Ristori: 360 milioni per piscine, discoteche e tessile

Decreto in via di definizione.
Previsti 200 milioni nel 2022 più 160 in meccanismi di aiuto.

Dovrebbe essere in via di definizione il decreto ristori.

Visto il perdurare della pandemia con il governo che ha fissato lo stato di emergenza fino alla fine di marzo inasprendo le restrizioni, sono molte le attività che chiedono a gran voce degli aiuti data la concreta impossibilità o quantomeno l’elevata difficoltà lavorativa.

Il piano che il governo intende seguire, come riporta “Tgcom24”, sarebbe quello di dare 360 milioni di euro ad una serie di attività tra cui piscine, discoteche e settore tessile.

Più precisamente, le misure messe a punto dal Mise prevederebbero 200 milioni di euro nel 2022 per le attività maggiormente impattate e altri 160 milioni che andranno in parte a rifinanziare il fondo ad hoc per il sostegno di queste attività e in parte ad altri meccanismi di aiuto.

Lavoro: boom di dimissioni tra i giovani

La pandemia ha cambiato standard e mentalità.
Non basta attrarre i talenti, il problema maggiore è nel trattenerli.

Boom di dimissioni.

È quello che sta avvenendo negli Stati Uniti dove, solo nel 2021, sono stati circa 20 milioni i lavoratori che si sono dimessi.

Il fenomeno è stato talmente elevato da far coniare un nuovo termine: “Yolo economy”.

Con Yolo economy si intende “You Only Live Once”, ovvero “si vive solo una volta”; questo cambio di mentalità e standard che si ritiene la propria professione debba offrire arriva dalla pandemia.

Le persone, infatti, sono passate dalle priorità rappresentate dai soldi e dalla carriera al dare più importanza alla qualità della vita ed al tempo da dedicare a sé stessi e/o alla famiglia.

Tutto questo non accade, però, solo negli Usa. Come riporta “Quotidiano Nazionale” citando l’Associazione nazionale dei direttori del personale, infatti, anche in Italia gli HR managers si sono ritrovati sulle scrivanie abbondanti lettere di dimissioni da parte dei propri collaboratori.

Solo nei primi mesi del 2021 sono stati addirittura 770.000 i lavoratori che hanno deciso di licenziarsi nonostante fossero in possesso di un contratto a tempo indeterminato.

Durante il 2020, nel pieno della pandemia, la situazione è stata ovviamente di stand-by, ma facendo un confronto con il 2019 l’incremento delle dimissioni è stato di 40.000.

Scendendo più nel dettaglio, vediamo che ad aver presentato le proprie dimissioni sono stati soprattutto i giovani di età compresa fra i 26 ed i 35 anni, seguiti dalla fascia di età che va dai 36 anni ai 45.

La motivazione principale risiede nel cambio del paradigma, di mentalità e degli standard che le persone desiderano avere dalla propria posizione lavorativa dopo che la pandemia ha stravolto le abitudini ed i ritmi che conoscevamo.

Si è infatti alla ricerca di un miglior bilancio tra lavoro e vita privata, il famoso work-life balance, di modalità lavorative che permettano di avere maggior flessibilità, comodità e, dunque, una miglior gestione del tempo.

Intervenendo sul tema, la presidente dell’Aidp Matilde Marandola, ha dichiarato quanto di seguito:

La verità è che la pandemia ha sparigliato le carte. C’è un cambio di mentalità evidente. I giovani non si accontentano più del primo lavoro che capita, cercano un contesto che possa essere accogliente, anche dal punto di vista etico, della sostenibilità e della responsabilità sociale. Le aziende devono adeguarsi al nuovo paradigma non solo per attrarre i giovani talenti, ma anche per trattenerli.

Il mercato del lavoro sta cambiando sotto l’effetto della pandemia. Ci sono settori in forte espansione, come quelli legati alla salute, alle tecnologie ma anche alla grande distribuzione e al food. E questo ovviamente porta a nuove assunzioni.

La pandemia ha sparigliato le carte delle priorità. Ci siamo resi conto di quanto contino la famiglia, gli affetti, fare una passeggiata… In più, per chi aveva un lavoro sicuro, c’è stato un aumento del risparmio individuale. E questo ha sicuramente generato una maggiore tranquillità e, magari, dato un pizzico di coraggio in più per cambiare lavoro e stare meglio.”

