Orlando: quarantena forse tornerà considerata malattia

L’annuncio del ministro alla Festa dell’Unità.
Problemi tra retribuzioni tagliate e costi aziendali.

A differenza di quanto accaduto l’anno scorso, nel 2021 la quarantena non viene considerata a lavoro come malattia.

Una circostanza che negli ultimi giorni ha scatenato le polemiche tanto dei lavoratori, preoccupati per i tagli agli stipendi, quanto delle imprese, che temevano di doversi fare carico dei costi.

A questo proposito è intervenuto il ministro Orlando, durante la Festa dell’Unità di Modena, sostenendo che la quarantena imposta ai contatti stretti dei casi positivi potrebbe tornare ad essere considerata malattia e dunque coperta dall’Inps.

Più precisamente, le sue parole sono state le seguenti:

Prima purtroppo non c’erano tutte le risorse necessarie ma credo che siano maturate le condizioni perché si usino risorse che erano appostate da altre parti. Se tutto il governo sarà d’accordo, noi abbiamo una valutazione assolutamente favorevole a consentire che la quarantena sia considerata come malattia e, quindi, non gravi sulle imprese e sui lavoratori. Possiamo affrontare la questione e risolverla.

(Foto da internet)

Israele: considerato vaccinato solo chi ha terza dose

Non bastano più le due dosi “canoniche”.
Dal primo settembre sarà considerato immune solo chi ne avrà ricevute 3.

Lascia o raddoppia?

Ad Israele, dal primo settembre, sarà considerato immune solo chi avrà ricevuto la terza dose del vaccino.

Non saranno più sufficienti, dunque, le due dosi attualmente considerate standard.

A riportare la notizia è la reporter Noga Tarnopolsky, che si occupa di Israele e Palestina.

Di seguito lo screenshot del suo tweet:

(Foto da internet)

Texas: morto per Covid il leader dei “no mask”

Caleb Wallace aveva organizzato il “Rally della libertà”.
Lascia tre figli e moglie incinta contraria alle sue tesi.

Dopo tre settimane di terapia intensiva è morto Caleb Wallace, il leader dei “No mask” che aveva anche organizzato un “Rally per la libertà”.

Il texano lascia tre figli e la moglie Jessica, incinta; quest’ultima, tra l’altro, ha tenuto a precisare di essere contraria alle tesi del marito, sostenendo di indossare la mascherina e che si vaccinerà non appena nascerà il figlio che porta in grembo, mentre gli altri tre figli hanno ricevuto le vaccinazioni previste per la loro età.

Non è noto il quadro clinico del 30enne prima di contrarre il Covid19.

(Foto da internet)

Aifa: ok a vaccinazione eterologa

L’approvazione vale anche per gli over 60.
Non è però possibile fare raccomandazioni di carattere generale.

L’Agenzia italiana del farmaco, ovvero appunto l’Aifa, ha dato il parere favorevole alla vaccinazione eterologa.

L’approvazione viene estesa anche per gli over 60 e, sul proprio sito, l’Aifa ha precisato che in caso di gravi reazioni avverse nella coagulazione dopo la somministrazione della prima dose del vaccino anti-Covid-19 Vaxzevria di AstraZeneca, sarà dunque possibile effettuare il richiamo con un vaccino a base m-RNA, ovvero Pfizer o Moderna.

Più precisamente, nel sito dell’agenzia si legge quanto di seguito:

Analogamente a quanto già deciso per i soggetti con meno di 60 anni, applicando il principio di massima precauzione, l’Agenzia specifica che, nei soggetti che abbiano presentato reazioni avverse gravi di tipo trombotico o comunque a carico della sfera coagulativa dopo somministrazione di Vaxzevria, si può procedere al richiamo con un vaccino a m-RNA.

L’approvazione arriva dopo che alcune regioni avevano richiesto di poter utilizzare il mix di vaccinia seguito della comparsa di una reazione avversa (ADR) grave dopo la prima dose di un vaccino anti COVID-19”.

Quanto alle raccomandazioni di carattere generale, dopo aver sentito l’opinione della propria Commissione tecnico-scientifica, l’Aifa, sostenendo che non è possibile formularne, precisa quanto di seguito:

Per le altre casistiche di reazioni avverse, si ritiene che, in assenza di dati derivanti da studi ad hoc, non sia possibile esprimere raccomandazioni di carattere generale che prescindano dall’esame delle specifiche ADR e dalla valutazione clinica dei singoli casi.

(Foto da socialfarma.it)

Giappone: sospette particelle metalliche nei vaccini Moderna

Trovato un contaminante nei vaccini; scattato il blocco di 1,63 milioni di dosi.
Avviata un’indagine anche in Europa.

Stando a quanto riporta l’emittente pubblica giapponese NHK, in Giappone sono state bloccate 1,63 milioni di dosi del vaccino Moderna, spedite ad 863 centri di vaccinazione.

Il motivo risiederebbe nel fatto che sono stati trovati dei contaminanti; stando a quanto riporta Reuters, un funzionario del ministero della salute ha affermato che l’identità del contaminante non è stata confermata ma si sospetta siano particelle metalliche in quanto la stessa ha reagito ai magneti.

Il ministero ha affermato che la sospensione dei lotti di Moderna era una precauzione, ma la mossa ha spinto diverse aziende giapponesi a cancellare le vaccinazioni dei lavoratori e il regolatore europeo dei farmaci ad avviare un’indagine.

La società farmaceutica spagnola Rovi, che imbottiglia i vaccini Moderna per mercati diversi dagli Stati Uniti, ha affermato che la contaminazione potrebbe essere dovuta a un problema di fabbricazione in una linea di produzione e che stava conducendo un’indagine.

Moderna, da parte sua, lo ha definito un “particolato” che non poneva problemi di sicurezza o efficacia ma ha messo in attesa il lotto in questione e due attigui.

Un funzionario del ministero della salute ha affermato che ci vorrà “un po’ di tempo” per confermare quante dosi del lotto contaminato siano già state somministrate. A tal proposito, Kyodo News ha riferito che in base al proprio conteggio delle cifre riportate dai comuni locali ne sono state utilizzate almeno 176.000.

Ad oggi, secondo un tracker di Reuters, circa il 54% della popolazione giapponese ha ricevuto almeno una dose.

(Foto da internet)