Europa: scorte di gas sotto al 28%

Entro ottobre l’obiettivo è quello di riportare le scorte al 90%.
Arera fissa un “premio di giacenza”.

Continuano a scendere le scorte di gas nonostante l’avvio della stagione degli stoccaggi, iniziata lo scorso 1 aprile.

La coda dell’inverno registrata negli ultimi giorni fa sì che il saldo tra prelievi e iniezioni di metano sia ancora negativo. A questo si aggiunge il prezzo del gas, che sulla piazza Ttf di Amsterdam ha di nuovo superato la soglia dei 50 euro al MWh, con un rialzo del 5,33% nella sola giornata di giovedì, l’ultima prima del lungo ponte di Pasqua.

L’Europa, come riporta Ansa, rispetto a fine marzo scende sotto il 28% da 320 a 316,34 TWh e lo stesso fa l’Italia, passata da 88,93 a 87,95 TWh al 43,24% degli stoccaggi. Passo indietro anche in Germania, che a fine marzo aveva il 22,18% a 55,68 TWh e si ritrova con il 21,9% a 54,53 TWh.

In Italia l’obiettivo fissato per gli stoccaggi entro la fine di ottobre è pari al 90%.

Per agevolare le iniezioni anche in un momento di forte incertezza dovuto alla chiusura dello stretto di Hormuz e al danneggiamento di impianti in Qatar per effetto del conflitto tra Usa e Iran, l’Arera ha fissato un “premio di giacenza“. Quest’ultimo è calcolato sulla base di una stima degli oneri finanziari connessi all’immobilizzazione di gas e della differenza tra il prezzo della stagione invernale e quello effettivo registrato nella fase di stoccaggio.

Italia: taglio accise di 25 centesimi sul carburante

Meloni: taglio di 25 centesimi al litro per 20 giorni contro il caro-benzina.
Aiuti anche all’autotrasporto e alla pesca.

Un taglio delle accise sui carburanti di 20 giorni di 25 centesimi a litro.

Queste le mosse decise in Consiglio dei ministri contro il caro-benzina, come riportato da Open.online.

La norma, di cui tutti saranno beneficiari, assorbe il rafforzamento della social card che avrebbe invece riguardato solo i redditi bassi.

Sarebbero poi previsti anche aiuti all’autotrasporto ed alla pesca.

È un meccanismo – sottolinea la premier Meloni in un video diffuso sui social – che consentirà di fermare subito gli aumenti ingiustificati, di assicurare che petrolieri e distributori abbassino il prezzo al distributore, contestualmente alla diminuzione del prezzo del greggio a livello internazionale, e cioè un pacchetto di misure che ha un obiettivo chiaro nell’immediato, cioè fermare la possibile impennata dei prezzi legata alla crisi. Una crisi che chiaramente tutti lavoriamo perché finisca nel più breve tempo possibile“.

Stellantis: addio allo smart working per recuperare produttività

La casa automobilistica punta anche al ritorno al diesel dopo i fallimenti dell’elettrico.
Sul tavolo anche collaborazioni con produttori cinesi.

Il settore automotive sta attraversando una fase di profonda instabilità, segnata da un ripensamento globale delle strategie industriali e dalla situazione geopolitica sempre meno favorevole.

In questo scenario di incertezza e dopo un’annata finanziaria complessa, come riporta HDmotori, Stellantis vuole recuperare competitività e, oltre alle strategie industriali come il possibile ritorno del diesel (approfondimento al link) e le trattative con costruttori cinesi, punta sul miglioramento della produttività interna.

Una delle azioni attuate in questo senso è il ritorno in ufficio per i suoi dipendenti in tutto il mondo.

La misura prevede la fine del lavoro da remoto, chiamato “smart working” in Italia, e l’obbligo di presenza in ufficio per cinque giorni a settimana.

A partire dal periodo del post-pandemia, l’azienda aveva adottato delle policy di lavoro agile che richiedevano una presenza minima di solo un giorno e mezzo a settimana.