Inizia l’operazione “Soleimani martire”.
L’Iran ha dato il via alle rappresaglie, all’uno e venti di notte ora locale, attaccando le basi americane di al-Asad e di Erbil con almeno 35 razzi tra cruise e missili balistici. Il corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane ha infatti annunciato da Teheran che “la feroce vendetta” (intesa per l’uccisione del generale Soleimani, approfondimento al link) è iniziata ed il primo attacco si è concluso con successo.
In particolar modo la base di al-Asad sarebbe stata “completamente distrutta”.
Nelle basi erano presenti militari di tutta la coalizione, compresi quelli di nazionalità italiana che, secondo le fonti ANSA, si sarebbero rifugiati in un apposito bunker. Sotto questo punto di vista, la Germania avrebbe già iniziato a togliere i propri militari dall’Iraq (approfondimento al link).
Subito dopo l’attacco iraniano, si sono registrati caccia Usa in volo sulla Siria e caccia iraniani nello spazio aereo iraniano.
La tv di stato iraniana ritiene ci sia stata anche una seconda ondata di attacchi ma le notizie, forse volutamente, rimangono incerte ed offuscate. Anche in merito al numero di eventuali morti e feriti, mentre la Cnn escludeva la presenza di entrambi, altre fonti parlavano di 80 morti.
Nel frattempo, a Washington, su ordine del segretario di Stato Mike Pompeo e del numero uno del Pentagono Mark Esper, si è riunito il consiglio per la sicurezza nazionale.
Di contro, le Guardie Rivoluzionarie minacciano “azioni ancor più devastanti” nel caso in cui l’America dovesse rispondere a questi attacchi, dichiarando quanto di seguito:
“Se l’Iran dovesse essere attaccato sul suo territorio, Dubai, Haifa e Tel Aviv verranno colpite in un terzo round di attacchi da parte dell’Iran”.
Dal suo profilo twitter, il ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif definisce quanto accaduto come “misure proporzionate di legittima difesa nel rispetto dell’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite”, sottolineando che l’Iran “non vuole la guerra né l’escalation, ma si difenderà da ogni aggressione”.
Infine, il presidente iraniano Hassan Rohuani, intervenuto dopo l’attacco, ha rilasciato parole durissime:
“Non è ancora abbastanza: vi taglieremo le gambe“.