Enel Energia: multa da 26,5 milioni dal Garante della privacy

Telemarketing aggressivo.
La società si dichiara estranea ai fatti.

Il Garante della privacy ha multato Enel Energia per 26,5 milioni di euro.

L’accusa è quella di aver trattato illecitamente i dati personali degli utenti ai fini di telemarketing aggressivo, con la società che dovrà anche adottare una serie di misure dettate dell’Autorità per conformarsi alla normativa nazionale ed europea sulla tutela dei dati.

L’attività di verifica e controllo da parte del Garante era stata avviata a causa di numerose segnalazioni avvenute da parte degli utenti che lamentavano la ricezione di telefonate promozionali indesiderate, in nome e per conto di Enel Energia, a volte anche su disco preregistrato.

L’autorità ha notato un netto e preoccupante aumento del fenomeno di telemarketing con l’approssimarsi della scadenza per il passaggio dal mercato tutelato dell’energia elettrica e del gas al mercato libero, facendo chiaramente intuire che il trattamento dei dati personali fosse stato violato.

Nel corso dell’istruttoria è emerso un cronico, intenso e sempre più invasivo fenomeno di telefonate promozionali indesiderate, in assenza del necessario consenso, verso utenze riservate o iscritte al Registro delle opposizioni, oltre al tardivo o mancato riscontro a istanze di esercizio dei diritti di accesso ai dati personali o di opposizione al trattamento per finalità di marketing.

Come riporta “Il Sole 24 Ore”, la società si ritiene estranea ai fatti e ritiene l’accaduto un fenomeno fraudolento; più precisamente, le dichiarazioni di Enel Energia sono state le seguenti:

Con riferimento al provvedimento emesso in data 18 gennaio 2022 dal Garante Privacy, Enel Energia, Società del Gruppo Enel, precisa di aver sempre agito nel pieno rispetto della normativa, di essere estranea alle condotte di ’chiamate indesiderate’ e di aver sempre applicato misure di prevenzione dei rischi per la gestione di canali telefonici a scopo commerciale.

La società, nella nota, conclude poi dicendo che il fenomeno fraudolento dell’esistenza di operatori abusivi che si spacciano per agenti di Enel Energia esponga la stessa società a “danni rilevanti anche sotto il profilo dell’immagine.

Emanuele Filiberto pronto a dare guerra per i gioielli

Pronti ad andare fino alla Corte Europea.
I gioielli di Casa Savoia sono nel caveau della Banca d’Italia dal 1946.

Emanuel Filiberto di Savoia, erede della Casa Reale, rivendica la titolarità dei gioielli di Casa Savoia custoditi nel caveau della Banca d’Italia dal giugno 1946 e si dice disposto ad andare fino alla Corte Europea, se sarà necessario.

Come riporta “HuffPost”, durante un’intervista a “Il Corriere della SeraEmanuele Filiberto ha dichiarato quanto di seguito:

Non è un atto ostile verso l’Italia, tantomeno verso il premier Draghi. Ha tutta la stima della famiglia Savoia e personalmente ricordo di aver già affrontato con lui il tema dei gioielli anni fa. Su questa battaglia la famiglia è molto unita. Anche perché a 75 anni da quel 1946 era tempo di venire allo scoperto per chiedere indietro quanto è di Casa Savoia: solo la restituzione di beni privati di famiglia. Come è stato restituito negli anni alle ex famiglie regnanti di Jugoslavia o Bulgaria, persino agli eredi degli zar. Ho il massimo rispetto delle istituzioni e della figura di Draghi. Anzi ricordo che già al tempo dei Giochi invernali di Torino 2006 anche la regione Piemonte s’interessò per esporre a Torino i gioielli. Da Bankitalia non ci furono questioni, ma tutto si bloccò perchè serviva il nullaosta della presidenza del Consiglio. L’importante è che dopo averli tenuti sotto chiave per 75 anni tornino alla luce. Ma prima che ce li restituiscano, poi decideremo in quale forma renderli di fruizione pubblica.”

