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Etiopia: dichiarato lo stato d’emergenza

Continuano le violenza nell’Amhara.
Da inizio aprile è un crescendo.

Il governo federale dell’Etiopia ha dichiarato lo stato d’emergenza per ll peggioramento della violenza nello stato settentrionale di Amhara: lo ha annunciato il primo ministro etiopico, Abyi Ahmed.

Il premier, stando a quanto riporta Ansa, ha dichiarato:

“Si è reso necessario dichiarare lo stato di emergenza in quanto la situazione che è emersa ha reso difficile da controllare questo movimento inaccettabile sotto la legge vigente“.

Le violenze sono iniziate in aprile, quando Addis Abeba ha smantellato le forze regionali, scatenando violente proteste dei nazionalisti Amhara che accusano il governo di voler indebolire la seconda regione più popolosa del Paese.

Niger: Senegal pronto ad unirsi per intervento militare

In corso la consultazione dei Capi di Stato maggiore per decidere il modus operandi.

Il Senegal prenderà parte in un possibile intervento militare in Niger se l’Ecowas, l’organizzazione dei Paesi dell’Africa occidentale, decide in questo senso dopo il golpe a Niamey del 26 luglio.

Ad affermarlo, come riporta Notizie.it, è la ministra degli Esteri senegalese Aissata Tall Sall:

“L’Ecowas ha pensato che sia ora di mettere una fine a questo. Ora, sì, per rispondere definitivamente alla domanda, l’esercito del Senegal, per tutte queste ragioni, parteciperà. Mentre vi parlo, i capi di Stato maggiore dell’Ecowas si stanno riunendo per vedere quale sarà il modus operandi, una volta che la decisione politica sarà adottata al più alto livello e a livello comunitario. Quindi sì, i nostri soldati andranno, come andranno, è in corso processo di consultazione in merito”.

Nel frattempo, la Nigeria ha interrotto le forniture di energia verso il Niger, che dipende da Abuja per il 70% (approfondimento al link).

Putin-Africa: via gli ostacoli alle esportazioni russe

Grano e fertilizzanti russi nell’accordo.
Chiesto all’Onu di liberare 200 tonnellate di fertilizzante bloccate nei porti dell’Ue.

Il presidente russo Vladimir Putin e i leader di sette Paesi africani hanno chiesto la rimozione delle restrizioni all’esportazione di grano e fertilizzanti dalla Russia che aveva portato la Russia a interrompere l’accordo sui cereali ucraini.

Lo hanno dichiarato i leader in una nota congiunta pubblicata dall’ufficio del presidente sudafricano Cyril Ramaphosa e condivisa dalla Tass, poi ripresa anche da Ansa:

“I leader hanno chiesto misure specifiche per rimuovere gli ostacoli alle esportazioni russe di grano e fertilizzanti, consentendo così la ripresa della piena attuazione dell’iniziativa del pacchetto del Mar Nero del Segretario generale delle Nazioni Unite, approvata il 22 luglio 2022 a Istanbul”, si legge nella dichiarazione congiunta in cui si invita l’Onu “a intraprendere le azioni necessarie per liberare 200 mila tonnellate di fertilizzanti russi bloccati nei porti dell’Unione europea per la consegna immediata e gratuita ai Paesi africani“.

Putin e i leader di sette Paesi africani hanno anche concordato di continuare il dialogo sull’iniziativa di pace africana sull’Ucraina durante l’incontro del 28 luglio a San Pietroburgo.

Inoltre, nella dichiarazione congiunta pubblicata dall’ufficio del presidente sudafricano Cyril Ramaphosa e riportata dalla Tass si legge:

“I leader hanno concordato di continuare il dialogo sull’iniziativa di pace africana in modo da aprire una porta alla pace“.

La Russia aggiunge la Norvegia alla lista dei Paesi ostili

Ridotto il numero di personale locale a 27 unità.
La Norvegia aveva espulso 15 diplomatici russi, la Russia 10 norvegesi.

La Russia ha aggiunto la Norvegia all’elenco degli Stati stranieri che hanno commesso atti cosiddetti “ostili” nei confronti delle missioni diplomatiche russe.

I Paesi inclusi nella lista vengono limitati nel numero di personale locale che possono assumere in Russia, e il numero per la Norvegia è stato ristretto a 27, ha spiegato l’agenzia di stampa statale Ria Novosti citata da Reuters.

Ad aprile la Norvegia ha espulso 15 diplomatici russi per presunto spionaggio e la Russia ha risposto ordinando l’espulsione di 10 diplomatici norvegesi.