“Ognuno è fabbro della sua sconfitta,
ognuno merita il suo destino”
(Francesco De Gregori)
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“Ognuno è fabbro della sua sconfitta,
ognuno merita il suo destino”
(Francesco De Gregori)
la legge dopo gli episodi avvenuti n Danimarca e Svezia.
Erano seguite proteste anche violente.
Il parlamento danese ha adottato una legge che proibisce i roghi del Corano.
Come riporta Ansa, la legge criminalizza in generale il “trattamento inappropriato” dei testi “di significativa importanza religiosa per una comunità religiosa riconosciuta“.
Nei mesi scorsi copie del Corano erano state bruciate in alcune città della Danimarca e della Svezia, suscitando la reazione popolare in numerosi Paesi islamici, con proteste anche violente, spesso davanti alle ambasciate dei due Paesi; a quel punto il governo danese, per motivi di sicurezza, ha presentato un progetto di legge contro le profanazioni dei testi sacri di ogni religione.
Il rischio è lo sviluppo di un pericoloso contenzioso.
Il parere del giuslavorista Giovanni Costantino.
“Si tratta di un dibattito fuorviante che non tiene conto delle reali richieste della Costituzione e dell’Unione Europea”. Così Giovanni Costantino a commento della bagarre in Parlamento sul salario minimo.
La maggioranza, infatti, ha sostituito il disegno di legge presentato dall’opposizione, che prevedeva la definizione di un salario minimo legale uguale per tutti i settori produttivi (si parla dei “famosi” 9 euro orari), con una delega al Governo a individuare misure per assicurare retribuzioni giuste ed eque, stimolare il rinnovo dei ccnl e contrastare il dumping contrattuale. Tra i principali compiti dell’Esecutivo dovrebbe esservi, in particolare, quello di definire, per ciascuna categoria di lavoratori, i contratti maggiormente applicati che costituiranno “la condizione economica minima da riconoscere ai lavoratori appartenenti alla medesima categoria”.
È di ieri, infatti, la dichiarazione del Commissario UE Schmit, secondo cui la direttiva comunitaria non impone un sistema rispetto a un altro, ma persegue l’obiettivo di avere un salario dignitoso. Lo stesso monito arriva dalla Cassazione, secondo cui l’art. 36 della Costituzione garantisce ai lavoratori non solo il minimo per vivere, ma anche la possibilità di partecipare ad attività culturali, educative e sociali.
“Tale obiettivo – prosegue il giuslavorista – non può essere perseguito fissando un livello economico minimo uniforme su tutto il territorio nazionale, seppur differenziato per categoria merceologica, ma solo adottando un modello retributivo dinamico che tenga conto del costo della vita di ogni specifica parte del Paese, molto diverso tra Nord e Sud (i dati segnalano un divario di oltre il 25%). In caso contrario sarà inevitabile lo svilupparsi di un insostenibile contenzioso a scapito della certezza del diritto e della dignità delle relazioni industriali”.
Italia prima in Europa.
Ecco quali sono le prime 17 nazioni al mondo.
Sviluppato all’inizio del ventesimo secolo come un modo per valutare l’intelligenza umana, i risultati del test del QI sono stati a lungo utilizzati nelle scuole, nella valutazione della disabilità intellettiva e nella valutazione dei candidati al lavoro.
Sebbene i test del QI siano stati contestati negli ultimi anni, la pratica resta ancora popolare.
IQ Research ha raccolto informazioni da diversi paesi e calcolato le loro medie di quoziente intellettivo, con la classifica che StarsInsider ha successivamente condiviso.
Al 17esimo posto si collocano a pari merito Turchia, Kirghizistan, Croazia, Cile, Albani e Bosnia ed Erzegovina con un punteggio di 90.
Al 16esimo posto in classifica, sempre a pari merito, troviamo Thailandia, Sierra Leone, Lituania, Cipro, Macedonia, Cambogia e Brunei con una media QI di 91 punti.
Un punto più in alto, a quota 92 che vale il 15esimo posto, troviamo Malesia, Irlanda e Grecia.
Salendo ancora, a quota 93 punti per la 14esima posizione in classifica, ecco Bulgaria ed Argentina.
13esimi il Vietnam, la Romania, il Kazakistan, la Georgia e l’Armenia con 94 punti.
Poi, a quota 95 punti, Portogallo ed Israele occupano la dodicesima posizione.
Uruguai, Slovenia, Slovacchia e Moldavia totalizzano 96 punti collocandosi 11esime.
Quota 97 e decimo posto in classifica per Ucraina, Russia, Malta e Bielorussia.
Nono posto con 98 punti per Spagna, Lettonia, Ungheria, Francia, Danimarca, Repubblica Ceca, Australia, Andorra e, forse un po’ a sorpresa, Stati Uniti.
99 punti che valgono l’ottavo posto in classifica per Svezia, Polonia, Germania, Finlandia, Estonia, Canada e Belgio.
Toccano la soglia dei 100 punti collocandosi settimi in classifica il Regno Unito, la Norvegia, i Paesi Bassi, il Lussemburgo e l’Austria.
Superano, invece, quota 100 raggiungendo il punteggio di 101 la Svizzera, la Mongolia e l’Islanda che si collocano al sesto posto.
Da sola al quinto posto con un punteggio di media QI pari a 102 punti l’Italia, che risulta anche essere la prima in Europa.
Appena fuori dal podio ecco Taiwan che, con 104 punti si colloca quarta in classifica.
A pari merito al terzo posto con 105 punti troviamo Cina e Giappone.
Al secono posto con 106 punti la Corea del Sud.
Sul gradino più alto del podio con la bellezza di 108 punti, infine, troviamo Singapore e Hong Kong a pari merito.
