Argentina: “Francia smetta di piangere”

Raccolte oltre 500mila firme tramite petizione dopo la finale dei mondiali.
Cariche francesi accusano di troppo eccesso i festeggiamenti avversari.

Non si placa la polemica tra Argentina e Francia per l’esito della finale dei Mondiali in Qatar e, tra recriminazioni e accuse, ora nel Paese sudamericano è partita anche una petizione on line che ha già raccolto oltre 500.000 firme chiedendo “alla Francia di smettere di piangere” dopo la sconfitta nella finale dei Mondiali.

Da quando abbiamo vinto, i francesi non hanno smesso di piangere e lamentarsi e non accettano che l’Argentina sia campione del mondo e che Messi sia meglio di Mbappè“, sono le parole, riportate dal quotidiano sportivo ‘Ole‘, dell’ideatore della petizione, tale Valentin Gomez, che ha raccolto un enorme seguito sui media argentini.

In Francia, peraltro, si sono sprecate le critiche all’arbitro polacco della finale, Szymon Marciniak, per la decisione di concedere un rigore per il fallo di Dembélé su Angel Di Maria nel primo tempo e anche per altre scelte, tanto che lo stesso direttore di gara ha fatto una conferenza stampa con tanto di immagini per difendere il proprio operato.

Stando a quanto riporta l’Ansa, i francesi si sono poi rammaricati della mancanza di eleganza di alcuni giocatori argentini nel festeggiare la vittoria, in particolare il portiere Emiliano Martinez.

Tra loro, la ministra dello Sport e il presidente della Federcalcio francese, Noël Le Graet, che ha scritto al suo omologo argentino Claudio Tapia per lamentare gli “eccessi” dei festeggiamenti della albiceleste.

Le Case vacanza sono un business: si rafforza la richiesta di formazione dei futuri manager del settore

Donne e Millennial sono maggioranza fra gli aspiranti Property Manager in ambito extralberghiero.

Lavorare nel settore delle Case vacanza si rivela una concreta opportunità di carriera per giovani e donne. Sono state oltre 1000, in meno di un anno, le richieste di formazione finalizzata all’avvio di un’attività nel settore delle case vacanza pervenute a Hospitality Revolution da parte di aspiranti Property Manager di immobili privati a vocazione ricettiva. È quanto emerge dai dati relativi al 2022 diffusi dal programma digitale di formazione rivolto ai futuri professionisti dell’ospitalità extra alberghiera

Numeri che segnalano l’accresciuta consapevolezza nei confronti delle opportunità offerte da un mercato, quello extra alberghiero, che in Italia copre oltre il 50% dell’offerta del settore Ospitalità.  Nello specifico, da gennaio a dicembre 2022 la piattaforma di e-learning diretta da Angelo Spinalbelli ha erogato la propria Guida base a 1.024 persone, residenti principalmente al centro sud (59%). In larghissima maggioranza facenti parte della generazione dei Millennial (42-26 anni), il 54% degli aspiranti Property Manager sono donne, contro il 46% degli uomini, a conferma di quanto emerso da un sondaggio condotto da Airbnb, reso noto a maggio 2022, secondo cui in Italia quasi il 60% degli Host sono donne. 

Il “turismo in appartamento” ha acquisito negli ultimi anni un ruolo centrale nello sviluppo del settore, grazie soprattutto alla diffusione di piattaforme digitali come Airbnb e Booking, che hanno avuto un effetto dirompente nell’industria ricettiva. L’Ospitalità extra alberghiera risponde alle nuove esigenze di viaggiatori e turisti in tema di flessibilità, immediatezza e costi contenuti. Il trend del cosiddetto neverending tourism – vale a dire la voglia di visitare in qualsiasi periodo dell’anno, anche per brevissimi periodi, località turistiche, piccoli borghi storici e città d’arte – è infatti una filosofia che si sposa bene con la modalità “casa vacanza”. E gli italiani sembrano apprezzare: secondo una ricerca realizzata da Quorum, pubblicata a fine novembre 2022 con il contributo di Airbnb, 8 italiani su 10 sono favorevoli alla possibilità per i cittadini privati di affittare la propria casa attraverso piattaforme turistiche digitali e considerano “positivo” l’impatto delle locazioni a breve termine per fini turistici sull’economia delle città. Di qui l’occasione di fare della gestione delle case vacanze un vero e proprio lavoro. Anche senza possedere direttamente un immobile, grazie alla formula rent to rent, vale a dire prendere in locazione o gestire un immobile allo scopo di affittarlo a turisti per periodi brevi. 