Albert Bourla vince il Genesis Prize

Il “Premio Nobel ebraico” al ceo di Pfizer.
La consegna il 29 giugno a Gerusalemme da parte del presidente israeliano.

Albert Bourla, il ceo di Pfizer, ha vinto quest’anno il premio “Genesis Prize”.

Denominato il “Premio Nobel ebraico” dalla rivista “Time”, è stato votato da più 200.000 persone provenienti da 71 Paesi; la scelta degli elettori è stata poi approvata all’unanimità dai nove giudici del Comitato di selezione del Premio Genesi.

La cerimonia di consegna del premio Il premio, che ha lo scopo di onorare eccezionali risultati professionali, contributo all’umanità ed impegno per i valori ebraici, avverrà il 29 giugno a Gerusalemme e a consegnarlo nelle mani del ceo di Pfizer sarà il presidente israeliano Isaac Herzog.

Stando a quanto si legge su “Bet Magazine Mosaico – Il sito ufficiale della Comunità Ebraica di Milano”, la dichiarazione dei votanti è stata la seguente:

A differenza degli amministratori delegati della maggior parte delle altre grandi aziende che lavorano allo sviluppo di vaccini contro il COVID-19, il dottor Bourla ha rifiutato miliardi di dollari in sussidi federali statunitensi per evitare la burocrazia del governo e accelerare lo sviluppo e la produzione del vaccino. Di conseguenza, il vaccino COVID-19 di Pfizer è stato pronto in tempi record: mesi anziché anni.”

Le dichiarazioni di Alber Bourla, invece, sono state le seguenti:

Non ho deciso di vivere una vita pubblica, e non avrei mai immaginato che un giorno avrei potuto ricevere il profondo onore del Premio Genesi e stare al fianco dei miei straordinari colleghi candidati. Lo accetto umilmente e a nome di tutti i miei colleghi Pfizer che hanno risposto all’urgente chiamata della storia in questi ultimi due anni e insieme hanno piegato l’arco del nostro destino comune.

Insieme al Premio Genesi vengono forniti 1 milione di dollari, che tradizionalmente i destinatari riassegnano a cause filantropiche; Bourla, figlio di sopravvissuti all’Olocausto greco, utilizzerà il suo premio per finanziare progetti volti a preservare la memoria delle vittime dell’Olocausto, con particolare attenzione alla comunità ebraica greca:

Sono cresciuto in una famiglia ebrea che credeva che ognuno di noi fosse forte quanto i legami della nostra comunità; e che siamo tutti chiamati da Dio a riparare il mondo. Non vedo l’ora di essere a Gerusalemme per accettare di persona questo onore, che simboleggia il trionfo della scienza e una grande speranza per il nostro futuro.

Hong Kong: Xi cambia i vertici militari

Si teme una linea dura da parte del presidente cinese.
Peng già famoso per politiche repressive.

Xi Jinping, il presidente cinese, ha cambiato i vertici dell’esercito di Hong Kong, nominando Peng Jingtang comandante della guarnigione dell’Esercito popolare di liberazione (Pla).

Come riporta “Tgcom24”, questa mossa fa temere la decisione di Pechino di andare verso una linea dura dato che Peng, già vice capo di Stato maggiore delle forze di polizia armate dello Xinjiang, secondo gli Usa è noto per aver attuato politiche repressive contro le minoranze musulmane, a partire da quella uigura.

Caso Epstein: guai finanziari per il principe Andrea

La Regina Elisabetta II non sarebbe disposta ad aiutarlo nelle spese legali.
Possibile la vendita di un prestigioso chalet.

Il principe Andrea parrebbe essere in seria difficoltà nell’affrontare le spese legali.

Il terzo genito della regina Elisabetta II, coinvolto nell’inchiesta sui casi di pedofilia legati al caso Epstein, potrebbe dover essere costretto a vendere un prestigioso chalet per sostenere le spese del processo.

Sua madre, la regina, stando a quanto riporta “Signo” non sarebbe infatti disposta ad aiutarlo economicamente in questa situazione.