Polonia: “Germania e Francia sfruttano la guerra in Ucraina per eliminare le votazioni all’unanimità nell’UE”

L’eurodeputato Jacek Saryusz-Wolski mette in guardia dalle sornione strategie Franco-Tedesco

Berlino e Parigi stanno cercando di usare la guerra in Ucraina al fine di cambiare il sistema dell’Unione Europea e rafforzare la loro posizione e il loro potere“.

A dichiararlo è Jacek Saryusz-Wolski, eurodeputato polacco del partito di PiS.

Le sue parole sono state una reazione al fatto che Germania e Francia hanno vincolato il loro consenso all’allargamento della Comunità all’abolizione del veto nelle votazioni del Consiglio e all’ulteriore centralizzazione del potere nell’Unione.

Continua poi il politico:

La guerra russa contro l’Ucraina mette all’ordine del giorno la sua ammissione nell’UE con maggiore urgenza di quanto sarebbe stato senza la guerra. A questo punto, Berlino e Parigi vogliono ottenere il meglio per sé, cioè cambiare il sistema dell’Unione. L’idea è quella di creare un superstato dell’UE. Alcuni avranno la possibilità di esprimersi e altri ne saranno privati“.

Saryusz-Wolski sottolinea poi che il piano di Berlino e Parigi prevede nelle proposte massimaliste l’eliminazione del veto ovunque sia ancora in vigore, in 63 casi, e non solo in politica estera, sicurezza e fiscalità.

Inoltre, prevede il trasferimento delle competenze dell‘Unione dal livello degli stati membri a quello dell’Unione in undici settori, tra cui la politica estera, la cultura, la protezione del clima, ecc. Saryusz-Wolski sottolinea che attualmente tutti coloro che non dimostrano entusiasmo per l’idea di un superstato sono soggetti a varie pressioni all’interno dell’Unione.

Speranza: Art.1 non è più un partito

Nasce l’associazione “Compagno è il mondo”.
L’ex ministro della Salute: rivolti a dare forza al nuovo Pd.

Roberto Speranza chiude Art.1 come partito politico.

L’ex ministro della Salute ha deciso di chiudere il suo partito e di confluire nel Pd:

Dobbiamo guardare con fiducia al futuro e il nostro investimento sarà tutto rivolto a dare forza al nuovo Pd. Un gruppo autorevole di compagne e compagni, che hanno vissuto l’esperienza di Articolo Uno, ha dato vita a una nuova associazione, ‘Compagno è il mondo’. Sarà un luogo aperto a tutti, indipendentemente dalle scelte individuali che ciascuno farà sul piano partitico, volto a rafforzare la cultura politica della sinistra democratica del nostro Paese“.

Ue: no ai semestri a guida Polacca e Ungherese

Il Parlamento europeo reputa Orban e Morawiecki illiberali.
“Se i Paesi fossero esterni all’Ue, la loro domanda per entrarci non potrebbe essere accettata”.

È a rischio la presidenza semestrale del Parlamento europeo di Ungheria e Polonia.

Il Parlamento europeo, a maggioranza, ha infatti approvato giovedì una mozione che sospende la presidenza semestrale della Ue che spetterebbe all’Ungheria di Orban nella seconda metà del 2024 e alla Polonia di Morawiecki nel primo semestre del 2025.

Perché la sospensione? Perchè si tratta di due Paesi illiberali e continuamente sottoposti a procedure per violazione dello stato di diritto, a partire dall’abolizione dell’indipendenza del potere giudiziario, stando a quanto riporta First Online.

Quei Paesi, scrive invece il politologo della Luiss Sergio Fabbrini su Il Sole 24 ore, “non sono l’Europa e se Ungheria e Polonia fossero Paesi esterni alla Ue e facessero oggi domanda per entrare, essa non potrebbe essere accettata” perché i tratti illiberali dei due regimi sono incompatibili con l’identità democratica dell’Unione europea.

Sarebbe oltremodo rischioso affidare loro la gestione dei delicati dossier della Ue nei semestri di presidenza”, continua Franco Locatelli su First Online.

Naturalmente applicare la delibera del Parlamento europeo sarà tutt’altro che facile.

Nel Governo italiano ci sono forze, come la Lega e Fratelli d’Italia, che hanno votato contro la mozione che esclude Orban e Morawiecki dalla presidenza semestrale Ue.

Sgarbi sindaco: referendum, “50% o vado via”

Giunta insediata 3 settimane fa.
La decisione dopo le critiche dell’opposizione.

Il sindaco Vittorio Sgarbi ha annunciato l’indizione di un referendum popolare con il quale chiedere ai cittadini di Arpino (Frosinone) la conferma del voto che tre settimane fa lo ha eletto alla guida del Comune.

Il sottosegretario alla Cultura lo ha annunciato ieri sera al termine della prima seduta del Consiglio Comunale.

Lo ha fatto replicando alle critiche del consigliere di opposizione Niccolò Casinelli secondo il quale il voto del mese scorso ha eletto Sgarbi come sindaco ma senza dargli il sostegno della maggioranza dei cittadini in quanto la somma dei voti delle due liste avversarie è superiore ai voti ottenuti dalla lista Sgarbi.

Il neo sindaco ha detto all’Aula che convocherà un referendum entro un mese e se non avrà la fiducia di almeno la metà più uno degli arpinati si dimetterà.

In precedenza aveva assegnato le deleghe ai suoi assessori, come riporta Ansa, con non poche sorprese.

A Massimo Sera è andata la fascia di vice sindaco ed oltre alle deleghe tradizionali a centro storico, lavori pubblici, comunicazione, Protezione civile ed attività sportive ha avuto la competenza ai rapporti con l’Unesco.

A Maria Rosaria Manuel sono andate le competenze su tradizione, civiltà classica, dialogo con le religioni, difesa del paesaggio.

A Stefania Quadrini tesoro, economia, finanze, bilancio, dipendenti pubblici.

A Bruno Biancale patrimonio, beni pubblici, manutenzione, acqua.

Slovacchia: il governo presenta le dimissioni

Heger dalla presidente Caputova: crisi politica persistente.

Il primo ministro slovacco Eduard Heger ha reso noto oggi di aver presentato le dimissioni del suo governo provvisorio alla presidente Zuzana Caputova.

Come riporta Ansa, Heger, che guida il governo ad interim dal dicembre scorso, ha dichiarato ai giornalisti quanto di seguito:

Ho chiesto alla presidente di revocare il mio mandato“.

La decisione sarebbre stata presa a seguito di una crisi politica persistente.