D’altra parte il panorama immobiliare italiano lo consente: secondo i dati emersi dal 1° Rapporto Federproprietà-Censis, presentato nei giorni scorsi, il 28% delle famiglie italiane proprietarie di casa possiede altri immobili oltre a quello in cui vive. Un patrimonio immobiliare da poter mettere a reddito anche grazie alla figura del Property Manager in ambito ricettivo, sviluppatasi anche in Italia a seguito del boom delle locazioni brevi. 

«Anche nel 2022 il mercato immobiliare turistico si conferma fra le opportunità di business migliori degli ultimi anni» commenta Angelo Spinalbelli, fondatore e Direttore di Hospitality Revolution. «La voglia di viaggiare – prosegue Spinalbelli – il rinnovato desiderio da parte delle famiglie di conoscere luoghi nuovi, specialmente dopo lo shock causato dalla pandemia, e le opportunità offerte dallo smartworking, contribuiscono a produrre una domanda di abitazioni a scopo turistico situate in aree d’Italia ancora poco conosciute dal grande pubblico. E per rispondere a tale domanda, c’è bisogno oggi più che mai di professionisti dell’ospitalità extra alberghiera seri e preparati, in grado di operare sul mercato con trasparenza e nel solco della qualità di cui l’italianità è sinonimo. Per questo – sottolinea Spinalbelli – nell’anno che sta per concludersi Hospitality Revolution ha svolto un intenso di lavoro per avvicinare, con buoni risultati, i giovani adulti alla professione di Property Manager in ambito ricettivo». 

Sono stati 6 i pilastri dell’offerta formativa di Hospitality Revolution nel 2022: lo scouting e le valutazione delle opportunità immobiliari presenti sul mercato; l’implementazione di un business plan che tenga conto dei costi di investimento (locazione, budget dedicato all’advertising e spese di manutenzione e pulizia) e dei possibili ricavi sulla base delle previsioni dei flussi turistici nelle diverse aree geografiche; la gestione delle piattaforme, come Airbnb e Booking, e dei metamotori, come Trivago, Kayak e Tripadvisor; la valutazione del pricing rispetto alle stagioni e alla programmazione di eventi territoriali attrattivi; le azioni di marketing da mettere in campo; la gestione delle incombenze fiscali. 

«Per il 2023 – conclude il Direttore di Hospitality Revolution Angelo Spinalbelli – siamo già pronti con un’offerta formativa che tenga conto non soltanto delle attuali condizioni del mercato ma degli scenari del prossimo biennio». 

“Lo Stato senza tasse”, Nardi: “Ecco la mia proposta”

Dall’autore una forte denuncia politica ed una proposta economica..
Ecco cosa troviamo nel suo nuovo saggio.

È uscito il nuovo saggio di Andrea B. Nardi, saggista, romanziere e traduttore, che decide di esporsi in prima persona, stavolta con una forte denuncia politica.

Ma non è tutto. L’autore, infatti, nel suo ultimo saggio espone anche la sua proposta economica.

Aboliamo le tasse poiché non è vero che allo Stato occorra l’imposizione fiscale” è quanto si legge nella quarta di copertina, per farvi entrare subito nel caldo del saggio.

Edito da Robin Edizione, il libro è arricchito da una prefazione del noto filosofo Diego Fusaro.

General Magazine ha raggiunto l’autore, intervistandolo per analizzare e approfondire con lui i passaggi fondamentali della sua ultima fatica.

Nardi, cosa l’ha spinta a toccare questi temi politico-economici?

“Le continue ingiustizie cui sono sottoposte le popolazioni e di cui non hanno nemmeno contezza. La gente non protesta contro i crimini economici del potere poiché pensa che l’economia sia cosa complicatissima ed esoterica, di competenza solo di esperti. Invece l’unica cosa complicata sono le menzogne che quotidianamente propinano ai popoli: ciò dura da due secoli e ha precisi colpevoli, con nome e cognome, denunciati da una pletora di libri e inchieste autorevoli. Oggi siamo in un nuovo medioevo feudale: medioevo perché i diritti conquistati nel Novecento stanno – o sono già – evaporati, e feudale dacché siamo governati da una principesca classe finanziaria predatoria che usa i propri baroni (legislatori, politici, magistrati, giornalisti, burocrati) per soggiogare le nazioni asservite.

Quali sono i punti principali che affronta nel suo nuovo saggio?