Stanziati 7 milioni di euro per la formazione dei lavoratori e la spendibilità delle competenze maturate.
Il fabbisogno occupazionale 2023-2027 richiede 3,8 milioni di lavoratori formati.
Quattro milioni i lavoratori. È questo il numero di lavoratori che servirà alle imprese italiane – pubbliche e private – entro il 2027. Di questi, oltre il 70% servirà a sostituire gli occupati che usciranno dal mercato del lavoro. I dati, diffusi dall’analisi annuale “Previsioni dei fabbisogni occupazionali e professionali in Italia” condotta da Excelsior-Unioncamere, illustrano, inoltre, che le competenze richieste a chi subentrerà nel mondo del lavoro non saranno più specificatamente quelle di chi li ha preceduti, ma necessiteranno di ulteriori skills, tra le quali competenze tecnologiche avanzate, competenze ambientali e decisionali, conoscenza base delle nuove applicazioni di intelligenza artificiale. Considerato che il numero delle nuove leve operative non coprirà il fabbisogno delle imprese, è del tutto evidente che la formazione della forza lavoro attiva del Paese deve prepararsi alle sfide, ormai incombenti, richieste dalla competitività contemporanea, attraverso una formazione costante. Fondamentale in questo senso sarà il ruolo dei Fondi interprofessionali, che hanno già assicurato la formazione ad oltre un milione di imprese sul territorio.
Con la pubblicazione dell’Avviso FEMI 2024.01 per il finanziamento di attività di Formazione Continua a favore di Imprese aderenti al Fondo e ai Conti di Rete, FondItalia intende continuare a posizionarsi nel panorama dei Fondi Interprofessionali, proprio per promuovere la crescita e la qualificazione professionale dei lavoratori a supporto dello sviluppo e dell’innovazione nelle imprese. Il nuovo Avviso FEMI 2024.01 con una dotazione economica iniziale di 7 milioni di euro, con procedura a Sportello, è articolato su tre differenti assi formativi: Progetti formativi aziendali, in linea con le esigenze espresse da una sola impresa, Progetti formativi interaziendali, ossia un progetto formativo in linea con le esigenze formative espresse da più imprese, e progetti formativi individuali finanziabili mediante voucher, ossia la partecipazione a percorsi a scelta individuale di alta formazione o specialistica, erogata da specifici Enti erogatori in linea con le esigenze espresse da una o più imprese.
All’interno del nuovo Avviso FEMI 2024.01, il Fondo Paritetico Interprofessionale ha ritenuto prioritario intervenire su alcune tematiche, quali: aggiornamento e mantenimento delle competenze; adozione di nuovi modelli di gestione aziendale (risorse umane, qualità, tecniche di produzione) ed amministrazione, sviluppo delle abilità personali, introduzione di elementi di innovazione tecnologica e digitale, incremento della conoscenza del contesto lavorativo e delle competenze linguistiche, supporto all’internazionalizzazione e green economy.
«Anche per il 2024 abbiamo previsto la pubblicazione di un unico Avviso FEMI, articolato in sei Sportelli per consentire la programmazione a lungo termine delle attività formative – spiega Egidio Sangue, direttore di FondItalia – e finalizzato a promuovere la crescita e la qualificazione professionale dei lavoratori a supporto dello sviluppo e dell’innovazione delle aziende italiane. Con questo nuovo Avviso cii auguriamo di poter riconfermare e anche incrementare il dato del 2023 che si è chiuso con 883 Progetti finanziati a fronte di oltre 15.600 milioni di euro spesi in attività formative a beneficio di oltre 2.700 imprese e 34.200 lavoratori».
L’Avviso ha consentito di finanziare anche i percorsi formativi delle imprese che si sono avvalse del Fondo Nuove Competenze, lo strumento di politica attiva, cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo, destinato alle imprese che hanno stipulato accordi collettivi di rimodulazione dell’orario di lavoro destinati a percorsi di sviluppo delle competenze dei lavoratori; grazie alla sinergia di FondItalia ed FNC, pertanto, l’impresa oltre a non farsi carico dei costi per la formazione, ha ricevuto anche un rimborso per coprire il costo delle ore di lavoro destinate alla frequenza dei percorsi di sviluppo delle competenze da parte dei propri dipendenti (inclusi i contributi previdenziali e assistenziali).
«FondItalia rappresenta un riferimento importante per le imprese aderenti, soprattutto per le piccole e microimprese, promuovendo formazione di qualità e la valorizzazione delle competenze maturate mediante la formazione – sottolinea Francesco Franco, Presidente FondItalia – Per il 2024 ci siamo fortemente concentrati sull’identificazione e la messa in trasparenza delle competenze acquisite mediante la formazione svolta, per fornire alle imprese un sapiente strumento per la gestione interna delle proprie risorse e per garantire al lavoratore l’attestazione e la spendibilità delle competenze in proprio possesso al termine dei percorsi formativi seguiti».
Importante novità introdotta dall’Avviso FEMI 2024.01 è, infatti, la premialità – anche economica – prevista dal Fondo per tutte le imprese beneficiarie di Progetto che vorranno avvalersi dell’applicazione C+, lo strumento sviluppato, su commissione di FondItalia, in coerenza con le indicazioni contenute nel DL 13/2013 e DM del 5 gennaio 2021, che utilizza l’architettura e i descrittori dell’Atlante del Lavoro e delle Qualificazioni per la messa in trasparenza, l’attestazione e la validazione delle competenze in possesso del lavoratore prima e dopo la partecipazione al corso di formazione frequentato, consentendo – di fatto – comparazioni esplicative anche in merito all’efficacia della formazione svolta.