Economia sommersa ed illegale: per l’Istat vale l’11,9% del Pil

In calo rispetto al passato, sono ancora 211 i miliardi di euro che sfuggono al fisco.

L’11,9% del Pil.

Questo è quanto valgono, stando ai dati Istat, l’economia sommersa e le attività illegali.

Benché il dato risulti in calo rispetto al passato, la quota è ancora alta; più precisamente, stima sempre l’Istituto di statistica, si parla di 211 miliardi di euro.

L’anno di analisi è il 2018 che, rispetto al 2017, presenta un calo di 3 miliardi di euro. Il trend viene dunque confermato in discesa dopo il picco registrato nel 2014 e che valeva il 13% del Pil.

Nel dettaglio, l’economia sommersa ammonta a 192 miliardi di euro mentre le attività illegali a 19 miliardi di euro.

Germania: protesta contro l’obbligo di scontrino

La legge è del 2016 ma le proteste tedesche l’hanno sempre fatta slittare.
Rimandata di altri 8 mesi l’entrata in vigore dell’obbligo di scontrino.

In Germania, dal primo gennaio 2020 è entrato in vigore l’obbligo di scontrino.

La Germania è il secondo Paese per evasione fiscale, proprio dopo l’Italia; per questo motivo il governo ha deciso di introdurre il “Kassengesetz”, ovvero la legge che impone l’obbligo di scontrino ed il controllo elettronico dei registratori di cassa, che fino a pochi giorni fa non era obbligatorio.

Più precisamente, la legge tedesca è stata approvata nel 2016 per essere stata poi continuamente rinviata. Oggi le proteste dei rivenditori non si sono fermate, tanto da aver ottenuto un ulteriore posticipo su eventuali multe, che inizieranno da settembre 2020.

La motivazione starebbe nel fatto che sostituire i registratori di cassa costi troppo, e che di fatto il problema legato all’evasione sia da cercare altrove e non nei piccoli commercianti o negli artigiani.

La protesta ha inoltre preso una piega creativa: una pasticceria di Moosinning ha creato dei krapfen, tipici dolci del carnevale bavarese, collocandoci sulla glassa uno scontrino da 2,20 Euro fatto in pasta di zucchero (quindi commestibile) e li ha chiamati “Kassenbonkrapfen“, cioè krapfen-ricevuta.

Intervistata, la dipendente Nicole Heibig ha dichiarato:

Non pensavamo che l’idea sarebbe andata così bene, le vendite di krapfen sono quadruplicate”.

Ovviamente più per quanto scritto sopra che per la protesta creativa, Il governo tedesco ha dovuto accettare un ulteriore posticipo di 8 mesi sull’entrata in vigore della legge.

Vedremo Tra 8 mesi come si evolverà il braccio di ferro.