Microfono dello smartphone acceso, Garante: “Attenzione, dati rubati dalle app”

Informazioni carpite e rivendute a fini commerciali.
Aperta un’istruttoria.

Informazioni carpite per poi essere rivendute a società, le quali le usano per fare proposte commerciali.

Un fenomeno sempre più diffuso, tanto che il Garante della privacy ha aperto un’istruttoria a riguarda.

Il problema troverebbe radici nell’utilizzo del microfono da parte delle app che gli utenti scaricano e, per il cui utilizzo, accettano le condizioni d’uso che richiedono l’accesso al microfono.

L’accettazione dei termini viene solitamente data senza prestarvici troppa attenzione, ma comprende anche l’uso che verrà fatto dei propri dati.

Dopo che un servizio televisivo e diversi utenti hanno segnalato come basterebbe pronunciare alcune parole sui loro gusti, progetti, viaggi o semplici desideri per vedersi arrivare sul cellulare la pubblicità di un’auto, di un’agenzia turistica, di un prodotto cosmetico, l’Autorità ha avviato un’indagine sull’uso illecito di dati che si starebbe facendo alle spalle di persone ignare.

L’istruttoria è stata avviata in collaborazione con il Nucleo speciale privacy e frodi tecnologiche della Guardia di Finanza e prevede l’esame di una serie di app tra le più scaricate, al fine di verificare che l’informativa resa agli utenti sia chiara e trasparente e che sia stato correttamente acquisito il loro consenso.

Da Tesla arriva il robot per i lavori pericolosi e noiosi

In caso di perdita del controllo si prevede di poter intervenire in tempo.
L’avviso di Sapelli sull’uso della tecnologia.

(Foto da internet)

Elon Musk fa un annuncio dei suoi.

Presto, infatti, potrebbe arrivare il robot per i lavori pericolosi e noiosi marcato Tesla.

Come riportano il Daily Mail e FUNweek, il bot umanoide sarebbe ideato per svolgere lavori che sono caratterizzati da un elevato grado di pericolosità, ma anche per lavori ripetitivi e noiosi in cui andrebbe a compensare la mancanza di personale ma anche a sostituire la manodopera tipicamente rappresentata dagli operai.

Il robot dovrebbe avere caratteristiche tecniche precise governabili in toto dalla mano dell’uomo, il che dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) permettere un intervento umano per tempo nel caso in cui qualcosa dovesse andare storto.

Se non è ancora noto quanto costerà il Tesla bot, è invece presumibile che potrebbe permettere alle aziende di lavorare senza problemi e senza soste in qualsiasi momento liberandosi di problematiche inerenti ai week-end, alle festività, alle malattie, alle ferie ed anche alle pause pranzo.

Licenziando masse di lavoratori che rimarrebbero dunque senza stipendio, ci sarebbe poi da chiedersi chi possa avere i soldi per comprare i prodotti fatti dai robot.

Sul tema, in tempi non sospetti, General Magazine aveva intervistato il prof. Giulio Sapelli, che in un’intervista dal titolo “Viva i robot ma con prudente intelligenza” mise in guardia sulla necessità di un corretto equilibrio nell’utilizzo tra tecnologia e risorse umane, citando anche un aneddoto particolare vissuto da lui stesso in India e che è emblematico della situazione.

L’interessante intervista completa è reperibile al link.

Transizione digitale: l’Ue definisce gli obiettivi

Stilata la lista dei punti da raggiungere da qui al 2030.
Per ottenere i fondi, gli Stati devono investire il 20% dei loro piani in digitalizzazione.

La Commissione europea ha fissato gli obiettivi per la trasformazione digitale (reperibile al link).

I piani vanni intesi da qui al 2030; la prima problematica venuta a galla è stata quella inerente al divario fra chi ha accesso al digitale e chi no.

Per questo motivo, al fine di ridurre il gap, l’Ue vuole puntare su investimenti nella banda ultralarga, nelle formazioni in competenze digitali, negli aiuti ad innovare per start-up e piccole imprese e nell’utilizzo della tecnologia per raggiungere la neutralità climatica.

I dati dicono che, ad oggi, il 42% degli europei non ha competenze digitali di base; sotto questo punto di vista, l’obiettivo è quello che almeno l’80% degli adulti le abbiano acquisite.