“Oltre alla proposta finale di eliminare l’imposizione fiscale ai cittadini, essenzialmente due, che ne sono il presupposto: come si crea il denaro, e chi lo crea. Ebbene, l’intera nostra vita in tutti i suoi aspetti è oggi regolata da leggi bancarie: leggi liberticide, criminali, antidemocratiche, illogiche, inutili e tragiche. Occorre gridare a gran voce e insegnare alla gente, prima di tutto, che il denaro si crea dal nulla! E che purtroppo chi oggi crea il denaro non sono gli Stati sovrani in funzione del benessere delle popolazioni, bensì le banche private che lo imprestano ai Governi in cambio di interessi ladreschi all’interno di un sistema demenziale quanto inutile. Si deve far sapere che tutte le banche del mondo, comprese le banche centrali (tranne la banca centrale cinese, unica eccezione), sono aziende private, che rispondono ad azionariati privati, di proprietà privata: di famiglie incredibilmente ricche! Non sono istituti pubblici deputati agli interessi democratici e sociali, ma soltanto aziende a fine di lucro. Non esiste alcun motivo razionale, economico o politico per cui accada questo. Si tratta soltanto di una truffa colossale, la più grande truffa nella storia dell’umanità, ordita dai banchieri fin dal Settecento. Le tasse nel mondo contemporaneo esistono esclusivamente a causa della delega che i Governi hanno concesso ai banchieri privati di creare dal nulla il denaro, e ciò senza alcun motivo che non sia l’ignoranza o la corruzione dei politici.

Nel suo libro, ha preferito indagini storiche, sociologiche e psicologiche rispetto alle analisi matematiche o all’uso di grafici, è corretto? Come mai questa sua scelta?

“Poiché non occorrevano. Per spiegare i principî su cui oggi si regge l’economia finanziaria e monetaria mondiale, e il raggiro spaventoso cui siamo soggetti, è sufficiente dimostrare – come spero d’aver fatto – i processi storici, i documenti inconfutabili e i fatti attuali che lo confermano. Naturalmente porto anche la testimonianza di fonti autorevoli: accademici, studiosi, politologi, filosofi, economisti, premi Nobel.

Diego Fusaro ha curato la prefazione del saggio dando un forte segnale di appoggio alla critica politica che muove e alla proposta che avanza: secondo lei, vi è possibilità di trovare un terreno fertile per coltivare questi punti di vista in Italia, facendola magari diventare pioniera di una vera e propria rivoluzione copernicana?

“Il problema principale anche dei movimenti politici antisistema, perfino di quelli più rivoluzionari, è di non aver ben chiaro quale sia il nemico. Continuano a combattere per questioni marginali, ininfluenti, non capendo che il nemico numero uno delle democrazie è l’associazione delle banche private, da molti definita vera associazione criminale, nonché il sistema assurdo e delinquenziale della creazione del denaro da parte loro invece che dei Governi. Finché non si capisce chi combattere si continua a essere schiavi. Il teatrino delle elezioni politiche non conta nulla, è funzionale esclusivamente a farci accapigliare su questioni irrilevanti: chi detiene il potere, ossia i banchieri privati, non ne viene toccato minimamente.

Lei propone anche una nuova visione statale ed economica?

“La chiamo Garantismo di sintesi, in cui si supera sia il liberismo sia il collettivismo; dove lo Stato si ponga come garante dei cittadini, ponendo un forte freno a quei privati – individui e aziende – ormai divenuti più potenti degli Stati stessi: privati che col proprio immenso potere plutocratico prevaricano i comuni individui annullando le democrazie. L’antica distinzione tra soggetti pubblici e privati va rivista dacché oggi il comune cittadino e il normale commerciante col suo negozio non possono essere equiparati a Bill Gates e alla Microsoft o alle multinazionali industriali o finanziarie: occorre un regime giuridico di tutela per i comuni privati e soprattutto per i beni essenziali dei popoli: acqua, fonti energetiche, ossigeno… La follia di quanto sta accadendo in questi mesi con la Borsa di Amsterdam, privata, e l’Opec, privato, lo dimostra. Tutto ciò si può fare solo se gli Stati recuperano la propria prerogativa sovrana di battere moneta togliendola alle banche centrali private.

Questo suo studio si distacca dai precedenti suoi lavori di narrativa e saggistica.

Sì. La mia formazione è umanistica, storico-filosofica e giuridica. E ritengo che dall’economia debbano essere sollevati i matematici coi loro modelli statistici, mentre debba essere integrata con visioni etiche, umane. È una rivoluzione storica, copernicana, ma bisogna assolutamente esserne consapevoli e agire, altrimenti ci ridurranno in una schiavitù peggiore di quelle antiche.

Dove è possibile comprare il suo nuovo saggio?

“In tutte le librerie online, o direttamente nel sito dell’editore, e negli scaffali dei librai… se esistono ancora. Ad ogni modo, è tutto reperibile ai link:

www.robinedizioni.it/nuovo/lo-stato-senza-tasse

www.andreanardi.it

L’autore Andrea B. Nardi