Se, invece, ci focalizziamo sui settori, vediamo che i più soggetti alle dimissioni sono stati la sanità ed i servizi sociali, seguiti dal marketing e dall’IT. Al contrario, i più “immobili” da questo punto di vista sono stati il commercio ed il turismo.

Lavoro: le 15 professioni più richieste nel 2022

Le posizioni che restano aperte fanno intuire le necessità.
Ecco la lista delle figure più ricercate.

La fotografia delle professioni più ricercate in previsione per il 2022 arriva da Randstad, che evidenzia circa 4.000 posizioni aperte.

Si va dal settore dei servizi al magazziniere, passando per l’impiegato amministrativo.

Come riporta “businesspeople.it”, infatti, secondo l’analisi fatta dal primo operatore nei servizi per le risorse umane e basata sugli annunci di lavoro in Italia ad inizio 2022, le 15 professioni più cercate presentano competenze richieste molto diverse tra loro.

Ad avere impatto sulla tipologia delle figure ricercate sono state maggiormente la pandemia e la trasformazione digitale.

Di seguito, in ordine a partire dalla più ricercata, la lista delle top 15 figure professionali previste con maggiori possibilità lavorative in Italia per il 2022:

1. Magazziniere

2. Operaio metalmeccanico/addetto al montaggio

3. Infermiere

4. Addetto al call center

5. Impiegato amministrativo

6. Operatore di macchine utensili

7. Operatore sociosanitario

8. Elettricista

9. Sviluppatore Java

10. Saldatore

11. Operatore alimentare

12. System administrator

13. Addetto alle macchine legno

14. Operatore pluriservizi nella Gdo/horeca

15 Addetto all’help desk

Landi Renzo acquista Idro Meccanica

Rilevato il 90% per 6,4 milioni.
Altro acquisto dopo quello di Metatron per 26,7 milioni.

Attraverso la sua controllata Safe S.p.a., che appartiene al Gruppo Safe&Cec, la Landi Renzo ha acquisito il 90% del produttore di tecnologie e sistemi innovativi per la compressione di idrogeno, biometano e gas naturale Idro Meccanica S.r.l., con un’operazione da 6,4 milioni di euro.

Il restante 10% del capitale sociale sarà trasferito a Safe una volta ottenute le necessarie autorizzazioni alla vendita da parte di un socio.

L’obiettivo dell’acquisizione da parte della società emiliana è consolidare la presenza nel settore per sfruttare il trend dell’alimentazione alternativa; il settore, come sottolinea l’amministratore delegato Cristiano Musi, “è previsto in forte crescita nei prossimi anni”.

L’operazione, come riporta “FIRSTonline”, per essere portata a termina ha visto Safe emettere in data 30 dicembre 2021 un prestito obbligazionario senior non convertibile, per un ammontare nominale complessivo di 7 milioni di euro a tasso fisso e con scadenza al 31 agosto 2027 ed interamente sottoscritto dal fondo comune di investimento mobiliare di tipo chiuso riservato ad investitori professionali denominato Pmi Italia II gestito da Finint Investments Sgr, e si aggiunge all’acquisizione della bolognese Metatron.

Anche per Metatron, infatti, Landi Renzo ha prima rilevato il 49% dell’azienda di Castel Maggiore specializzata in componenti per la mobilità Mid&Heavy Duty, poi il restante 51% del capitale a novembre, per un’operazione complessiva di 26,7 milioni di euro.

UniCredit: chiusure in Asia Pacifico

Il gruppo riduce la presenza.
Riduzione dei servizi e chiusura di alcuni uffici.

Non saranno più offerti servizi bancari di base in Asia Pacifico alle filiali locali di propri clienti europei.

Questa la decisione di UniCredit che, inoltre, chiuderà gli uffici di Shanghai, Singapore e Tokyo.

Stando a quanto riporta “Reuters”, la mossa si inquadra nella più ampia strategia di semplificazione del business nell’ambito del piano al 2024 presentato a dicembre dal nuovo AD Andrea Orcel.

Saranno invece mantenuti gli uffici di Hong Kong, dove il gruppo eroga servizi per i clienti corporate e finanziari asiatici che svolgono attività in Europa.

Per quanto riguarda servizi corporate come transaction e forex, invece, UniCredit si servirà di un’ampia rete di banche di corrispondenza per servire i propri clienti europei.