Unicredit: Ranieri de Marchis traghettatore fino ad Orcel

Mustier lascierà il gruppo dopo la presentazione dei risultati.
Orcel nuovo AD.

Jean Pierre Mustier aveva annunciato l’addio al gruppo Unicredit ancora a novembre; e questo avverrà dopo la presentazione dei risultati del 2020 prevista per giovedì (approfondimento al link).

Il suo sostituto, dopo i vari nomi fatti, parrebbe essere Andrea Orcel, ex capo dell’investment banking di Ubs.

A riportarlo è “Reuters” che cita fonti vicinissime alla situazione, le quali sembrano andare sempre più nella direzione indicata poco tempo fa (approfondimento al link).

La nomina di Orcel, comunque, dovrebbe essere ufficializzata verso metà aprile, in occasione dell’assemblea sul rinnovo dell’intero board. Nel frattempo, dunque, serve un traghettatore.

La figura che pare sia stata indicata a ricoprire questo ruolo è Ranieri de Marchis, attuale Co-chief operating officer del gruppo.

Draghi: incontro con parti sociali e ritorno al Quirinale

Continuano le consultazioni per far nascere il governo Draghi, che nel frattempo incontra i sindacati.
Agenda per il momento ancora riservata.

Mario Draghi, presidente del Consiglio incaricato, tornerà al Quirinale per proseguire le consultazioni nell’ottica di formare il suo governo.

Prima, però, incontrerà le parti sociali. All’incontro con i sindacati, che si già definiti disponibili fin da subito all’incontro e preoccupati per l’attuale situazione economico-lavorativa del Paese, si aggiungerà anche quello con Confindustria.

Ciò che resta invece ancora riservata, è l’agenda dell’incontro.

Le consultazioni tra l’ex presidente della BCE ed i partiti politici si concluderanno sabato.

Amazon: multa da 61,7 milioni e Jassy nuovo Ceo

Jeff Bezos lascia il posto.
Società multata per 61,7 milioni di dollari.

Non bastava l’addio di Jeff Bezos dal ruolo di CEO, che viene sostituito da Andy Jassy.

In casa Amazon arriva un’altra notizia a far agitare le acque: una multa di 61,7 milioni di dollari.

Il costo sopracitato sarà necessario al fine di archiviare le accuse della Federal Trade Commission (FTC), secondo cui non avrebbe girato interamente le mance agli autisti del servizio Flex versate dai clienti.

Il voto dell’agenzia federale a tutela dei consumatori è stato unanime e, ad esso, è seguita la nota di seguito riportata:

“Invece di consegnare il 100% delle mance dei clienti agli autisti, come promesso, Amazon ha usato per sè quei soldi. Oggi, con questo atto, restituiamo agli autisti le decine di milioni di dollari in mance di cui Amazon si era appropriata e ordiniamo ad Amazon di ricevere il permesso degli autisti prima di cambiare il loro trattamento sulle mance in futuro.”

Stando a quanto sostenuto dalla FTC, Amazon aveva pubblicizzato un pagamento compreso tra i 18 ed i 25 dollari all’ora per gli autisti, al quale andava appunto aggiunto il 100% delle mance.

Questo, a partire dalla fine del 2016 circa, sarebbe venuto meno: Amazon avrebbe infatti cominciato a pagare meno gli autisti, usando le mance per coprire la differenza tra il salario promesso e quello versato.

Da parte sua, il colosso dell’online ha negato che il trattamento economico degli autisti fosse poco chiaro.

Durante la vicenda, il titolo acquisiva in Borsa comunque l’1,44% in attesa della pubblicazione trimestrale dei risultati.

Birmania: colpo di Stato militare

Condanna internazionale in merito all’accaduto.
Gli Usa: “grave preoccupazione ed allarme”.

Colpo di Stato militare in Birmania.

In Myanmar poche ore fa è andato in scena un golpe, dove il generale Min Aung Hlaing, capo delle forze armate, ha preso il potere accusando la politica di aver falsato le elezioni legislative dello scorso novembre; le stesse decretavano la vittoria schiacciante dei democratici.

Il golpe arriva ad un passo dall’esordio del nuovo Parlamento, dove la Lega nazionale per la democrazia avrebbe avuto la maggioranza

Il capo delle forze armate pare non avere alcuna prova di quanto sostiene e questo, in brevissimo tempo, ha scatenato una condanna internazionale verso l’accaduto.

Su tutti, gli Stati Uniti hanno espresso “grave preoccupazione ed allarme” per la situazione; più precisamente, il segretario di Stato Anthony Blinken ha dichiarato quanto di seguito:

Invitiamo i leader militari birmani a rilasciare tutti i funzionari governativi, i leader della società civile ed a rispettare la volontà del popolo birmano espressa nelle elezioni democratiche.

Ryanair: passeggeri calati del 78%

Drastico crollo del traffico aereo.
Perdite per 306 milioni di euro in un trimestre e previsioni ancora critiche per il 2021.

La pandemia ha completamente paralizzato il traffico aereo.

A risentirne, ovviamente, anche Ryanair, che ha visto i suoi aerei rimanere a terra a causa di un calo dei passeggeri pari al 78% nell’ultimo trimestre (ottobre-dicembre).

Al crollo dei passeggeri, giocoforza, sono seguite una riduzione dei ricavi pari all’82% (fermi a 340 milioni di euro) ed una perdita di 306 milioni di euro, in confronto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Più precisamente, rispetto alla perdita di 306 milioni di euro avvenuta nell’ultimo trimestre, nello stesso periodo di un anno fa la compagnia aerea aveva fatto registrare un utile di 88 milioni di euro.

La crisi non sembra però ancora passata; la stessa Ryanair, in una nota, infatti afferma quanto di seguito:

Il 2021 sarà il più impegnativo nei 35 anni di storia di Ryanair. Per cautela prevediamo per il 2021 una perdita (prima di eventi eccezionali) tra 850 e 950 milioni di euro.