarà eseguita a Słupsk da un gruppo di medici specialisti.

L’intervento, come riporta Polonia Oggi, avrà lo scopo di migliorare il drenaggio delle sostanze metaboliche nocive dal cervello. Il dott. Daniel Maliszewski, chirurgo presso l’Ospedale specialistico regionale di Słupsk, sarà il principale operatore del primo intervento chirurgico su un paziente affetto da Alzheimer.

L’operazione dovrebbe essere eseguita entro la fine di ottobre. “Abbiamo ottenuto l’autorizzazione della commissione di bioetica: è la prima in Polonia e la prima così approfondita nell’Unione europea“, ha dichiarato il dott. Maliszewski.

Per l’intervento verranno utilizzate moderne apparecchiature microchirurgiche di cui dispone il centro di Słupsk. Maliszewski ha sottolineato che l’intervento chirurgico in sé non è particolarmente impegnativo per il paziente, che dovrebbe quindi riprendersi rapidamente.

Il risultato atteso è soprattutto un miglioramento clinico delle condizioni del paziente e l’arresto della progressione della malattia. Attualmente, nella ricerca, negli interventi chirurgici e nelle analisi sull’impiego di un metodo operatorio a supporto del trattamento delle malattie neurodegenerative sono all’avanguardia due centri: l’ASAN Medical Center, in Corea del Sud, e la Cleveland Clinic, negli Stati Uniti.

Interventi di questo tipo vengono eseguiti anche a Taiwan ed in Cina. A Słupsk sarà operato il primo paziente in Polonia.

Altri tre pazienti sono in attesa dell’intervento, selezionati tra i 40 sottoposti a valutazione diagnostica. Pazienti che hanno superato la fase finale di selezione, condotta del neurologo Kamil Chwojnicki.

Dalle analisi degli interventi effettuati finora emerge, come ha sottolineato Maliszewski, che i metodi chirurgici possono portare a un miglioramento e contribuire efficacemente al trattamento dei pazienti con malattie neurodegenerative diagnosticate quindi sia l’Alzheimer ma anche il Parkinson.

Alla domanda se il metodo chirurgico possa sostituire le terapie farmacologiche attualmente disponibili, Maliszewski ha risposto: “Non lo sappiamo ancora. Consideriamolo piuttosto un metodo di supporto al trattamento“, ha aggiunto.