Air France come Lufthansa: 7 miliardi di aiuti

La compagnia aerea francese segue le orme di quella tedesca: attivato un piano di aiuti da 7 miliardi di euro con l’ok della Commissione europea.

Continua il capitalismo assistito.

Proprio pochi giorni fa i francesi della Renault ed i tedeschi della Lufthansa (approfondimento al link) avevano attivato dei piani di aiuto, rispettivamente da 5 e 9 miliardi di euro, con l’approvazione della Commissione europea.

Ora, a seguire la medesima strategie è il turno di un’altra compagnia francese: Air France.

Al fine di evitare il rischio fallimento e salvare quanti più posti di lavoro possibili, la Francia ha deciso di mettere sul piatto un altro piano di aiuti simile a quello utilizzato per Renault.

Stiamo parlando di 7 miliardi di euro; di questi, 4 proverranno da prestiti bancari garantiti al 90% dallo Stato mentre i restanti 3 da prestiti diretti, con in cambio impegni presi dalla compagnia aerea inerenti al miglioramento della redditività ed alla riduzione delle emissioni di CO2.

Il piano ha già ricevuto l’ok dalla Commissione europea che, tramite un comunicato stampa del commissario europeo alla Concorrenza Margrethe Vestager, ha dichiarato:

Questa garanzia e questo prestito per gli azionisti concesso dalla Francia, per un importo di 7 miliardi di euro, forniranno ad Air France la liquidità di cui ha urgentemente bisogno per resistere alle ripercussioni della pandemia. La Francia ha anche dimostrato che tutte le altre possibilità di ottenere liquidità sui mercati erano già state esplorate ed esaurite; in assenza di sostegno pubblico Air France sarebbe senza dubbio esposta al rischio di fallimento a seguito della sospensione delle sue attività.

Autore: Francesco Puppato

Vive in Polonia dove ricopre il ruolo di Plants Controller per Rosa Europe; parla quattro lingue (italiano, inglese, polacco e francese) ed ha precedentemente lavorato nel dipartimento finanziario della Holding Orange1. Laureato in Economia Aziendale con indirizzo in Management ed Organizzazione presso l'Università degli Studi di Udine, ha anche un Master in "Gestione delle Risorse Umane ed Organizzazione del Lavoro" conseguito presso lo stesso ateneo. Dal 2015 al 2020 ha curato la rubrica "About economy and Social Equity"  per la rivista "Economia - ecaroiundworld", dal 2017 al 2019 ha collaborato con "Wall Street Italia", nel 2019 con "Economista.info" mentre dal 2020 collabora con "Wall Street Cina" e "Gazzetta Italia". Founder di "General Magazine", ha ottenuto, tra gli altri, il patentino Bloomberg, l'Europass Mobilità e l'ECDL.

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