Inoltre, si prevede di arrivare ad avere 20 milioni di specialisti Ict, con una percentuale più alta di donne sul campo.

Si mette in evidenza anche che, attualmente, l’83% delle piccole e medie imprese europee non fa uso di big data, servizi in cloud ed intelligenza artificiale.

La volontà dell’Ue è quella di spingere sulla banda ultralarga e di puntare alla copertura completa delle aree popolate con il 5G.

Online, dovranno essere pure tutti i servizi pubblici più importanti: gli europei avranno accesso ai loro dati medici e l’80% di loro utilizzerà l’identificazione elettronica.

La Commissione europea ritiene che la transizione verso il digitale sia un fattore chiave e determinante per la ripresa dalla pandemia; al centro del piano ha posto il dispositivo per la ripresa e la resilienza (reperibile al link), che ha un valore di 672,5 miliardi di euro che dovranno essere spesi in investimenti pubblici e riforme.

Per accedere a questi fondi, i Paesi membri dovranno presentare piani di ripresa nazionali in cui venga assegnato il 20% delle risorse ad iniziative che puntano a digitalizzare le proprie economie.

Leonardo acquista il 30% di Gem elettronica

Nell’acquisizione anche un’opzione call per il controllo entro il 2024.

Gem elettronica, società italiana specializzata nella produzione di radar 3D di piccole e medie dimensioni, sensori elettro-ottici e sistemi inerziali per il settore marittimo, avionico e terrestre, ha ceduto il 30% delle proprie quote a Leonardo.

Con questa operazione, Leonardo si rafforza nel settore navale, in particolare nella sensoristica a corto e medio raggio per la navigazione, la sorveglianza marittima, costiera e aeroportuale.

Gem elettronica, infatti, opera su business complementari a quelli di Leonardo con sistemi innovativi e competitivi quali radar di navigazione e sorveglianza costiera, apparati elettro-ottici e sistemi inerziali in fibra ottica d’alta gamma.

Stando a quanto riporta “Reuters”, inoltre, nell’accordo è previsto anche un meccanismo di opzioni call e put che darebbero a Leonardo, se esercitate, di acquisire il controllo della società nel 2024.

Musk fa giocare una scimmia con il computer

Il visionario proprietario di Tesla lo annuncia su Twitter.
Il video è andato in onda su YouTube dalla sua start-up Neuralink.

Elon Musk, il visionario fondatore di Tesla, ne ha fatta un’altra delle sue: sta volta è riuscito a far giocare una scimmia con il computer.

In un video pubblicato su YouTube dalla sua start-up californiana Neuralink, infatti, si vede un macaco dotato di un impianto neurale mentre gioca al videogame Pong usando solo il pensiero per muovere le barre che simulano sullo schermo le racchette da ping-pong.

A dare l’annuncio è stato lo stesso imprenditore con un tweet:

“Una scimmia sta letteralmente giocando a un videogioco telepaticamente usando un chip cerebrale!!”

Elon Musk, ormai da tempo, sostiene che unire le menti alle macchine sia vitale per evitare le persone vengano superate dall’intelligenza artificiale.

I dispositivi Neuralink sono stati impiantati su due lati del cervello del macaco Pager per rilevare l’attività dei suoi neuroni; stando a quanto pubblicato sul blog di neuralink.com, il sistema potrebbe essere calibrato per consentire ad una persona di guidare un cursore sullo schermo di un computer, permettendogli potenzialmente di digitare e-mail, messaggi di testo o navigare in internet semplicemente pensando.

I componenti del team, circa un anno fa, aveva già annunciato il desiderio di restituire la mobilità ai paralizzati e la vista ai ciechi attraverso la tecnologia, passando per l’abilitazione della telepatia ed il download dei ricordi.

Queste cose, fino a poco tempo fa ritenute possibili solo su film di fantascienza, sono attualmente in via di sperimentazione solo sugli animali ma, con l’aiuto di un robot chirurgico, un pezzo del cranio viene sostituito con un disco Neuralink ed i suoi sottilissimi cavi sono inseriti nel cervello. Il disco registra l’attività nervosa trasmettendo le informazioni tramite un segnale wireless bluetooth ad un dispositivo come uno smartphone.

Lo stesso Elon Musk ha dichiarato:

In realtà si adatta abbastanza bene al tuo cranio; potrebbe essere sotto i tuoi capelli e non lo sapresti.