Politica: ecco gli stipendi di deputati e senatori

Le cifre dei politici italiani.
Forse per questo la crisi non fa paura ai politici?

A poche settimane dal giorno in cui gli italiani dovranno tornare a votare, in rete spuntano dettagli e classifiche sugli stipendi dei politici italiani.

Così, mentre ci prepariamo per tornare alle urne il 25 settembre, diamo uno sguardo a quanto guadagnano i deputati ed i senatori italiani.

Stando ai dati più aggiornati reperibili in rete, come riporta “Fun Week”, i deputati italiani guadagnerebbero circa 13.971 euro al mese, così ripartito:

  • Indennità di circa 5.000 euro al mese
  • Diaria di 3.503 euro
  • Rimborsi e spese di mandato, pari a 3.690 euro
  • Rimborsi telefonici annuali, di circa 1.200 euro
  • Rimborso trasporti (trimestrali) variabili, dai 3.323,70 ai 3.995,10 euro

Per quanto riguarda i senatori italiani, invece, lo stipendio mensile si aggirerebbe intorno ai 14.634 euro, così suddiviso:

  • Indennità pari a 11.555 euro lordi al mese (circa 5.304 netti al mese)
  • Diaria di 3.500 euro
  • Rimborsi per spese di mandato di circa 4.180 euro al mese
  • Rimborsi telefonici e rimborsi sul trasporto di circa 1.650 euro al mese.

Con uno stipendio del genere, saresti così preoccupati della crisi?

Ruba 1 euro dalla Fontana di Trevi: prescritto dopo 11 anni

Il 64 enne si salva dal carcere.
Si era rifiutato di firmare il verbale date le conseguenze.

È stato condannato a due mesi e 20 giorni di carcere per aver rubato una monetina da un euro dalla Fontana di Trevi nel 2011 ma la prescrizione, in appello, gli ha evitato la reclusione.

È la storia di un 64enne, giudicato colpevole di furto aggravato in primo grado, che è riuscito a chiudere questa vicenda solo 11 anni dopo, quando è stato fissato il processo in secondo grado.

Il 16 giugno 2011 l’uomo attira l’attenzione di molti turisti e dei vigili urbani che lo osservano mentre con un’asta telescopica con in cima una calamita cerca di afferrare qualche monetina dalla Fontana di Trevi.

Quando riesce a rubarne una da un euro, la polizia interviene sequestrando l’euro e l’asta telescopica, tra le proteste del 64enne. Gli agenti, allora, inviano gli atti in procura.

Un gesto che sorprende non poco l’uomo, convinto di potersela cavare con una sgridata o, al più, con una multa. Appena scopre di dover sostenere un processo per l’episodio, l’uomo si rifiuta di firmare il verbale. 

Il 64enne, come riporta “Tgcom24”, viene accusato di furto aggravato e nel capo di imputazione si legge:

Al fine di trarre profitto, si impossessava di una moneta presente all’interno della Fontana di Trevi, di proprietà del comune di Roma“.

Nonostante la richiesta di assoluzione del suo difensore (“si è trattato di un euro rubato da una fontana“), viene condannato in primo grado a due mesi e venti giorni di carcere.

L’avvocato, dopo il verdetto, decide di ricorrere in appello, giudicando eccessiva la pena di ottanta giorni di reclusione per una monetina da un euro.

L’udienza per il processo in secondo grado viene fissata molto tempo dopo, il 7 aprile 2022, quando il giudice stabilisce che “è decorso il termine della prescrizione“.

L’uomo l’ha scampata ma la vicenda legale è durata ben 11 anni.

Medvedev: alle urne punite i governi per loro stupidità

“Una democrazia, la vostra, fatta di pazzi”.
Dalla Russia fiducia nel il voto degli elettori europei.

Dmitri Medvedev attacca i governi europei ed invita i cittadini che si recheranno prossimamente alle urne a punirli.

Il vicepresidente del consiglio di sicurezza nazionale russo, dal suo canale telegram, scrive quanto di seguito:

Vorremmo vedere gli europei non solo esprimere il malcontento per le azioni dei loro governi, ma anche dire qualcosa di più coerente. Ad esempio, che li chiamino a rendere conto, punendoli per la loro evidente stupidità. i voti degli elettori sono una potente leva di influenza“.

Come riporta “Tgcom24”, Medvedev poi continua:

Una democrazia, la vostra, fatta di pazzi. Naturalmente, noi vogliamo una cooperazione pacifica, commercio, scambi e altre cose che sono normali. Non ci chiudiamo a nessuno, sosteniamo qualsiasi proposta ragionevole. Se il prezzo per la democrazia europea è il freddo negli appartamenti e i frigoriferi vuoti, questa democrazia è per i pazzi. Ecco perché quattro governi europei si sono già dimessi in breve tempo. Ma questa chiaramente non è la fine. I voti degli elettori sono una potente leva di influenza anche sui politici più congelati”.

1 milione di rubli alle donne russe che partoriscono 10 figli

La mossa di Putin contro il declino demografico.
La memoria torna al premio “Madre eroina” di Stalin.

Putin come Stalin?

Il presidente russo ha riesumato un’onorificenza sovietica che premia le madri che mettono al mondo dieci o più figli. Un modo per stimolare le nascite in un periodo di stagnazione demografica.

Il titolo di “Madre eroina” fu introdotto per la prima volta da Stalin nel 1944 per incoraggiare le famiglie a ripopolare un Paese cui la guerra aveva portato via una trentina di milioni di vite tra soldati e civili: nei 47 anni successivi, oltre 400mila donne ricevettero il titolo.

Ora Putin è pronto a premiare di nuovo le donne particolarmente prolifiche ed il nuovo decreto garantirà a ogni madre un pagamento una tantum di un milione di rubli (circa 15.600 euro) dopo il primo compleanno del decimo figlio, e a patto che gli altri nove siano ancora vivi.

Le “eroine” riceveranno anche una medaglia con la bandiera e lo stemma della Federazione Russa.

Nel 2008 la Russia introdusse un nuovo titolo, l’Ordine della Gloria dei Genitori, conferito alle famiglie con sette o più figli: grazie al nuovo decreto, quelle famiglie riceveranno 700mila rubli (10.900 euro circa).

Come riporta “Il corriere della Sera”, la grande preoccupazione di Putin è il calo demografico che colpisce la Russia da almeno un trentennio, dato che dal 1991 in poi la Federazione ha perso a ritmo costante circa 2 milioni dei suoi 148 milioni di abitanti.

Oggi i cittadini russi sono poco più di 146 milioni, ma le stime calcolano che potrebbero calare di un ulteriore 10% entro il 2050.

Donna saudita ritwitta dissidenti: 34 anni di carcere

La donna stava facendo un dottorato in Gran Bretagna ed era tornata in patria per una vacanza.
Sentenza emessa dopo la visita di Biden.

Condannata a 34 anni di carcere per aver aperto un profilo Twitter ed aver seguito e ritwittato dissidenti e attivisti.

È quanto toccato alla 34enne saudita Salma al-Shehab, che frequenta un dottorato di ricerca all’università britannica di Leeds, una volta tornata per una vacanza nel suo Paese.

Come riporta il “Guardian”, la sentenza del tribunale speciale per i terroristi è stata emessa dopo la visita del presidente degli Stati Uniti Joe Biden in Arabia Saudita, vista dagli attivisti come un incoraggiamento a intensificare la repressione nei confronti di dissidenti e di altri attivisti pro-democrazia.

La donna è stata inizialmente condannata a tre anni di carcere per il “reato” di utilizzo di un sito Internet finalizzato a “causare disordini pubblici e destabilizzare la sicurezza civile e nazionale“, ma lunedì una corte d’appello ha emesso la nuova sentenza di 34 anni di carcere e 34 anni di divieto di viaggio dopo che il pubblico ministero ha chiesto alla corte di prendere in considerazione altri presunti crimini.

Secondo una traduzione degli atti del tribunale di cui il Guardian ha preso visione, stando alle nuove accuse Shehab avrebbe aiutato “coloro che cercano di causare disordini pubblici e di destabilizzare la sicurezza civile e nazionale seguendo i loro account Twitter” e ritwittando i loro contenuti.

Come riporta “Ansa”, Shehab dovrebbe ancora poter ricorrere in appello.